Per Comunione e liberazione “vacanza” in Kazachistan

Tra i tanti incontri anche quello con don Livio Lodigiani, sacerdote cremonese "fidei donum" in Kazachistan da quasi 23 anni
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Ne vale sempre la pena! È questo che posso dire dopo essere tornato dalle vacanze della comunità di CL del Kazachistan che si sono svolte dal 30 giugno al 4 luglio sulle montagne che circondano la città di Almaty, posta a circa 200 chilometri dalla Cina. Non è la prima volta che vado, ma approssimandosi la partenza – guardando soprattutto la faccia di mia moglie e dovendo organizzare il  lavoro in mia assenza – riemergono fortemente le domande “Che cosa vado a fare là?” e  “Chi me lo fa fare?”, costringendomi a  verificare che convenienza ci sia a sobbarcarsi per pochi giorni più di 10.000 km di volo. Ma ho imparato che la risposta, è sempre a consuntivo, perché quel che si vive è sempre, per Grazia, molto di più.

Devo dire che anche dopo dieci anni di viaggi in Kazachistan, la cosa che ancora mi stupisce è ri-scoprire quanto sia fatto bene il cuore dell’uomo che desidera d’essere felice e non importa a quale latitudine si trovi o che storia e tradizione abbia vissuto. Infatti, anche quest’anno c’erano diversi amici mussulmani e tanti altri non battezzati che hanno incontrato una “diversità umana” interessante per vivere, “diversità” che ha fatto loro venir voglia di partecipare a giochi, gite, serate di canti, ecc., col desiderio di capire di più, di vivere all’altezza del proprio cuore. Non vi era pranzo o cena che non si creassero capannelli dove partendo dalla domanda di qualcuno si accendeva il racconto ed il confronto sulla vita, segnata certo da difficoltà, dolori, sofferenze, ma anche da gioie e fatti eccezionali che ti cambiano. Come è capitato, ad esempio, a Valera, un uomo di circa 65 anni, sposato con Liuba, con figli e nipoti trasferiti all’estero (tra cui il nostro amico Alioscia che da tre anni vive e lavora a Pieve San Giacomo) che ha chiesto di farsi battezzare, perché incontrando (dopo 38 anni) alcuni amici di gioventù, dai loro racconti, si è accorto della differenza che la fede, a poco a poco, aveva introdotto in ogni piega della sua vita.

È stata l’occasione di incontrare amici nuovi ma anche per rivedere amici di vecchia data, come il nostro don Livio, sacerdote fidei donum, in Kazachistan da quasi 23 anni; Dima che pure essendo orfano è riuscito poi a diventare un affermato avvocato nella capitale Astana (ora Nur-sultan); Ramzia che ha fondato una scuola per insegnare l’italiano, diventata un vero e proprio luogo d’incontro; Elimira e Saschone, tra i primi incontrati da Don Edo Canetta che, con il nostro Don Massimo Ungari, ormai 25 anni fa iniziavano la presenza del Movimento a Karagandà.

L’assemblea finale ha poi raccolto le esperienze vissute durante la vacanza dove Gallia, appena uscita da una grave malattia, ha potuto dire che le vacanze sono state “gli occhi dei miei amici sulla mia vita”. Oppure Elmira che ha scoperto il valore degli amici del Movimento che, pur essendo poveretti come tutti, sono gli unici attraverso cui la sua vita cresce. E infine Anna che è venuta in vacanza “perché ha ceduto al desiderio del proprio cuore, perché aveva bisogno di respirare aria fresca (che non è quella di montagna) e di essere continuamente rinnovata”. Che grande regalo è stato sentire queste testimonianze!

Così il  tema delle vacanze proposto quest’anno “Il cammino al vero è una esperienza” mi è parso quanto mai azzeccato, perché descrive l’unica possibilità che abbiamo per sperimentare la Verità, non come discorso o regole fatte da noi, ma attraverso un Avvenimento che accade e ci prende come siamo. A noi spetta l’avventura e la libertà di riconoscerlo. “Solo” per questo è stato conveniente andare in Kazachistan, col desiderio di farvi ancora ritorno!

Paolo Mirri

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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