Pena di morte negli USA, due esecuzioni nel giorno dell’Assunta

Non conosce sosta l’applicazione della pena di morte in alcuni Stati degli USA. Due esecuzioni sono fissate ad agosto in Texas, una nel Tennessee e una in Florida. Eppure la pena di morte viene comminata ed eseguita sempre di meno nel complesso degli USA e a Washington è stata dichiarata incostituzionale. Crescono, intanto, gli appelli alla clemenza da parte del mondo cattolico
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A dispetto della crescita nel mondo del numero dei Paesi abolizionisti (sono 142 in totale gli abolizionisti di diritto e di fatto), negli USA almeno 28 Stati su 50 mantengono caparbiamente in vigore la pena di morte. Lo Stato più attivo nelle esecuzioni resta il Texas, dove il 15 agosto il boia torna al lavoro. A morire con un’iniezione letale nel giorno dell’Assunta è Dexter Johnson, di 31 anni, condannato per un duplice omicidio commesso durante una rapina all’età di 18 anni.

La richiesta di clemenza della Sant’Egidio

Il caso di Dexter Johnson è stato seguito per molti anni da alcuni volontari della Comunità di Sant’Egidio, che ha promosso un appello urgente per chiedere un atto di clemenza al governatore Abbott e invitare le persone ad organizzare delle veglie di preghiera perché questo avvenga. Sono stati molti i fedeli ad aderire in tutto il mondo – spiega Carlo Santoro della Comunità di Sant’Egidio –, ma a colpire in particolare è stata l’adesione delle suore di Madre Teresa di Calcutta, che ogni mese porteranno sulla tomba della Santa una lista con i nomi dei condannati a morte da affidare alla sua intercessione. Nel mese di agosto sono 4 le esecuzioni previste: oltre a Dexter Johnson, Stephen West la cui condanna è prevista sempre il 15 del mese in Tennessee, Larry Swearing il 21 agosto in Texas e Gary Ray Bowles il 22 in Florida. Un’iniziativa importante soprattutto se si tiene conto che Madre Teresa visitò di persona due condannati a morte presso il carcere di San Quintino in California nel 1987.

Ascolta l’intervista a Carlo Santoro

 

La pena di morte negli USA

Il progresso compiuto dagli USA negli ultimi decenni sul fronte di una moratoria delle esecuzioni e in molti casi dell’abolizione della pena capitale ha subito recentemente un duro contraccolpo per la propaganda politica securitaria in seguito a una serie di sanguinose sparatorie che hanno coinvolto scuole e luoghi pubblici. Daniel Minisini è un italiano che si è stabilito in Texas per lavoro e che collabora in maniera volontaria a The Prison Show, un programma radiofonico per il mondo delle carceri che esiste dal 1980.

Un programma radiofonico che entra nel braccio della morte

Una trasmissione di due ore che, a dispetto del suo carattere locale, riesce a raggiungere circa 8 milioni di persone e a penetrare oltre le sbarre del braccio della morte. Il contenuto dei programmi è prevalentemente informativo – spiega Daniel Minisini – ed è diretto sia ai familiari che ai detenuti stessi. Si tratta prevalentemente di persone ‘senza voce’ e che hanno difficoltà a comprendere le leggi e i regolamenti perché spesso non parlano bene inglese. E poi mettiamo in comunicazione i familiari con i prigionieri, trasmettendo i messaggi che i detenuti possono ascoltare:

Ascolta l’intervista a Daniel Minisini

Per portare avanti un’iniziativa come questa in Texas – spiega Minisini – ci vuole un grande coraggio, dinamismo e volontà, anche perché le autorità texane sono a favore della pena di morte. La radio che trasmette lo show è completamente indipendente e non gode di alcun tipo di sovvenzione pubblica o commerciale e si sostiene solo attraverso donazioni. Fa venire la pelle d’oca quando vedi che le persone che sono in prigione ci spediscono 5 dollari per sostenerci o quando i detenuti nel braccio della morte contribuiscono a una colletta come quella per sostenere Houston dopo l’uragano Harvey. In prossimità di tutte le esecuzioni la radio aiuta a coordinare le organizzazioni di volontari e sostiene i loro sit in, anche se le persone non sono mai molte, anche perché in Texas non c’è la cultura della protesta in strada. Però sono riuscite a conquistare una certa visibilità e l’interesse nei loro confronti continua a crescere. Speriamo un giorno di poter dimostrare che il pensiero degli statunitensi nei confronti della pena di morte si è evoluto e che questo castigo barbaro non è più accettabile.

Stefano Leszczynski

(Fonte: VaticanNews)

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