Parrocchie della città: una rete di relazioni per una efficace azione di carità

Si è svolto al Maristella nella mattinata di sabato 9 novembre l’incontro organizzato dalla Caritas con gli operatori e i volontari della zona 3
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“Cari Fratelli e Sorelle, vi esorto a cercare in ogni povero che incontrate ciò di cui ha veramente bisogno”: con questa provocazione di Papa Francesco si apre l’incontro dedicato alla Settimana della Carità 2019 della zona pastorale 3, presso la parrocchia Immacolata Concezione (Maristella), proposto e guidato da Don Pierluigi Codazzi, nuovo direttore della Caritas diocesana, ed Alessio Antonioli, operatore della Caritas da quasi 20 anni ed impegnato su più fronti nel campo delle politiche sociali.

Educatori, volontari ed operatori provenienti dalle parrocchie della città si sono ritrovati per raccontare le proprie esperienze di carità, dimostrando un’attenzione verso le povertà sul territorio.
Passaggio doveroso è il riconoscimento del “povero”, non solo da un punto di vista puramente economico: è povero anche la vittima di ingiustizie ed abusi, la persona sola, il dipendente da gioco o sostanze, l’anziano, un paziente affetto da patologie psichiatriche, un disoccupato, un migrante.

Nel dialogo è stato sottolineato come numerose iniziative, presenti sul territorio cittadino, si rivolgano capillarmente a tutte queste forme di povertà, attraverso centri di ascolto, San Vincenzo e Caritas, unitamente all’associazionismo in tutte le sue forme, con un’attenzione specifica alla persona che chiede aiuto.

Emerge, inoltre, il desiderio di implementare e potenziare il sistema tessendo reti complesse, prodotto della sinergia di più forze, quali parrocchie, associazioni e specifiche figure istituzionali e professionali (psicologi, educatori, assistenti sociali), per meglio intercettare e rispondere alle esigenze dei poveri.

Le parole chiave di questo ambizioso progetto sono quindi relazione ed ascolto, prerequisiti e motore di un sistema di carità efficace, intriso di quell’empatia e spiritualità troppo spesso trascurate.

Occorre insomma ripensare alla carità, sia come valore sia come progetti da concretizzare: per questo gli operatori e i volontari della zona 3 avranno alcune occasioni di riflessione (31 gennaio, 7 febbraio e 14 febbraii 2020) per ragionare insieme circa nuove modalità di “prendersi cura”.
Intanto nei prossimi giorni
, continueranno gli incontri nelle altre zone pastorali per condividere le esperienze di carità diffuse su tutto il territorio diocesano al di fuori della città, segno di comunità sempre più vive e inclusive.

Andrea Bergonzi

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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