Papa Francesco alla mostra “100 presepi in Vaticano”

Da Greccio al cuore della cristianità. L’omaggio di Papa Francesco alla mostra dei “100 presepi in Vaticano” è all’insegna della sorpresa ma è anche un modo per sottolineare, come ribadito nella Lettera Apostolica Admirabile signum, l’importanza proprio di quel segno che da duemila anni parla al mondo. Giunto ieri pomeriggio intorno alle 16.10 nella Sala Pio X, in via dell’Ospedale 1, il Pontefice, accompagnato da monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, ha ammirato gli oltre 130 presepi che provengono da circa 30 Paesi del mondo.

Francesco ammira i presepi

Il primo presepe visto dal Papa ha un che di singolare. All’interno dell’opera c’è proprio lui, nel suo abito bianco fatto all’uncinetto. La visita si è snodata tra le Natività realizzate dai maestri presepisti che, con orgoglio, hanno mostrato le loro creazioni. Tutti hanno offerto al Papa una visione della Natività di Gesù che nasce oggi tra i materiali di riciclo come i vetri e la carta, tra i disegni dei bambini, tra le cose più preziose come il corallo. Ad allietare il percorso, il Coro da Camera della Scuola Coristica “Kodály” di Budapest, giunto in Vaticano con una delegazione ungherese, che canta brani natalizi. Poi Francesco ha benedetto la mostra, recitando una preghiera.

Fisichella: il presepe evangelizza

Al termine, monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, ha sottolineato che la visita del Papa ha confermato quanto scritto nella Lettera Admirabile signum circa il significato e il valore del presepio. “Il fatto che il Papa abbia voluto visitare la mostra – ha affermato il presidente del dicastero vaticano – e che era pieno di stupore e meraviglia, sottolinea ancora una volta quanto il presepio sia un’autentica opera di evangelizzazione”. Monsignor Fisichella ha spiegato che Francesco si è soffermato su ogni opera e per ogni espositore ha avuto una parola. “Il Papa si è interessato ad ogni presepio – ha aggiunto –  manifestando quanto sia importante la vicinanza a queste cose semplici che tuttavia rivestono una grande spiritualità”.

L’intervista a mons. Rino Fisichella

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Gli espositori: felici per la visita del Papa

Gioia e stupore anche tra i maestri presepisti come Massimo Brini della provincia di Pisa. “Faccio il presepe da circa 40 anni, è sempre stata una mia passione”. “Al Papa – ha raccontato – ho fatto vedere come funziona quello che ho realizzato per la mostra. Ho pensato ai bambini e al fatto che, vedendo i personaggi del presepe, sono invogliati a toccare, a vedere da vicino come sono fatti. Così ho messo tre pulsanti che se spinti illuminano alcune scene. Con uno si suona la campana, con un altro canta il gallo, con un altro girano i pastori”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MASSIMO BRINI

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Armando della parrocchia romana di Nostra Signora di Coromoto ha consegnato al Papa un foglio nel quale è spiegato il senso del presepe realizzato. “Il testo ha come titolo: ‘Un selfie con Nostro Signore’ – ha sottolineato – perché la Natività, fatta di materiali di riciclo, è messa di fronte ad uno specchio e per guardarla bisogna chinarsi. Chinandosi si vede la propria immagine, entrando così nel presepe, come se fosse un fotogramma che racconta una storia lunga 2019 anni”.

L’intervista ad Armando (Parrocchia di Nostra Signora di Coromoto)

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Carmela Mulè della cooperativa sociale di Nicosia, vicino Enna, per persone disabili psichiche ha raccontato a Francesco il percorso fatto dai ragazzi che la struttura assiste. “Ci ha fatto i complimenti – ha sottolineato la dottoressa – per la ricchezza dei dettagli del presepe. Simbolo della nostra Natività è la tessitrice che rappresenta la rete che da anni abbiamo costruito. Una rete di relazioni e di collaborazioni che ci ha portato oggi qui. Avere avuto la possibilità di avvicinare Papa Francesco è stata un’emozione che a parole è difficile raccontare”.

L’intervista a Carmela Mulè

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