Paola Bignardi nuova presidente della Fondazione “Don Primo Mazzolari”

«Don Primo mi ha formato, ora lavoro per far incontrare ai cristiani di oggi il suo stile di vita cristiana, modello di santità»
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È Paola Bignardi, già presidente nazionale di Azione Cattolica, la nuova presidente della Fondazione “Don Primo Mazzolari”. La nomina è arrivata sabato 25 luglio 2020 con quella del nuovo consiglio di amministrazione.

Paola Bignardi, come rappresentante della diocesi di Cremona, sostituirà dunque don Bruno Bignami (che resta postulatore della causa di beatificazione del prete del Boschetto). Come vicepresidente è stato designato don Luigi Pisani parroco pro tempore di Bozzolo, Daniele dall’Asta rappresentante della parrocchia di Bozzolo è il nuovo economo, il consiglio è composto da Massimo Passi erede di don Primo Mazzolari, Simone Coroni rappresentante della parrocchia di Cicognara, don Giovanni Telò in rappresentanza della diocesi di Mantova e don Umberto Zanaboni vice-postulatore della causa di beatificazione.

La nuova presidente si dice «molto contenta che mi sia stata richiesta questa disponibilità, perché – commenta – don Primo è stata una delle figure che hanno contribuito alla mia formazione: avevo vent’anni quando lo incontrai nei suoi libri: “I lontani”, “Tempo di credere”, le sue lettere… Dunque non arrivo da estranea, ma questo ruolo nella Fondazione si inserisce nel mio percorso di vita cristiana e di crescita culturale».

Un percorso che dunque continua con una responsabilità nuova e con l’entusiasmo di chi affronta una nuova sfida: «Ho ricevuto tanto da questa persona che non ho conosciuto direttamente e adesso posso in qualche modo restituire qualcosa. Non a don Primo, ma a tutte le persone che oggi mi auguro possano incontrare nella sua visione di Chiesa, e nel suo modo di vivere con calore l’esperienza cristiana un’ispirazione e un’occasione di crescita nella fede».

C’è dunque l’impegno alla divulgazione del pensiero e della testimonianza di don Mazzolari al centro dell’incarico che Paola Bignardi ha accolto: «Far conoscere e far apprezzare il suo pensiero e il suo stile di vita così attuale, e così rappresentativo di ciò che oggi le persone cercano nell’esperienza cristiana. È uno stile caldo, che passa dalla dimensione del cuore, dalla capacità di commuoversi anche dentro un contenuto rigoroso, che non cede al buonismo, ma chiede onestà e coerenza. Si tratta – aggiunge – di trovare attraverso don Primo la chiave per entrare nel cuore della vita cristiana più autentica».

Quello della nuova presidente è un incarico che si inserisce in un percorso avviato negli anni dall’attività della Fondazione e che le consegna oggi una ricca eredità: «Il lavoro svolto dalla Fondazione è quello che ha consentito a Papa Francesco di venire a Bozzolo e mettere il sigillo della sua autorevolezza a questa grande figura di parroco. Ma è anche il grande lavoro di ricerca portato avanti dal Comitato scientifico e quello in apparenza nascosto ma preziosissimo, della raccolta e della conservazione di tutto il patrimonio di documentazione e della corrispondenza di don Primo».

Un tesoro di spiritualità, riflessione storica, passione ecclesiale, che può contribuire ad una sempre maggiore conoscenza di un grande uomo della Chiesa del Novecento, per cui è avviato un processo di beatificazione in cui la Fondazione Mazzolari gioca un ruolo importante, così come la Diocesi di Cremona: «La grandezza di Mazzolari – commenta Paola Bignardi – non dipende da questo riconoscimento, ma questo riconoscimento è il modo per proporre a noi cristiani di oggi e a quelli di domani, un percorso e un modello di santità come patrimonio della Chiesa tutta».

Il percorso, ora nella sua fase diocesana , si avvia alle fasi decisive della verifica: «Il lavoro svolto finora ha portato il processo ad un punto avanzato di maturazione ma ancora molto lavoro è da fare. Adesso è il momento di una verifica esigente, come è giusto che sia, perché nulla sia improvvisato. Ma non è don Primo ad avere bisogno di questo riconoscimento; siamo noi ad averne bisogno: noi tutti che conosciamo la fatica della vita in questo tempo di profondo e radicale cambiamento abbiamo bisogno di un riferimento come don Primo che ci indichi la strada, lo spirito e lo stile».

Per i programmi e le iniziative da mettere in campo Paola Bignardi attende la fine dell’estate anche per capire quali saranno le misure di sicurezza da applicare ad eventi e incontri, ma – anticipa – «non rinunceremo a momenti di proposta culturale e spirituale anche sfruttando le possibilità che ci vengono offerte dai mezzi tecnologici». Un primo appuntamento potrebbe riguardare, già in autunno, la presentazione dell’ultimo volume di don Mazzolari pubblicato dalle edizioni Dehoniane a cura di don Bignami e don Zanaboni: si intitola “Mi piacciono le chiese vive” ed è una raccolta di riflessioni del parroco di Bozzolo sulla liturgia, un tema ancora poco studiato di un pensiero e di un magistero che ancora, a più di 60 anni dalla sua morte, continua ad offrire spunti e prospettive provocatorie e sorprendenti sui grandi temi della fede e della vita cristiana.

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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