«Pace, una speranza che ci mette in cammino», la riflessione del Vescovo durante la Messa del primo giorno dell’anno (AUDIO e GALLERY)

Monsignor Napolioni ha presieduto la messa in Cattedrale nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio riprendendo il messaggio di Papa Francesco
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In una Cattedrale gremita di fedeli, il vescovo Antonio Napolioni ha presieduto la Messa nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio nel primo giorno dell’anno, concelebrata dai presbiteri del Capitolo.

Nell’omelia il vescovo ha voluto approfondire i punti salienti del messaggio del papa per questa 53° Giornata Mondiale per la Pace intitolato «La Pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica» con l’invito a leggere questo interessante messaggio per intero: «Spesso si dice che i nostri valori sono in crisi, valori che sono quelli di sempre, ma sono anche dinamici che vanno riscoperti e condivisi: innanzitutto sperare nella pace, non come ultima spiaggia per la disperazione, ma come virtù che ci fa mettere in cammino e guardare avanti per superare guerre e conflitti».

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Ha poi proseguito evidenziando che: «La seconda indicazione ci chiama a custodirci gli uni e gli altri come fece Maria custodendo dentro di sé tutti coloro che si sono recati al presepe, riconoscendo tutti come un dono e non tenendo Gesù solo per sé: nelle relazioni tra noi dobbiamo perseguire la fratellanza tra tutti senza perdere la memoria, parola chiave per la terza indicazione nel messaggio di papa Francesco». Ha quindi proseguito monsignor Napolioni: «I valori del passato sono da ricordare come lo sono gli errori e gli orrori, di cosa siamo stati capaci per non permettere che le nuove generazioni ignorino e che corrano quindi gli stessi rischi, come anche oggi abbiamo sentito di offese gridate in nome di dittatori e di olocausti negati sui quali però non si scherza perché la memoria è l’orizzonte della speranza».

La quarta indicazione riguarda il dialogo: «Fra donne e uomini che cercano insieme la verità al di là di ideologie e opinioni diverse. L’esigenza di un consorzio delle nazioni, tra i popoli, le culture, le religioni all’indomani della Seconda Guerra Mondiale è avvenuto in Italia, in Europa e a livello mondiale, ma oggi è fragilissimo e questo dialogo va perciò coltivato con pazienza e coraggio».

Le ultime due indicazioni riguardano la riconciliazione e la conversione ecologica: il sacramento del perdono che «ci chiama a trovare nel profondo del nostro cuore il perdono tra di noi, nelle famiglie così come tra le comunità le città e le nazioni, esso accresce la nostra capacità di diventare donne e uomini di pace!».

Il tema ecologico è molto caro a papa Francesco che «ci invita a riconciliarci anche con l’ambiente, la natura, il creato, con la casa comune che abbiamo ricevuto in consegna e non in proprietà che dovremo riconsegnare a chi verrà dopo di noi».

La riflessione a termine della sintesi del messaggio del papa del vescovo Antonio è che«questo può sembrare un elenco di buoni propositi astratto, una riflessione moralistica o programma sociale-politico, ma il segreto è il Signore stesso perché questi valori mostrano il Suo volto, una guida che suggerisce le vie della pace perché vengono dal Signore Gesù».

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Matteo Lodigiani

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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