Nuova economia: Assisi attende oltre 2000 giovani per incontrare il Papa

Economisti e imprenditori under 35 provenienti da tutto il mondo si preparano a partecipare a “Economy of Francesco”, l'evento voluto da Papa Francesco che si terrà dal 26 al 28 marzo ad Assisi
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«Un’iniziativa che ho tanto desiderato: un evento che mi permetta di incontrare chi oggi si sta formando e sta iniziando a studiare e praticare una economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda. Un evento che ci aiuti a stare insieme e conoscerci, e ci conduca a farun patto per cambiare l’attuale economia e dare un’anima all’economia di domani».Con queste parole Francesco, il 1° maggio dell’anno scorso, dava vita all’evento “Economy of Francesco –  I giovani, un patto, il futuro – Assisi 2020” , chiamando nel cuore dell’Umbria, dal 26 al 28 marzo prossimi, giovani da tutto il mondo insieme ad imprenditori e change-makers “per fare un patto” nello spirito di San Francesco perché l’economia di oggi e di domani sia più giusta, fraterna, sostenibile e con un nuovo protagonismo di chi oggi è escluso. Da allora una grande macchina organizzativa si è messa in moto coordinata da un Comitato formato dalla Diocesi di Assisi, l’Istituto Serafico, il Comune di Assisi e l’Economia di Comunione, in costante dialogo con il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, che patrocina l’iniziativa.

I numeri sono già rilevanti, ci racconta nell’intervista, il direttore scientifico professor Luigino Bruni, ordinario di Economia Politica alla Lumsa, che questa sera affronterà a Spoleto un dibattito sul tema “Cristianesimo e Capitalismo”, uno degli argomenti che sarà al centro dell’attenzione anche dei giovani ad Assisi. L’attività lì sarà organizzata con un metodo innovativo – spiega – che dà spazio all’ascolto, al colloquio personale con i grandi economisti e i premi Nobel, alla meditazione sui luoghi di san Francesco, senza necessità di stilare documenti o sintesi, ma aprendo spazi in cui elaborare qualcosa di nuovo.

Oltre 3300 le richieste di partecipazione già arrivate, 30 gli iscritti con meno di 18 anni che faranno capo a 12 villaggi organizzati per svolgere i lavori su grandi temi e interrogativi dell’economia di oggi e domani: il lavoro, il management, la finanza e l’umanità, l’agricoltura e la giustizia, l’energia e la povertà, il profitto e la vocazione, le policies for happiness, CO2 della disuguaglianza, businness e pace, economia e donna, imprese in transizione, vita e stili di vita. Interverranno, per discuterne insieme, anche economisti, imprenditori ed esperti di sviluppo sostenibile di fama internazionale.

«Cosa mi aspetto? Un ‘esperienza vera», dice ai nostri microfoni Luigino Bruni:

Ascolta l’intervista a Luigino Bruni

«E’ un evento di giovani. Sì,ci saranno anche alcuni adulti  ma rimarremo molto sullo sfondo. È un evento di giovani e come tale sarà. Si parla tantissimo di questa tematica tra economia e cristianesimo. Chiaramente non sarò io a dare, con i miei temi, l’agenda a questi giovani, perchè è il Papa che li convoca e lui ha scritto una lettera dove già cita i temi che vuole siano trattati. Il Papa stesso più volte ha riportato l’attenzione sull’economia: è un suo grande tema come è un grande tema di san Francesco d’Assisi. Noi stiamo facendo di tutto perché siano i giovani i protagonisti con il loro linguaggio e con le loro domande. La cosa bella è che avremo giovani da 130 Paesi del mondo, persone che hanno prospettive molto diverse e 30 iscritti hanno meno di 18 anni. Quindi è una bella sfida: dovremo dare spazio molto alle prospettive, senza fare sintesi, documenti o manifesti che non servono, bensì attivare processi senza avere fretta e vediamo che cosa accadrà nei prossimi anni».

Molti giovani, in base a quello che hanno scritto, vogliono venire per ascoltare e per imparare. Sarà dunque una specie di lavoro collettivo. Guardando le tematiche in programma, i termini sembrano quasi antitetici: profitto e vocazione, finanza e umanità, giustizia e agricoltura…

«Si, innanzitutto abbiamo voluto usare titoli in tensione, perchè la vita è così. Non vogliamo dare a questi giovani l’idea che fare una nuova economia sia facile. Perché devi mettere insieme la vocazione delle persone con le esigenze anche di organizzazioni che non falliscano; devi mettere insieme come si fa a salvare l’umanità quando lavori in una banca o quando devi dare un prestito o non darlo a un povero. Quindi abbiamo cercato di salvare la “complessità”; però non ci aspettiamo che in 5 giorni si cambi l’economia!  Si può invece attivare qualcosa, far partire un processo, come dice il Papa nella Evangelii gaudium e non occupare spazi, neanche lo spazio di Assisi. Stiamo facendo di tutto perché i giovani facciano un’esperienza, abbiano molte ore al giorno di programma libero per andare da soli sui luoghi di Francesco a riflettere. Loro vogliono anche ascoltarsi tra loro e non solo ascoltare gli adulti. Non ci sarà dunque un insieme di conferenze ma un’esperienza vera, non finta».

E quel Patto finale, di cui si parla, tra i giovani economisti e Papa Francesco? Cosa sarà?

«È ancora una cosa indefinita. Non vogliamo però che sia una cosa finta, una cosa un po’ folkloristica. Chiaramente sarà un impegno a più livelli, un impegno individuale, come villaggio, e poi ci sarà un momento collettivo dove ci si impegnerà tutti con Papa Francesco e innanzi a San Francesco. Però lo stiamo ancora organizzando con i giovani, ascoltandoli».

Ma sicuramente le parole chiave, quelle che uniscono Francesco d’Assisi e Papa Francesco, saranno il leitmotiv per quei giorni. Parliamo di custodia, di attenzione, di gratuità. Ecco se lei dovesse dare delle parole chiave per questo evento cosa direbbe?

«Aggiungerei anche la parola “povertà” che è quella di san Francesco su cui ha costruito un nuovo umanesimo. E’ la povertà scelta, la condivisione, la fraternità. Questo sarà uno dei temi da declinare con i giovani. Ma Francesco è anche il Cantico delle Creature, quindi anche il tema dell’ecologia sarà presente. Ci saranno allora, le parole di Papa Francesco, quelle di san Francesco e quelle dei giovani, per costruire qualcosa che ancora non esiste».                    

Quindi in programma ci sono alcuni giorni di preparazione, poi tre giorni di lavori e alla fine l’incontro con Papa Francesco. In mezzo praticamente i villaggi che sono spazi di colloquio e approfondimento?

«Momenti di lavoro collettivo e individuale, perchè i giovani hanno chiesto che ci siano adulti, economisti e imprenditori a disposizione per colloqui personali. Quindi avremo molti momenti di “non programma”, di “dialogo tu a tu” , alternati a momenti di lavoro di gruppo con metodi interattivi nei 12 villaggi a disposizione, in cui si produrranno proposte di cambiamento concreto dell’economia, che saranno portate al Papa e riferite a dodici ambiti della vita economica di oggi».

Gabriella Ceraso

(Fonte: VaticanNews)

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