Notte del liceo classico Vida: la bellezza che guarda al contemporaneo

Il Classico va sempre di moda. Può essere sintetizzata con questa semplice e superficiale battuta l’idea che sostiene la Notte bianca del liceo classico, andata in scena presso il Liceo Vida di Cremona, in contemporanea con gli oltre 250 licei classici d’Italia, nella serata di venerdì 17 gennaio.

La preside, Roberta Balzarini, insieme al professor Gianluca Mete, organizzatore della manifestazione, hanno dato il via agli eventi che hanno animato la notte bianca.

«La serata di oggi si presenta oltre che come saluto – ha spiegato il prof. Mete – ma anche, e soprattutto, come frutto del grande lavoro svolto da docenti e insegnanti. È la grande occasione che abbiamo voluto dare ai nostri studenti per poter spendere sul campo le conoscenze acquisite in questi anni di studio».

E, di fatto, gli eventi che hanno fatto seguito alla breve introduzione della dirigenza, hanno confermato le parole di chi li ha preceduti: i ragazzi sono stati protagonisti dal primo all’ultimo evento.

Alcuni studenti del quinto anno si sono spesi, come ideatore e moderatori, di una conferenza sul tema della legalità, durante la quale sono intervenuti don Graziano Ghisolfi, cappellano della casa circondariale di Cremona, Simona Saletti, educatrice della Cooperativa Nazareth, e Davide Longhi, di Mestieri Lombardia.

La tematica è stata affrontata in modo profondo e serio, con l’intento di invitare i numerosi presenti a riflettere sul valore della persona e sul ruolo che chi ne segue il percorso di detenzione e reinserimento deve avere: accompagnare uomini che hanno sbagliato a riconoscere il proprio errore ed a cambiare vita.

Successivamente altri eventi hanno preso vita: alcuni studenti di terza liceo hanno proposto una lettura interpretata di alcuni brani di Odissea ed Eneide, mettendo al centro la tematica del viaggio, comune all’uomo di ieri come a quello di oggi; altri hanno intrattenuto gli ospiti invitandoli a mettersi di fronte al mitico oracolo e praticando su di loro l’arte divinatoria per leggerne il futuro.

Un gruppo di alunni ha poi proposto una propria rilettura del legame tra astronomia e mitologia: inscenando una semplice pièce teatrale costruita da loro hanno riflettuto sui riferimenti mitologici che un’osservazione attenta del cielo porta con sé.

La serata, poi, è proseguita con una conferenza sul tema della bellezza. Insieme alle professoresse Annamaria Cecchini e Melania Fava – docenti di storia dell’arte e matematica – sul palco del salone Bolognini è salito l’artista Gianmaria Potenza, artista veneziano noto in tutto il mondo e fondatore della vetreria La Murrina.

I tre relatori hanno proposto un riflessione sul tema della bellezza a partire dalle proprie aree di competenza: la prof. Cecchini, dopo aver ripercorso la storia della bellezza nell’arte, è arrivata a sostenere che la bellezza sia frutto dell’interiorità ed intimità; il maestro Potenza ha condiviso la propria esperienza, mettendo in risalto l’idea di bellezza che cerca di comunicare con le proprie opere; la professoressa Fava, infine, ha evidenziato come, anche in campo matematico e scientifico, si possa di parlare di bellezza e di contemplazione.

Eventi, rappresentazioni e conferenze sono state occasione per «vedere alunni e docenti all’opera nella riscoperta dei classici – ha raccontato la preside Balzarini – e provare a recuperare, tutti insieme, le nostre radici, che possono aiutarci nel guardare all’oggi e nel progettare il nostro futuro».

A concludere la serata è stata la lettura di un passo dell’Agamennone di Eschilo che ha sigillato la notte del liceo classico in modo solenne ed autorevole.

Il sigillo, però, chiede di essere rotto per far sì che la classicità possa ancora mettersi in dialogo con la contemporaneità.

Photogallery della serata