Nota dell’ordinario su celebrazioni e attività pastorali in zona arancione

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Pubblichiamo la nota ufficiale firmata dall’ordinario diocesano circa il passaggio della Lombardia da zona rossa a zona arancione con il conseguente adeguamento delle norme e delle indicazioni da rispettare in materia di celebrazioni liturgiche e attività pastorali du tutto il territorio diocesano.

Dato il nuovo passaggio di zona da “rossa” ad “arancione”, è bene ribadire i perimetri e le condizioni delle azioni pastorali possibili.

In “zona arancione” rimangono attive le disposizioni per le celebrazioni come da protocollo Governo-CEI.

 La Catechesi dei ragazzi della Iniziazione cristiana, preadolescenti, adolescenti e giovani può essere svolta in presenza. Al riguardo, già prima della qualificazione come “zona rossa”, la situazione delle parrocchie della diocesi era molto diversificata. Tenendo conto di ciò, ogni parroco, insieme ai propri collaboratori e ai catechisti, valuti l’opportunità di riprendere o iniziare gli incontri in presenza oppure di continuare nella modalità a distanza. Qualora si opti per gli incontri in presenza, si dovranno garantire tutte le norme di sicurezza (distanziamento, uso della mascherina, igiene delle mani, ecc.) secondo il patto di corresponsabilità contratto con le famiglie.

Possono riprendere in presenza anche i servizi di dopo-scuola e gli allenamenti sportivi adeguati scrupolosamente alle norme e ai protocolli delle federazioni o degli enti di promozione cui si è affiliati (come ha chiarito CSI nazionale, dopo una interlocuzione con il ministero competente).

Dunque, gli Oratori possono riaprire:

      • per accogliere gli eventuali percorsi di catechesi, i gruppi di diverse fasce d’età e gli incontri formativi;
      • per svolgere attività organizzate di animazione (laboratori, giochi, momenti aggregativi, ecc.) a cui si partecipa per iscrizione, secondo il modello “Summerlife” sperimentato la scorsa estate.

L’apertura dell’Oratorio alla libera frequentazione e in particolare del bar rimane sospesa.

Nel valutare l’opportunità delle riaperture si tengano ben presenti le norme cui ottemperare, e la necessità di un pensiero educativo, sereno e coraggioso, che aiuti ragazzi e famiglie: il perdurare del ritiro sociale e di tanti isolamenti sta rilanciando la domanda educativa che le nostre comunità cristiane non possono eludere. La prossima memoria di don Bosco sia occasione per una articolata e condivisa riflessione, sulla scorta anche dei materiali promossi dall’Area Giovani e dalla Federazione Oratori.

Per quanto riguarda la catechesi degli adulti ed in particolare l’iniziativa diocesana denominata il “Giorno dell’ascolto” ogni parrocchia si orienti se preferire la modalità a distanza oppure ripartire in presenza (sempre nel rispetto della normativa in vigore) con una attenta valutazione pastorale.

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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