Mozzanica come la Palestina di duemila anni fa

Una cinquantina di figuranti ha rappresentato, domenica pomeriggio (5 gennaio), il presepe vivente di Mozzanica, organizzato dal comitato di volontari con il supporto degli alpini e dell’oratorio San Luigi e Sant’Agnese.
Il presepe è tornato dopo un anno di stop ed ha avuto un ottimo riscontro di pubblico. In via Della Fontana ed in via Cerchia delle Mura hanno trovato posto diverse scene nelle quali sono stati riprodotti i mestieri tipici di un antico villaggio come il cestaio, le ricamatrici, la sgranatrice, i panettieri, il ciabattino, l’oste, l’antica farmacia, ed il mulino con i mugnai. Immancabile la casa di re Erode (Norberto Caroselli) e della sua regina (Maria Manenti) così come la postazione dedicata al censimento con lo scriba (Irene Foppa).

Dalle 15 alle 16,30 si sono animate le scene di vita quotidiana del villaggio. Poi, il passaggio di Maria (Elisa Archetti) e di Giuseppe (Carlo Passoni) in cerca di una sistemazione per la notte ha introdotto la fase finale della rappresentazione che si è svolta sul sagrato della chiesa parrocchiale di Santo Stefano dove è stata rappresentata la natività, narrata da Vittorio Grechi. Ad impersonare Gesù è stato un bambino vero, il piccolo Michele, figlio di Carlo ed Elisa Passoni.


L’arrivo dei re magi (Giovanni Moretti, Giuseppe Ronca ed Emmanuel Okoye), giunti dalla chiesa di Santa Marta, ha segnato il momento conclusivo del presepe, chiuso dal parroco don Bruno Galetti con una preghiera, un ringraziamento a chi ha lavorato e partecipato a questo evento e con la benedizione finale.

Nel pomeriggio di lunedì 6 gennaio è in programma un altro evento proposto dalla parrocchia: bambini e ragazzi dell’Azione Cattolica porteranno in scena, alle 16, in oratorio, lo spettacolo “La culla del piccolo re”.