Mons. Fisichella ricorda don Franzini: «Amico e collega di cui ho apprezzato l’intelligenza e il profondo senso di Chiesa»

Con una lettera indirizzata al vescovo Napolioni il presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione sprimere il cordoglio per la recente scomparsa del parroco e canonico della Cattedrale di Cremona
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Con una lettera indirizzata al vescovo Antonio Napolioni anche l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione oltre che membro delle Congregazioni per la Dottrina della Fede e le Cause dei Santi e i Pontifici Consigli per il Dialogo Interreligioso, la Cultura e i Congressi Eucaristici Internazionali, ha voluto esprimere il cordoglio per la recente scomparsa di monsignor Alberto Franzini, parroco e canonico della Cattedrale di Cremona e che fu anche consultore della Congregazione per il Clero.

“Desidero farmi partecipe al dolore dei sacerdoti, della diocesi, e dei famigliari in particolare della sorella a cui trasmetto la mia vicinanza”, scrive l’Arcivescovo, originario di Codogno.

«Don Alberto – ricorda monsignor Fisichella – è stato un amico e un collega di cui ho molto apprezzato l’intelligenza e il profondo senso di Chiesa. Ogni volta che ho potuto incontrarlo è stato un momento di ricchezza che ho portato con me».

E prosegue: «Ha esercitato il suo ministero con sempre tanto entusiasmo e ha saputo leggere negli eventi la presenza di Dio che guida la storia. Penso che traesse questa sua forza d’animo dall’aver dedicato tanto tempo e fatica allo studio della Tradizione. L’intelligenza che egli ha espresso in quelle pagine, vanno al di là di una ricerca meramente storica. La Tradizione è stata per lui una vera sorgente per cogliere la freschezza della Parola di Dio nella vita quotidiana del suo popolo santo, che ininterrottamente la trasmette di generazione in generazione».

«Don Alberto – si legge ancora nella lettera – si è sentito parte viva e responsabile di questa trasmissione, e ha ispirato la sua esistenza e il suo ministero sacerdotale a questa perenne sorgente di grazia. È anche per questo che ho insistito molto con lui perché la sua fatica teologica trovasse di nuovo spazio presso le giovani generazioni, perché lo studio improntato su una ricerca così qualificata fosse nutrimento per accedere al vero senso della Tradizione cristiana».

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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