Missione. Un mese speciale per Salvador de Bahia, dedicato alle mamme e alla Madre del Rosario (foto e video)

Il racconto e le immagini dalla parrocchia missionaria in Brasile: la venerazione per la Vergine, il coraggio delle mamme della favela, lo sport che riaccende la vita dei ragazzi e un tappeto speciale per la solennità del Corpus Domini
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Ha vissuto un mese di maggio particolarmente intenso e ricco di iniziative la parrocchia Gesù Cristo Risuscitato a Salvador de Bahia, dove prestano il loro servizio pastorale don Emilio Bellani e don Davide Ferretti, sacerdoti cremonesi fidei donum.

Si è partiti con la celebrazione della S. Messa il 1 maggio presso l’associazione “1 Maggio”, una associazione cattolica che molto ha lavorato per aiutare le famiglie di questo territorio fin dal tempo delle palafitte. Durante il mese, poi la comunità ha espresso al sua profonda venerazione per la figura di Maria. Praticamente tutte le sere in qualche comunità si è tenuta la recita del Rosario; alcune volte nelle chiesine, ma il più delle volte in strada o in qualche piazza o davanti a qualche casa: «Un piccolo segno in una realtà che vede forte la presenza del mondo protestante, particolarmente critico nei confronti della venerazione alla figura della Madonna.

Il mese si è concluso con le celebrazioni dell’incoronazione di Maria, una tradizione semplice, ma molto sentita. Ogni comunità ha avuto la sua piccola celebrazione. Più solenne nella chiesa parrocchiale, dove un gruppo delle ragazze del balletto ha reso omaggio a Maria con una suggestiva incoronazione.

Come da radicata tradizione nella comunità della parrocchia, una attenzione particolare è stata data alla festa della mamma. In chiesa parrocchiale, dopo la S. Messa, la comunità ha voluto rendere omaggio ad alcune mamme della comunità che con la loro vita e le loro scelte hanno dimostrato grande fede e grande forza.

Se in Brasile le feste sono tante, la festa della mamma ha per tutti qui un valore straordinario. In un territorio e in una realtà dove la figura paterna è un po’ in difficoltà, la mamma, in ogni casa, è il punto di riferimento. «Attenzione – spiegano i sacerdoti cremonesi – quando si parla di mamma qui in quartiere non sempre si intende la mamma biologica, ma piuttosto quella che ti ha fatto crescere, perché qui una mamma ce l’hanno tutti. Per molti, per fortuna, è quella biologica; per alcuni è quella che, quando eri piccolo, ti ha preso in casa e ti ha fatto crescere con amore e cercando di non farti mancare niente.La mamma è la roccia della famiglia, tutti si attaccano lì, hanno questo punto di riferimento».

A Salvador ci sarebbero tante storie da raccontare, tutte uguali e tutte diverse. Dalla mamma di 3/4 (o più) figli che si prende in casa anche i figli del fratello o della sorella che non ci sono più, alla mamma che oltre ai propri figli aggiunge alla famiglia bambini che non sono parenti, ma semplicemente vicini di casa che non hanno più nessuno, alle “mamme-nonne” che si prendono cura dei nipoti proprio come fossero dei figli. Ci sono le mamme che si portano dietro esperienze di vita non facili, ma che accettano e vivono la maternità come il grande dono di Dio. Il figlio è sempre un dono, a 15 anni come a 30.

Donne forti, con una grande fede e un grande coraggio. Donne che credono nella vita, anche se spesso le vedi faticare sotto il peso della loro vita e della vita dei loro figli. Ma anche donne “fragili”, che vedi piangere perché lasciate sole o perché accompagnano i loro figli al cimitero perché la violenza e la droga se li è portati via.

La mamma poi, per i cattolici, è il ricordo di Maria. E allora, in tutto questo contesto, si capisce la grandissima venerazione per la Madonna. Maria è costantemente presente, nel ricordo come nella preghiera quotidiana e non è difficile trovare qualcuno che in strada o sui mezzi di trasporto sta recitando il rosario. Un modo semplice per annunciare la propria fede.

 

In parrocchia intanto sono ripresi, anche se non ancora a pieno regime a causa delle restrizioni per la pandemia, anche il corso di balletto per le bambine e le ragazze (per ora partecipano in 70 circa) e gli allenamenti di calcio al sabato mattina (50 ragazzi dai 6 ai 17 anni divisi in 4 gruppi), grazie al generoso impegno delle insegnanti del corso di balletto e degli allenatori. «Anche in un momento come questo – scrivono don Davide e don Emilio – stanno riuscendo a fare grandi cose. Balletto e calcio sono importantissimi per i ragazzi del nostro quartiere; un modo per imperare non solo a vivere insieme, ma anche per avere delle regole, degli orari, degli atteggiamenti da tenere, il rispetto per gli altri, il rispetto per gli adulti, ma soprattutto per se stessi e gli impegni che si prendono».

Un’altra iniziativa che ha coinvolto giovani e adulti è stata la realizzazione di un suggestivo tappeto colorato per la celebrazione del Corpus Domini che si terrà nella chiesa parrocchiale di Gesù Cristo Risorto.

 

Non sono mancate anche in questo periodo, come sempre, le iniziative caritative: dalla distribuzione della cesta basica alle famiglie bisognose, all’iniziativa, molto apprezzata, di distribuire in due occasioni, cibo per strada dopo la S. Messa. Una domenica sono stati protagonisti gli adolescenti che hanno distribuito pacchetti di riso, in un’altra domenica gli adulti che si stanno preparando alla cresima che hanno distribuito sacchetti di fagioli. A tutto questo si aggiunge l’attenzione quotidiana da parte dei sacerdoti e della comunità ad alcune situazioni particolari.

 

 

Infine un aggiornamento anche sull’andamento della situazione sanitaria: «Ci sono state molte aperture – raccontano i fidei donum cremonesi -e la vita sembra essere tornata alla “normalità”, anche se con tutte le attenzioni possibili e le restrizioni. Purtroppo questo fine mese ha visto una crescita dei contagi e anche il nostro quartiere ne sta sentendo le conseguenze. Speriamo in bene».

 

 

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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