“Memorie dell’epidemia”: racconti e speranza per guardare al post-Covid

Giovedì 9 settembre presso la chiesa del Maristella, si è svolta una serata di testimonianze e riflessione sulla pandemia e sul futuro
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Un intenso e toccante video di pochi minuti, realizzato con brevi filmati ed immagini evocative, ripercorre gli ultimi mesi tra pandemia, lockdown e fase 2 dell’emergenza Covid-19: così inizia la serata di ieri presso la chiesa Immacolata Concezione del Maristella “Memorie dell’epidemia – testimonianze dei protagonisti e riflessioni dalla battaglia al virus”.

Proprio il tema dei ricordi apre il dialogo con gli ospiti della serata: don Maurizio Lucini, incaricato diocesano per la pastorale della salute e assistente spirituale dell’Ospedale di Cremomna, Carla Maestrini, caposala presso il reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Cremona, e Paolo e Carla Franzini, una coppia che ha vissuto sulla propria pelle il dramma della malattia.

Flashback ed impressioni delle relative esperienze degli ospiti danno il via alla serata: sguardi, gesti, parole restano come segni indelebili nel cuore e infestano sogni e pensieri. Carla Maestrini racconta come sia cambiato drasticamente l’ambiente ed il modo di lavorare in un reparto normalmente adibito ad altro, sebbene Paolo e Carla testimonino quanto non sia venuta meno la cura e professionalità del personale ospedaliero, nonostante tutto.

Non solo sofferenza, dunque, ma anche tanta umanità, forse un’umanità riscoperta, un “bagno di umiltà per la nostra società”, provoca la caposala, che ci ha fatto “riscoprire un’identità di popolo”, completa don Lucini. Gli occhi degli ospiti si illuminano e bagnano di lacrime ripensando ai gesti, le attenzioni, le carezze, che hanno ri-costruito un senso di comunione e comunità, uno straordinario punto di forza nella paura e nel dolore.

La determinazione, il coraggio, la caparbietà, il desiderio di andare avanti sono stati, tuttavia, un dono, segno della presenza di un Dio nascosto ma vivo nelle relazioni, nelle parole e nella quotidianità, racconta Carla Franzini: la Fede è stata, indubbiamente, insieme alla preghiera, un faro nelle notti più buie, dove lo sconforto prendeva il sopravvento. Il dolore e l’angoscia non hanno tuttavia generato né rabbia né astio, racconta don Lucini, quanto piuttosto consapevolezza, pazienza, capacità di riscoprire anche i piccoli piaceri della vita, probabilmente trascurati a favore di una mentalità capitalista, arrivista e competitiva, provoca Paolo Franzini.

Tutto quanto successo ha rappresentato un bagaglio, un fardello importante, non solo per gli ospiti, diretti protagonisti di successi e drammi negli ultimi mesi, ma per la città, il Paese ed il mondo intero, pronti a guardare al futuro, ancora incerto. Pertanto gli ospiti chiudono l’incontro con una chiamata all’informazione ed alla responsabilità personali, aspetti, purtroppo, trascurati e dimenticati: il rischio, d’altra parte, constata don Lucini, è quello di ricadere nell’oblio. Serate come quella di ieri, invece, rappresentano occasioni cruciali di dialogo, formazione e riflessione: è l’incontro con chi ha vissuto da protagonista gli ultimi mesi a dissipare i dubbi negazionisti, a coltivare l’umanità ritrovata e, soprattutto, a capire in quale direzione riprendere a camminare, pur con qualche sacrificio ma in vista del bene comune, con coraggio e serenità.

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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