Madonna dei poveri, inaugurato a Cremona un «laboratorio di socialità ispirata alla carità concreta»

Nella mattinata del 2 marzo alla presenza del Vescovo la presentazione ufficiale nella rinnova struttura di via Bonomelli, sede di una esperienza di housing sociale legata all'associazione "La tenda di Cristo"
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È stata inaugurata nella mattinata di martedì 2 marzo a Cremona, in via Bonomelli 20, una nuova esperienza di accoglienza: il progetto “Madonna dei poveri”, esperienza di housing sociale nel cuore della città e legata all’associazione “La tenda di Cristo”. La presentazione ufficiale è avvenuta alla presenza del vescovo Antonio Napolioni, di padre Francesco Zambotti, di don Pierluigi Codazzi (direttore di Caritas Cremonese) e di Rosita Viola (assessore al Welfare del Comune di Cremona).

Nato dall’intuizione di padre Zambotti, fondatore dell’associazione “La tenda di Cristo”, e realizzato grazie a Fondazione Cariplo e alla Fondazione Arvedi-Buschini, con la collaborazione del Comune di Cremona, questo spazio è un sogno che si avvera. A raccontarlo è  lo stesso camilliano, una vita al servizio dei più poveri e bisognosi. «Questo luogo – ricorda padre Zambotti – nasce nel 1620. Qui sorgevano una casa e una chiesa, ribattezzata poi Madonna dei poveri. Oggi vogliamo offrire questi quattro appartamenti e uno spazio spirituale per un’accoglienza che non sia mera assistenza. Le persone che saranno ospitate, che ci verranno suggerite dal Comune, saranno accolte qui per sei-dodici mesi, saranno seguite da un educatore perché possano raggiungere presto una loro autonomia. Come sempre saremo guidati dallo Spirito Santo, al quale ci affidiamo sin dagli inizi».

La struttura consta di quattro alloggi nuovi, spiega Alberto Bonetti (responsabile della ditta che ha restaurato l’immobile). «È stato un lavoro lungo, anche a causa degli stop imposti dal Covid, ma dopo il necessario risanamento strutturale siamo riusciti a completare quattro appartamenti funzionali, con cucina, bagno, camera. Due di questi hanno più camere e sono quindi pronti ad accogliere anche delle famiglie qualora ce ne fosse bisogno».

Dopo questi due interventi, a prendere la parola è stato Franco Verdi, di Fondazione Cariplo. «Siamo in questo cortiletto e da sempre il cortile nella tradizione cremonese è luogo di socialità e servizi. Il colore giallo delle pareti ci ricorda la vicina chiesa, un tempo chiesa della Compagnia degli orafi. Ecco, io penso che siamo di fronte a una “consegna storica” che nasce dall’idea di bellezza. Noi restituiamo un po’ di bellezza a questo luogo. Fondazione Cariplo ha contribuito finanziandolo per metà, con un intento chiaro: creare le condizioni perché si costruiscano relazioni sociali e dunque comunità. Quest’opera nasce da un impegno comune, dal desiderio di costruire il “noi insieme” rispetto alle devastazioni dell’individualismo”.  Verdi chiarisce anche che la novità di questo luogo sta nella destinazione: «È un’esperienza nuova di casa, intesa come accoglienza ed educazione al vivere insieme e alla pienezza della libertà. Mettiamo questo progetto sotto il manto della Madonna, la madre dei poveri».

Prima delle benedizione da parte del Vescovo, l’assessore Viola ha evidenziato che il Comune di Cremona «dà il benvenuto alla Tenda di Cristo in città. Questo spazio – ha detto l’assessore al Welfare –  ci interessa non solo per l’aspetto sociale di risposta alla fragilità, ma anche per il recupero di uno spazio nel pieno centro della città». Il progetto sarà in convenzione con il Servizio politiche sociali del Comune.

Don Pierluigi Codazzi ha ricordato come solo 40 anni fa in queste stesse mura le Suore della Carità praticassero l’assistenza ai più fragili curandoli a domicilio. «Come Caritas siamo contenti che sorga una nuova opera, saremo lieti di lavorare insieme con sintonia».

Monsignor Napolioni ha benedetto la nuova struttura ricordando che tutto avviene sotto lo sguardo buono di monsignor Bonomelli che dal cielo  «guarda con benevolenza a questo laboratorio di socialità ispirata alla carità concreta». Un accenno infine al nome, “Madonna dei poveri”, per ricordare «che siamo tutti poveri, perché se non siamo poveri non siamo beati».

La fotogallery dell’inaugurazione

Maria Acqua Simi

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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