L’Unitalsi cremonese pellegrina a Loreto

Dal 1° al 4 ottobre l'intensa esperienza al "santuario dei santuari"
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La Sottosezione cremonese dell’Unitalsi ha vissuto, da martedì 1 a venerdì 4 ottobre il pellegrinaggio a Loreto. In tutto 28 i partecipanti: 8 malati, 11 sorelle, 2 barellieri, 1 medico e 6 pellegrini. Di seguito il diario dell’esperienza.

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Martedì 1 ottobre

Nel giorno in cui la Chiesa festeggia santa Teresa di Lisieux, patrona delle Missioni, pur non essendo mai stata missionaria, è iniziato il nostro pellegrinaggio in pullman verso Loreto.

Dopo il viaggio e il pranzo, al pomeriggio alle 16.30 tutti insieme abbiamo fatto il Passaggio alla Santa Casa e alle 17 ci siamo ritrovati per la Messa, celebrata in Basilica Superiore dal rettore padre Franco Carollo.

Nell’omelia, anche in considerazione della coincidenza con l’inizio del mese missionario, il rettore si è posto e ha posto ai pellegrini delle domande: “chi siamo come comunità cristiana? Siamo accoglienti?”, indicando uno stile di “inclusione” che deve caratterizzare la vita di ciascuno e invitando a non essere chiusi in se stessi e ad avere un cuore aperto verso tutti e per tutti. Al pari di Maria che non si è mai chiusa in se stessa, ma si è aperta con un “sì” alla chiamata di Dio.

Mercoledì 2 ottobre

La giornata è iniziata con il trasferimento a Osimo, dove, nella chiesa dedicata a san Giuseppe da Copertino, patrono degli studenti, è stata celebrata la  Messa dal direttore spirituale don Gianluigi Vercellini.

Nella festa degli Angeli Custodi il celebrante ha invitato a imparare a custodire le persone a noi affidate e i valori di cui ognuno di loro è portatore.

Durante la celebrazione e è stata festeggiata una coppia di sposi che ha raggiunto il 40° anniversario di matrimonio. Successivamente abbiamo avuto l’opportunità di seguire una guida che ha illustrato le bellezze artistiche di Osimo e approfondito la storia della città e di san Giuseppe da Copertino. Il Santo – sacerdote appartenente all’Ordine dei Frati Minori Conventuali –  è il patrono di Osimo e di Copertino (provincia di Lecce). A S. Giuseppe da Copertino vengono attribuiti miracoli ed estasi che, secondo la tradizione, lo avrebbero portato a elevarsi e compiere voli.

In serata non si è potuta purtroppo effettuare la prevista fiaccolata in seguito al maltempo. In Basilica Superiore si è recitato il Rosario meditato introdotto dal rettore padre Carollo, che ha ricordato che Loreto è il “santuario dei santuari”. San Giovanni Paolo II ha detto: “La Santa Casa di Loreto è il primo santuario di portata internazionale dedicato alla Vergine e vero cuore mariano della cristianità”. Con particolare devozione si è fatta la processione all’interno del Santuario, al seguito della statua della Madonna.

Giovedì 3 ottobre

La giornata inizia con il Rosario, introdotto da una meditazione del rettore su san Giuseppe, di cui è stata tratteggiata la figura – collegandola anche all’attualità – in particolare evidenziando come il Vangelo non ne parla molto, pur essendo determinante ed essenziale nella vita di Gesù.

Nel pomeriggio, al seguito di una guida, abbiamo visitato il Museo Antico Tesoro della Santa Casa, collocato nel braccio occidentale del Palazzo Apostolico, che conserva un enorme ed eterogeneo patrimonio di arte e di fede proveniente dalla Basilica o donato alla Santa Casa nel corso dei secoli.  Ciò a testimonianza del prestigio di cui gode il Santuario Lauretano in tutto il mondo.

Successivamente in Basilica Superiore abbiamo condiviso con i frati e le suore dei vari ordini francescani la Messa con la celebrazione del Transito di San Francesco. Cerimonia molto sentita e partecipata, a conferma della continua presenza del Santo – patrono d’Italia –  in mezzo a noi. Pure molto sentita e partecipata l’adorazione eucaristica, sempre in Basilica Superiore, a conclusione della giornata.

Venerdì 4 ottobre

In mattinata è stata celebrata la Messa del pellegrinaggio, durante la quale è stato “accolto” con una breve cerimonia il personale del primo anno.

A seguire – a conclusione – un passaggio alla Santa Casa, a conferma che non siamo venuti per caso, ma chiamati dall’eco di quell’eccomi detto da Maria all’Angelo che le annunciava la buona novella.

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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