Liturgia: le misure per la reintroduzione dei cori nelle celebrazioni

Il Viminale ha risposto alle richieste della Cei disponendo le condizioni per la presenza dei cantori durante la Messa
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Nei giorni scorsi stata rappresentata dalla Conferenza episcopale italiana al Viminale  “l’urgenza di tornare ad ammettere la figura dei cantori”, chiedendo eventualmente “a quali condizioni sia proponibile” questa ipotesi e con quali misure di precauzione. Il Comitato tecnico scientifico ha preso in esame le relative problematiche nella riunione del 10 agosto 2020.

Il Comitato ha quindi stabilito «che, sulla base degli attuali indici epidemiologici, è possibile la reintroduzione dei cori e dei cantori, i cui componenti dovranno mantenere una distanza interpersonale laterale di almeno 1 metro e almeno 2 metri tra le eventuali file del coro e dagli altri soggetti presenti. Tali distanze possono essere ridotte solo ricorrendo a barriere fisiche, anche mobili, adeguate a prevenire il contagio tramite droplet».

«L’eventuale interazione – continua – tra cantori e fedeli deve garantire il rispetto delle raccomandazioni igienico-comportamentali ed in particolare il distanziamento di almeno 2 metri».

In risposta ad un altro quesito, poi, il Cts ammette che «durante lo svolgimento delle funzioni religiose, non sono tenuti all’obbligo del distanziamento interpersonale i componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi/congiunti, parenti con stabile frequentazione; persone, non legate da vincolo di parentela, di affinità o di coniugio, che condividono abitualmente gli stessi luoghi dove svolgono vita sociale in comune”.

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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