Don Marino Dalé si presenta alla comunità di Fiesco

Il vescovo Antonio Napolioni ha celebrato la Messa di insediamento del nuovo parroco
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Nel pomeriggio di sabato 28 settembre ha fatto il suo ingresso come nuovo parroco don Marino Dalé nella parrocchia di San Procopio martire di Fiesco, una comunità piccola ma molto viva e unita.

Dall’oratorio antistante la chiesa parrocchiale è uscita la processione che si è fermata sul sagrato della chiesa per l’accoglienza del sindaco di Fiesco che ha salutato il nuovo presbitero con parole piene di speranza.

Il saluto del sindaco

Il canto del coro parrocchiale ha accolto in chiesa la processione formata dai chierichetti e dai presbiteri giunti per l’occasione: a presiedere la celebrazione eucaristica mons. Antonio Napolioni, concelebrata dal nuovo parroco insieme a don Giambattista Piacentini, vicario della Zona 2.

Al termine del saluto della comunità parrocchiale per bocca di un suo rappresentante, durante il quale si è espressa la gratitudine per l’arrivo del nuovo pastore, è stato donato un orologio a don Dalè: «segno del trascorrere del tempo, auspicio di un tempo fecondo da trascorrere insieme».

Il saluto della comunità

Nella sua omelia il Vescovo di Cremona ha ricordato come «anche il prete, che noi consideriamo un professionista delle cose di Dio, è un uomo di Dio battezzato chiamato alla santità: don Marino, fra poco, farà la sua professione di fede davanti a noi alla quale noi ci uniremo perché abbiamo bisogno di chi osa credere non solo insieme a noi ma anche davanti a noi». Infatti mons. Napolioni ha poi proseguito evidenziando come «ci accorgiamo che abbiamo bisogno di andare oltre le singole attività della parrocchia per riscoprire l’esperienza di fede più profonda anche con l’aiuto dei nostri parroci».

L’omelia di mons. Napolioni

Al termine della celebrazione eucaristica l’intervento di don Marino nel quale presentandosi ha salutato la comunità che è chiamato a guidare prendendo a simbolo quattro luoghi: «Il primo luogo è la chiesa parrocchiale: non abbiatene paura, frequentatela quotidianamente poiché custodisce il tesoro più grande che è l’eucarestia. Il secondo è la casa parrocchiale che non è una tana, ma sarà aperta a tutti per un caffè e l’ascolto. Poi c’è l’oratorio che la tradizione ci ha dato per i giovani, viviamolo! Infine il quarto punto sono le strade del paese, simbolo del cammino che abbiamo da percorrere insieme, salutandoci a vicenda e cercando di volerci un po’ bene, perché come dice il Papa siamo tutti un po’mendicanti di amore».

Il saluto di don Marino Dalé

Al termine della celebrazione eucaristica si è tenuto un felice momento conviviale presso l’oratorio parrocchiale, un’occasione conviviale per iniziare a fare conoscenza con don Marino all’inizio di questo nuovo cammino.

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Matteo Lodigiani

 

Biografia di don Dalè

Nato a Brescia il 25 aprile del 1969, perito elettrotecnico presso l’ITIS di Cremona, don Marino Dalè è entrato in Seminario, per diventarne sacerdote nel 1996. Ha iniziato il proprio ministero come vicario parrocchiale a Fornovo San Giovanni e insegnante presso la scuola casearia di Pandino; nel 2001 il trasferimento a Cremona, come vicario di S. Ilario. Dal 2002 al 2006 ha prestato servizio a Cassano d’Adda come incaricato per la pastorale scolastica e vicario della parrocchia dell’Annunciazione. Dal 2006 era parroco di Gombito e San Latino, e dal 2017 anche parroco di Formigara e Cornaleto. Dal 2018 è cappellano dell’Ordine di Malta.

 

Saluto del nuovo parroco sul bollettino parrocchiale

Cari amici di Fiesco,

è usanza scrivere qualche riga per presentarsi alla nuova parrocchia che si è chiamati a guidare. La tentazione può essere quella di scrivere qualcosa di tanto fumoso, entusiastico, dolciastro, quanto inutile. Uso quindi un linguaggio semplice e immediato come ci ha abituato anche papa Francesco. Vengo a voi dopo tredici anni di vita parrocchiale a Gombito e San Latino a cui, negli ultimi due anni, si erano aggiunti anche Formigara e Cornaleto. A queste parrocchie erano preceduti altri incarichi negli oratori e nelle scuole. Il mio bagaglio di esperienza mi ha segnato, maturato e lo porto nel cuore, non lo potrò certo dimenticare; non sarebbe giusto e nemmeno possibile. Un padre non dimentica i primi figli quando se ne aggiungono degli altri, li rende semplicemente partecipi di una storia, di una avventura che continua arricchendosi. Ho cinquant’anni. Qualcuno si è detto sorpreso del fatto che vengo in un paese che ha meno abitanti delle mie parrocchie precedenti, ma sono persuaso che la vita di un prete e ancor più delle parrocchie non dipende dal numero degli abitanti, ma da tanti altri fattori mossi in gran parte dalla provvidenza di Dio. Inoltre la vita talvolta ci impone scelte che sembrano irrituali o umilianti, ma occorre avere “fede e fiducia in Dio sempre” come ripeteva San Giovanni Bosco, ben conosciuto a Fiesco in ragione della presenza salesiana alla Badia. Mi rendo conto che fare il parroco oggi è impresa ardua, il mondo cambia velocemente e con esso anche le esigenze religiose e spirituali connesse a tale ministero.

In questo mutare e cambiare vedo comunque più opportunità che ostacoli che pure non mancheranno. Un antico proverbio ci ricorda che “quando si alza il vento qualcuno costruisce muri, altri costruiscono i mulini a vento”.

Mi piacerebbe fare così insieme a voi nella speranza di non trovarmi troppe volte a lottare invece, contro i mulini a vento. Per essere sinceri conosco poco la vostra, anzi la “nostra” parrocchia, se non per sentito dire. Programmi non ne ho e non saprei nemmeno come elaborarne uno, avendo sempre ritenuto temerari e presuntuosi tutti coloro che, nella storia, hanno preteso, o pretendono, di imbrigliare il lavoro dello Spirito Santo e la libera risposta dell’uomo entro schemi precostituiti. Infatti nella quasi totalità i vari programmi e riassetti sono falliti, falliscono e falliranno miseramente. Ciò che fiorisce è ciò che viene da Dio, ciò che è eterno, ciò che è sicuro perché fondato sulla parola di Dio, sull’insegnamento di Gesù Cristo e sulla Grazia che viene comunicata nella Chiesa attraverso i sacramenti e non sulle manie degli uomini. Sarebbe bello che al termine di questa mia esperienza, che mi auguro lunga, si potesse dire che, insieme, abbiamo lasciato il mondo migliore di come lo abbiamo trovato e che le nostre anime si sono indirizzate al paradiso di cui sentiamo poco parlare ma che ci attende come orizzonte ultimo e sicuro al termine della nostra vita. Per tutto il resto penso che si tratti di guardare al futuro con occhi limpidi e realistici e attingere alla grande tradizione della Chiesa che vede nello scorrere del tempo la mano di Dio che accompagna gli uomini e che noi chiamiamo più semplicemente “provvidenza”. Grazie della vostra accoglienza.

Non vedo l’ora di condividere con voi il tempo che il Signore ci donerà, poiché non c’è nulla di più prezioso del tempo perché è il prezzo dell’eternità.

Che il Signore ci benedica e la Madonna della misericordia ci custodisca.

Don Marino Dalè

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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