L’accoglienza come scelta di un’umanità controcorrente

Due testimonianze di impegno hanno animato il primo incontro del percorso per i giovani della Zona 1
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“Umanità: voce del verbo accogliere” è il titolo del primo incontro del percorso proposto per i giovani della zona pastorale 1. Oltre un centinaio di ragazzi hanno affollato l’oratorio S. Tarcisio di Covo per entrare a far parte di quelle storie di incontri che avrebbero poi costituito il comune denominatore della serata. Due le testimoni che hanno portato la propria esperienza sul tema della accoglienza a cui va il ringraziamento di tutta la zona: Paola e Benedetta .

“Quelle dei migranti sono storie di incontro tra le persone e le culture” è l’estratto della Christus Vivit di Papa Francesco che apre la serata, introducendo la bellezza della relazione come trait d’union tra le due testimonianze che, pur diverse tra loro, trovano come elemento fondamentale la relazione con l’altro. Paola racconta infatti come ha rivalutato la propria storia e il proprio punto di vista dopo i primi incontri con i richiedenti asilo che ogni giorno si affacciano agli uffici della Caritas di Crema dove lavora come psicologa e come ha potuto constatare che sono proprio le differenze ciò che in realtà unisce. L’ unità nella diversità è ciò che ha sperimentato anche Benedetta al liceo d’eccellenza di Rondine, quando passando un anno con ragazzi provenienti da zone di guerra che si trovavano a condividere la propria quotidianità, ha potuto sperimentare ciò che definisce una “trasformazione creativa del conflitto”.

Immersi nel contesto mediatico contemporaneo, queste testimonianze suonano come voci fuori dal coro che sicuramente possono restituire speranza a quelle comunità che ancora si spendono per costruire legami e unirsi nell’accoglienza del diverso. Le scelte controcorrente comportano però una continua maturazione nella consapevolezza che non può rimanere confinata all’ambiente professionale o scolastico ma coinvolge ogni aspetto della vita.

Se è la famiglia che infatti ha spinto Benedetta nella decisione di intraprendere il suo quarto anno liceale a Rondine, la giovane racconta di aver preso consapevolezza giorno dopo giorno della bellezza della sua scelta. In questa presa di posizione sicuramente la fede non passa in secondo piano. Il costante esercizio nella carità e l’opportunità di ritagliarsi spazi di riflessione sono elementi che Paola identifica come essenziali per affrontare i momenti più difficili senza lasciarsi travolgere dalle difficoltà che inevitabilmente l’incontro con l’altro comporta.

Il tono semplice dell’incontro con narrazioni che partono dall’esperienza quotidiana non ha lasciato indifferenti i giovani presenti che ancora una volta hanno scelto di infittire l’intreccio di storie che legano non solo chi arriva da molto lontano ma anche chi vive in comunità molto vicine tra loro come quelle della stessa zona.

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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