La Tenda di Cristo, in via Bonomelli il progetto “Madonna dei Poveri”

Nuove risposte alle situazioni di precarietà abitativa con co-housing recuperando anche l'antica chiesa di S. Eligio
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Via Bonomelli 20. L’indirizzo del vecchio convento di Cremona, mantenendo la propria “vocazione al bene”, darà alla luce, nel cuore pulsante della città, una struttura polivalente ribattezzata “Madonna dei Poveri”. Il progetto è de “La Tenda di Cristo”.

Il progetto intende contribuire a dare nuove risposte alle situazioni di precarietà abitativa nell’ambito territoriale cremonese attraverso quattro appartamenti destinati all’abitare solidale (l’ospitalità potrebbe giungere fino a 12 posti complessivi) con ingresso indipendente, garantendo la privacy degli ospiti, ma permettendo contemporaneamente la cura dei legami di comunità con gli altri residenti, i volontari e gli operatori.

Sopra la chiesa prenderà vita un ampio salone affrescato, destinato alle attività polifunzionali come l’accoglienza di gruppi, incontri formativi e conferenze.

Tra l’area destinata al co-housing e quella sacra sarà allestito un locale adibito a “portineria sociale” con attigui servizi igienici accessibili alla cittadinanza e ai turisti intenzionati a visitare il complesso.

La vita comunitaria, animata dalla presenza di volontari e da un custode dell’Associazione presente 24 ore su 24, sarà scandita da attività organizzate dall’équipe, realizzabili nella sala polivalente, in quella delle conferenze e, nei mesi meno freddi, anche nel caratteristico cortile. Momenti di incontro con gli amici scout e i volontari delle parrocchie, proiezione di filmati, cafè concert, giochi, attività ludiche e laboratoriali.

Il complesso è inserito in un tessuto urbano estremamente ricco di proposte: la Comunità Santa Rosa, il Focolare Grassi, Civico 81, il Poliambulatorio Cremona Welfare e il punto prelievi ASST di Cremona (Ospedale di Cremona).

Spazi rinnovati, ma pur sempre molto antichi, carichi di storia e di storie.

Non si conosce molto dell’evoluzione nei secoli di questo convento, che comprende la chiesa attigua dedicata a S. Eligio e data la sua origine all’anno 1620. Fu sede di una delle più antiche e potenti corporazioni cittadine, quella degli orefici, e tornerà a vivere grazie ai poveri, realizzando una vera e propria nemesi storica. Da anni l’edificio – stretto tra un elegante palazzo ottocentesco e una casa antica più modesta – era del tutto abbandonato, vittima delle traversie storiche vissute dal “sindacato” di questi gloriosi artigiani, riconosciuti come categoria autonoma già negli statuti del 1388.

La città è stata protagonista in questi ultimi anni di progettualità e servizi innovativi (“Chez soi” e “Condominio Solidale”), progettualità che hanno visto la collaborazione tra il Comune di Cremona e realtà del Terzo Settore. I bisogni espressi dal territorio devono necessariamente trovare una risposta adeguata alla complessità del momento, fronteggiabile unicamente con l’attivazione di un “sistema casa temporaneo”, capace di creare sinergie, strategie e opportunità volte a ridisegnare il sistema di accoglienza e di aiuto a livello cittadino. La struttura “Madonna dei Poveri” vuole essere, dunque, spazio generatore di relazioni, luogo fisico e metaforico ove la vita dei suoi abitanti – desideri, bisogni e competenze di ciascuno – possono emergere per creare appartenenze sociali e pratiche di prossimità. Una metodologia di intervento conferma il dns insito nell’agire delle varie comunità dell’Associazione “La Tenda di Cristo” già dal lontano 1985, espressione del carisma fondativo.

«Ho pensato ad una tenda biblica che si erga nel deserto delle povertà – dichiara padre Frncesco Zambotti, fondatore delle Tende di Cristo nel suo testo “Deserto di solitudini” del 2004 – accogliendo i poveri, camminando con loro verso la libertà interiore fino a raggiungere la Palestina, il Cristo… La Tenda sarà una casa facile da spostare, simbolo della provvisorietà della vita, come una tenda di pastori (Is 38,12)».

La sfida iniziale è rimasta immutata: un metodo di formazione, una pedagogia di recupero delle prospettive di vita e di un orizzonte per il futuro, un viaggio di liberazione dal dolore assoluto, la possibilità di rinascere attraverso il valore dell’essenziale, delle piccole cose che esaltano la bellezza dell’animo umano. Una caring e curing consolidate dalla dimensione della “prossimità”.

La casa è depositaria di innumerevoli significati che spaziano, sia in senso fisico che simbolico, dalla sicurezza al bisogno di calore ed appartenenza. Il recupero della persona, pertanto, passa anche attraverso l’abitare, il poter godere di uno spazio accogliente e rassicurante, punto di partenza per ricucire i propri percorsi di autonomia.

Le Tende di Cristo sono abitate da persone politraumatizzate, molte delle quali ancora alle prese con un cammino di “recupero”, spesso senza appartenenze rassicuranti: ognuno di loro ha un nome, un sofferto percorso di vita alle spalle. L’incontro con l’Associazione vorrebbe rappresentare un punto di svolta per trasformare in risorsa, attraverso l’Amore, la fragilità esistenziale.

La progettazione personalizzata rappresenta il fattore strategico protettivo e foriero di cambiamenti evolutivi. Essa sarà assicurata dal lavoro professionale della figura chiave dell’educatore-Case manager. La “rete di maglie”, in cui è possibile trovare l’intreccio che serve per crescere, nasce necessariamente dal contesto – formale ed informale – in cui le persone vivono, si incontrano ed interagiscono. Lungi dal voler proporre ricette accademiche o magiche, la comunità è invitata a lavorare artigianalmente sul tessuto di connessioni individuali, ambientali ed organizzative.

Grazie alla partecipazione al Bando “Housing Sociale per persone fragili”, il Consiglio di amministrazione della Fondazione Cariplo ha deliberato di concedere un contributo di 231 mila euro per il progetto “Madonna dei poveri” che permette di coprire il 50% dei costi di ristrutturazione dell’area adibita all’housing sociale e l’avvio dell’attività di gestione della comunità.

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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