La Messa di don Angelo, per 25 anni “la prima voce” della Radio diocesana

Il ricordo di don Attilio Cibolini, direttore di TeleRadio Cremona e amico fraterno di don Scaglioni, che per 25 anni ha collaborato con RCN con la Messa delle 7
image_pdfimage_print

Nella multiforme e sorprendente vita di don Angelo Scaglioni un posto non secondario l’ha avuto la sua quotidiana esperienza radiofonica alla radio diocesana RCN – Radio Cittanova. E’ stato sempre un prete di una vulcanica attività, ma con la preoccupazione di evitare di finire sul giornale, per qualsiasi motivo. Faceva ma non apprezzava di pubblicizzare quel che faceva. Eppure aveva accettato di parlare a un microfono, ogni mattina, alle sette, e ha continuato a farlo  per ben 25 anni.

E a quei tempi, era il 1990, il segnale della radio copriva tutto il cremonese e ben otto province, il basso milanese, poi Bergamo, Brescia, Mantova, Lodi, Piacenza, Parma e Reggio Emilia.

Don Angelo si diceva, scherzando, la prima voce della radio.

In effetti ogni mattina alle sette, era lui ad iniziare le dirette dei programmi, con la Messa celebrata nella Cappella delle suore presso il Villaggio della gioia, poi diventato il primo Oratorio della nuova parrocchia di S. Antonio Maria Zaccaria.

Come capita spesso nella vita, le cose importanti succedono quasi per caso, o meglio per circostanze provvidenziali.

Don Angelo amava mettere la Messa subito all’inizio della giornata: la celebrazione parrocchiale delle 18 lo vedeva troppo spesso indaffarato nella vita complessa dell’oratorio.

Apprezzando da sempre la sua ineguagliabile oratoria, io gli avevo proposto di coprirgli la messa del pomeriggio e lui avrebbe fatto quella della mattina, che da tempo mandavamo in diretta dalla cappella proprio a lato degli studi radiofonici

Era incredibile come a quell’ora di prima mattina, la sua voce era già vigorosa e accalorata.

D’altra parte ci teneva spesso a dire che era in piedi dalle cinque.

Si preparava sempre prima della messa, ma i suoi pensieri quotidiani si arricchivano di vita e di umanità. Predicava come parlava, con immediatezza, con acume, con un fraseggio che ti conquistava. E ti lasciava dentro sempre qualcosa.

E a poco a poco, sempre più persone iniziarono ad aprire la giornata, ascoltando la sua voce e seguendo la sua Messa.

Lo facevano da casa, già in piedi o ancora  a letto, o in auto, chi già si stava spostando per il lavoro.

E tanti incominciarono anche a telefonare, a scrivere, a venire per conoscere e incontrare questo prete singolare. Lui stesso ne era sorpreso e ne gioiva.

E lo chiamarono un po’ ovunque anche a predicare, sopratutto nelle parrocchie del milanese e del bergamasco. A tutti diceva sempre di sì.

Con il tempo, don Angelo diventò per tanti un personaggio di riferimento della loro vita, anche grazie alla radio.

Ricordo, una decina d’anni fa, dopo un incontro serale a Reggio Emilia, mi si presentarono delle persone per dirmi che da anni ormai loro aprivano la giornata con la Messa in radio di don Angelo.

E quando questo non fu più possibile per la cessione di quella frequenza radiofonica sulla loro zona, raccolsero pubblicamente le firme per chiederne in qualche modo la ripresa…

Don Angelo aveva da sempre una voce forte e potente, con la quale teneva testa anche a centinaia di ragazzi: ma con un microfono in mano si sorprese anche lui di raggiungere posti e persone impensate. Per essere, ancor più, il prete di tutti.

Attilio CIbolini

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

Facebooktwittermail