La Figlie di Maria Ausiliatrice in lutto per la scomparsa di suor Maria Camperi, originaria di Covo

La religiosa è morta il 12 giugno all'età di 94 anni presso una struttura riabilitativa di Cuasso al Monte
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Il 12 giugno, mentre era ricoverata in una struttura riabilitativa di Cuasso al Monte, in provincia di Varese, il Signore ha chiamato a sé la salesiana suor Maria Camperi, 95 anni il prossimo 17 settembre, religiosa dell’Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice orignaria di Covo. Professa a Bosto di Varese il 6 agosto 1946, apparteneva alla comunità “Suor L. Oreglia” di Varese appartenente all’Ispettoria Lombarda “Sacra Famiglia”.

Una lunga e intensa vita quella di suor Maria: ultima di sette figli, rimase presto orfana di mamma morta a motivo del tifo; lei pure contrasse la malattia e, ormai in fin di vita, il papà e i fratelli si rivolsero all’intercessione della Madonna di Caravaggio e ottennero la sua guarigione. Dopo la scuola dell’obbligo, imparò l’arte del cucito dalla sorella maggiore, che si era presa cura di lei e, dalle Suore di Maria Bambina, il ricamo e la pittura. Più tardi trovò lavoro come operaia analista in chimica a Cusano Milanino, dove fu ospite del convitto gestito dalle Figlie di Maria Ausiliatrice e l’esempio di una suora la orientò alla vita religiosa. Al di là delle mediazioni umane, però, suor Maria visse nella consapevolezza che la sua vera accompagnatrice fu sempre la Madonna che non solo la guarì dalla malattia, ma la volle fra le sue Figlie.

Iniziò il cammino formativo nel gennaio 1944 a S. Ambrogio (Varese); nell’agosto dello stesso anno passò in Noviziato a Bosto di Varese dove nel 1946 emise i primi voti; visse questo tempo con serenità ma anche nella lotta interiore poiché sentiva molto la mancanza della famiglia. Dopo la professione fu avviata agli studi e nel 1948 acquisì l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole del Grado preparatorio presso la Scuola di Milano–Bonvesin, dove rimase per altri quattro anni come maestra d’asilo. Nel 1953 conseguì anche il Diploma di taglio e cucito. In seguito, per quasi un cinquantennio, la troviamo impegnata, pur con incarichi diversi, con i piccoli della scuola dell’infanzia, a cui si sono associati altri impegni quali la scuola serale di taglio e cucito, l’oratorio, la catechesi, il teatro in diverse case dell’Ispettoria: dal 1952 al 1971 nelle case di Lodi, Metanopoli, Milano-Bonvesin; dal 1971 al 1980 fu responsabile della Scuola Materna Comunale di Cusano Milanino; poi per un sessennio fu nuovamente a Milano-Bonvesin come insegnante di tirocinio. Dal 1986 al 1992 fu direttrice nella casa di Arese “L. Vicuña”; seguì un sessennio in cui, con sede in Milano-Bonvesin prima e a Milano-Via Bergognone poi, svolse l’Insegnamento di Tirocinio nella Scuola Magistrale di Bonvesin; dal 1998 al 2004 fu direttrice della casa di Zoverallo di Verbania.

Nel 2004, per sopraggiunti limiti di età e per problemi di salute, lasciò la scuola per dedicarsi a lavori comunitari a Cinisello “Gesù Adolescente”, poi a Cinisello “M. Mazzarello”; nel 2015 passò a Melzo dove diede ancora il suo contributo in aiuti vari, ma nell’anno successivo si rese necessario il passaggio alla Comunità di Varese “Sr L. Oreglia” per offrirle le cure adeguate all’età e alla salute.

Suor Maria è stata una persona entusiasta che ha vissuto con gioia nella vigna del Signore, dedicando tutte le sue energie nella missione fra i piccoli e meno piccoli. Signorile e dotata di senso di bellezza, era molto dignitosa nella persona e curava con senso estetico l’ambiente in cui operava. Vivace, attiva, di carattere deciso, a volte imponeva le sue vedute nell’organizzazione educativo-didattica; tuttavia ha saputo coltivare relazioni significative con le superiore di cui ha goduto la fiducia, con le sorelle con cui ha vissuto una bella fraternità, con i laici che l’hanno sostenuta nel suo donarsi generoso senza attendersi ricompense. Il suo scritto datato 8 dicembre 2011 e intitolato “Pensieri ultimi”, è un canto di gratitudine: nella rilettura della sua vita si sente colma di riconoscenza al Signore: “Mi ha chiamata, voluta nonostante la mia povertà e la debole natura: grazie, Signore! Ti sei messo dentro Tu con il tuo Amore ed hai lavorato in profondità. Mi hai tracciato la strada, faticosa sì ma sicura, per realizzare il tuo piano di salvezza per me e per i giovani a cui ho portato la tua parola”.

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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