In attesa di nuove partenze per l’estero un percorso di missionarietà per non dimenticare che ciò che muove è un Dio di amore che chiede di incontrare e accogliere

Dopo l'intervento lo scorso 6 giugno dell’educatore Matteo Pizzi, il 18 giugno la riflessione biblica di don Marco Genzini
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L’emergenza sanitaria mondiale ha bloccato o rimandato molti progetti, tra cui le partenze per esperienze brevi di missione. In particolare l’Ufficio missionario diocesano ha dovuto bloccare le partenze, già programmate da tempo, per Salvador de Bahia (Brasile), dove operano come “fidei donum” i cremonesi don Davide Ferretti e don Emilio Bellani. Ma il Covid-19 non ha fermato la volontà di riflettere e di formarsi intorno al grande tema della missionarietà, sia in terre lontane sia nelle comunità di appartenenza. Per questo motivo l’Ufficio missionario ha organizzato tre serate di formazione online.

Il primo incontro, avvenuto il 6 giugno – dal titolo «La cultura dell’incontro» – è stato curato dall’educatore Matteo Pizzi, che ha mostrato come per un incontro reale e profondo con l’altro siano necessari tutti e cinque i sensi umani, perché «l’unità dei sensi ci dà la forma del mondo».

«Quo vadis?» il titolo del secondo appuntamento, tenuto la sera di giovedì 18 giugno da don Marco Genzini, che ha mostrato come la missionarietà sia profondamente presente nelle Scritture. «Dio è il primo missionario», ha detto agli oltre venti partecipanti. Riconoscere il vero significato del verbo «inviare», che ricorre più di mille volte nella Bibbia, è essenziale per capire che «siamo sempre mandati da Qualcuno. Egli è sempre presente nel cuore di chi parte per uscire da sé per incontrare l’altro».

In questo periodo di apparente immobilità è importante, quindi, capire che essere missionari non significa partire per mete remote, ma ricordarsi che ciò che muove l’essere umano è un Dio di amore che chiede solamente di incontrare e accogliere.

Il prossimo appuntamento sarà il 2 luglio. Don Davide Ferretti, direttamente dal Brasile, racconterà la sua esperienza di “fidei donum” e che cosa significa per lui essere missionario. La partecipazione è aperta a tutti contattando l’Ufficio missionario diocesano.

Chiara Allevi

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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