Il Vescovo aprendo il mese di maggio al Santuario lauretano: «Lasciamoci cullare dalla Madre» (VIDEO e FOTO)

Nella serata di lunedì 3 maggio il tradizionale affidamento a Maria davanti all'immagine della Madonna Nera per con una celebrazione che ha potuto avere il sapore cittadino solo attraverso i mezzi di comunicazione
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Nella serata di lunedì 3 maggio, a Cremona, dal Santuario lauretano presso la chiesa di Sant’Abbondio, il vescovo Antonio Napolioni ha inaugurato il mese di maggio, dedicato alla Madonna.

Photogallery della celebrazione

«Siamo nella parrocchia e nella chiesa di Sant’Abbondio che custodiscono l’immagine di Maria, patrona della nostra città. Non possiamo ancora dare corpo alla tradizionale e bella processione del mese di maggio, ma grazie alle nuove tecnologie possiamo comunque trasmettere questo momento e comunicare il bene. E Maria è la comunicazione del bene per eccellenza: la Madre della Chiesa, colei che rende le nostre case aperte alla speranza anche nei momenti difficili. Lasciamoci cullare dalla Madre, e ritroveremo la certezza di essere amati qualunque cosa accada». Sono state le parole del vescovo, trasmesse in diretta streaming sui sanali web della diocesi proprio per permettere a tutti di potersi unire spiritualmente a questo evento, visto che la partecipazione in presenza, per ragioni di spazio, è stata limitata ai fedeli della parrocchia.

Dopo la recita del Rosario, guidato dal parroco don Andrea Foglia e animato nel canto dal vicario don Francesco Gandioli, il Vescovo ha rivolto alcune parole ai fedeli presenti.

«Voglio condividere con voi due domande. La prima: per chi abbiamo pregato? Il Papa ci ha detto che in questo mese di maggio dobbiamo pregare perché il Signore ci aiuti a superare questa prova, perché termini la pandemia. E ha anche aggiunto la raccomandazione a dire un’Ave Maria in particolare per il Myanmar, perché cessino le violenze, perché sia ripristinata la democrazia, la libertà, i diritti fondamentali di ogni uomo. Siamo chiamati a pregare perché accada qualcosa nell’intreccio tra natura e storia, quella natura che abbiamo in amministrazione. Ma voi per chi avete pregato? Non vi ho proposto intenzioni prima di recitare il Rosario. Durante il Rosario capita di distrarsi, ma anche le distrazioni si inzuppano di preghiera».

Quindi la seconda domanda: «Chi ha pregato veramente questa stasera? Vi siete accorti che abbiamo ripetuto per cinquanta volte le parole dell’Ave Maria, dove non si chiede nulla. Si contempla Maria, si loda e poi le si chiede di pregare. È lei che prega per noi, adesso e nell’ora della nostra morte. Le abbiamo chiesto di avere cura di noi come Madre. E anche con le Litanie le chiediamo di pregare per noi, perché noi non sappiamo pregare. Ed è bene così, che il nostro sia come un balbettio di bambini in braccio alla mamma».

E ha proseguito: «Il Rosario aiuta una città intera, il mondo. E il mondo è come un bambino cullato, custodito e amato da una Madre che dice a noi di non temere, perché Dio ha in serbo anche per noi la pienezza della vita. Ecco perché il Rosario dà pace e riposo. Lasciamo a Dio di farci le sue sorprese, come le ha fatte a Maria e Giuseppe. La grande sorpresa di Dio è Gesù e allora chiediamo di poter incontrare Gesù. E che Lui, il Vivente, riempia i nostri occhi di consolazione e fiducia e che ciascuno di noi lo porti agli altri, senza giudizio ma con libertà».

Il Vescovo, infine, ha ricordato come Maria sia davvero la speranza di tutti, custode fedele delle famiglie. Famiglie che possano diventare piccole chiese domestiche. A Lei ha affidato i bambini, i giovani, gli anziani, i malati e le persone in difficoltà per il lavoro.

Dopo la recita delle litanie monsignor Napolioni si è portato all’interno della Santa Casa per l’invocazione a Maria.

Un gesto di affidamento caro all’intera comunità cittadina, rappresentata dal sindaco Gianluca Galimberti in fascia tricolore, in prima fila non lontano da mons. Giuseppe Soldi, canonico della Cattedrale e a lungo parroco di Sant’Abbandio e profondamente legato alla devozione di questo luogo.

 

Il Santuario Lauretano di Cremona

Il Santuario venne eretto per volontà del Conte Giovanni Pietro Ala nel 1624. Rappresenta la copia perfetta della Santa Casa di Loreto. Al suo interno vi è una statua della Madonna Nera che è oggetto di venerazione: venne solennemente trasportata dalla Cattedrale nel 1625, dopo che la Vergine Lauretana era stata proclamata protettrice di Cremona. Quando la città fu colpita dal flagello della peste, si rivolse a proprio alla Madonna Lauretana. Il complesso di Sant’Abbondio è uno dei gioielli nascosti della Diocesi ed è di antiche origini: probabilmente appartenuto ai Benedettini, nel 1200 passò agli Umiliati, poi ai Teatini e, infine, fu trasformato in parrocchia nel 1804. L’interno della chiesa accoglie gli interventi pittorici cinquecenteschi di grandi artisti come O. Samacchini, il Malosso e G. Campi. Nel Museo Lauretano si trovano l’antica raccolta di ex voto, straordinari dipinti come la bembesca Madonna adorante il Bambino, e il registro con la data di battesimo del grande musicista Claudio Monteverdi.

Maria Acqua Simi

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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