“Il segreto di don Primo”, la voce di Mazzolari in una rubrica social

Una nuova iniziativa a cura del sito diocesidicremona.it in collaborazione con la Fondazione Mazzolari per riscoprire la spiritualità del parroco di Bozzolo
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Ricordando don Mazzolari nell’omelia pronunciata a Bozzolo il 19 aprile 2009, nel 50° anniversario della morte del sacerdote del Boschetto, il cardinal Dionigi Tettamanzi utilizzò parole che andavano al cuore del ministero di don Primo: «Era Gesù il segreto di don Primo, il tutto della sua vita appassionata, entusiasta, mai rassegnata, tribolata ed insieme felice. Di qui il suo zelo insaziabile, il senso acutissimo della sua responsabilità».

E proprio questa felice e potente espressione prende il titolo una nuova rubrica promossa dal sito della diocesi di Cremona in Collaborazione con la Fondazione Mazzolari: «Il segreto di don Primo». L’iniziativa si propone di andare alla ricerca e alla scoperta (o ri-scoperta) della spiritualità mazzolariana e il suo incontro intimo con Cristo, che annunciava poi nei suoi vigorosi interventi, tanto densi di sensibilità e impegno sociale quanto – non disgiuntamente – radicati nella contemplazione del Gesù annunciato dal Vangelo, come sottolineato nel 1979 a Bozzolo da monsignor Natale Mosconi, arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio: «Nel grande cuore di don Primo, tutti gli uomini sono uno solo: il Cristo…».

Questa fedeltà e questa intimità a Cristo è dunque il centro della rubrica digitale che, unendo la ricchezza di immagini, audio e video messi a disposizione dalla Fondazione Mazzolari ai linguaggi tipici del web e dei social network, intende portare un aspetto forse ancora poco approfondito del ministero di don Primo anche in quei luoghi (digitali) in cui la sua voce non era ancora giunta. E lo farà attraverso un’uscita settimanale sulle pagine facebook e instagram della Diocesi di Cremona, con una frase e un’immagine di don Primo, che rimanderanno ogni volta ad un suo intervento che sarà possibile ascoltare (e in qualche caso guardare) integralmente in una pagina dedicata del portale diocesano.

«La Fondazione don Primo Mazzolari – commenta infatti Paola Bignardi, presidente della Fondazione – è particolarmente grata alla diocesi per aver voluto dedicare una rubrica alla figura di uno dei suoi preti più rappresentativi. La vita ecclesiale di ogni tempo si alimenta della testimonianza dei suoi figli che hanno saputo interpretare la fedeltà al Vangelo in forme innovative e coraggiose. Ne ha bisogno particolarmente questa stagione difficile. Sono certa che questo strumento digitale consentirà di ampliare la conoscenza del pensiero, della vita, degli scritti di don Primo, a vantaggio delle comunità cristiane e dei singoli credenti, alla ricerca di parole che sappiano esprimere la freschezza del Vangelo, che è al di là di ogni tempo».

Richiama ad un intervento di monsignor Enrico Assi del 1984 invece don Umberto Zanaboni, vice postulatore della causa di beatificazione di don primo Mazzolari e curatore dei contenuti della rubrica: «Il cristiano cerca l’amore, qualche cosa del cuore di Cristo. Il popolo cerca il volto del santo, cerca il sacerdote discepolo della Parola, come fu don Primo, che fu profeta a suo tempo, anticipando la pastorale di questi nostri anni. Il cristiano cerca il sacerdote che possa camminare sulle strade del mondo con questa partecipazione al dramma e alla sofferenza della gente presente».

«Parole – commenta don Zanaboni – che fanno eco a quanto Papa Benedetto XVI disse il 13 aprile 2011, in una catechesi del mercoledì: “La pienezza della vita cristiana non consiste nel compiere imprese straordinarie, ma nell’unirsi a Cristo, nel fare nostri i suoi atteggiamenti, i suoi pensieri, i suoi comportamenti” e alla Gaudete et exsultate di Papa Francesco: “Ciò che bisogna contemplare è l’insieme della sua vita, il suo cammino di santificazione, quella figura che riflette qualcosa di Gesù Cristo e che emerge quando si riesce a comporre il senso della totalità della sua persona”. Sono riassunti tutti qui la vita, la missione… il segreto di don Primo: nel mistero di Cristo. Ecco perché la nostra Chiesa Diocesana ha aperto e sta portando avanti la sua Causa di beatificazione e canonizzazione, ecco perché attraverso il sito della Diocesi di Cremona vogliamo far conoscere a un numero sempre maggiore di persone l’attualità delle sue parole, la freschezza del suo messaggio, la passione della sua vita donata al Signore Gesù».

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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