Il Cattedrale il ricordo del vescovo Nicolini nella giornata di santificazione dei sacerdoti (AUDIO e FOTO)

La liturgia di suffragio nel 19° della morte, presieduta dal vescovo emerito Dante Lafranconi, si è conclusa con la preghiera alla tomba del vescovo bresciano nella cripta del Duomo
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Venerdì 19 giugno la Chiesa cremonese si è raccolta in preghiera in Cattedrale ricordando il vescovo Giulio Nicolini (vescovo di Cremona dal 1993 al 2001) in occasione del 19esimo anniversario della sua morte, avvenuta in modo improvviso la mattina del 19 giugno 2001. Alle 18 in Cattedrale il vescovo emerito Dante Lafranconi ha presieduto la Messa di suffragio concelebrata dal Capitolo della Cattedrale e vissuta in comunione con il vescovo Antonio Napolioni, impossibilitato a essere presente.

Una ricorrenza che quest’anno è stata vissuta nella coincidenza con la festa del Sacro Cuore, giorno dedicato la santificazione dei presbiteri. Su questo si è voluto concentrare nell’omelia monsignor Lafranconi, in particolare richiamando il messaggio che il vescovo Nicolini rivolse nel Giovedì Santo del 1998 al clero diocesano.

Due gli aspetti sottolineati: anzitutto l’esistenza umana come cammino di santificazione che trova la sua ultima parola nel momento della morte. Da qui la domanda, rivolta a se stesso e a ogni sacerdote: «Io come prete mi sento interessato alla mia santificazione?». Domanda che però ha idealmente rivolto anche i laici, chiamati a giudicare i propri sacerdoti sulla loro sanità, e non tanto su quanto promuovono o organizzano. Un cammino verso la sanità che, per i sacerdoti prima di tutto, deve essere quotidianamente sostenuto dall’Eucaristia, ha quindi sottolineato il vescovo emerito, citando ancora monsignor Nicolini.

Da qui l’invito a pregare per la santificazione dei sacerdoti. «Un invito – ha concluso monsignor Lafranconi – che noi raccogliamo volentieri insieme con tutta quanta la Chiesa. Lo raccogliamo anche dalla voce del vescovo Giulio. Lo raccogliamo volentieri dal desiderio di tutti i preti e dal desiderio di tutti voi, che non aspirate ad avere nulla di meglio se non un prete santo in mezzo a voi».

Al termine della celebrazione i sacerdoti e i fedeli presenti sono scesi in cripta per la preghiera alla tomba del vescovo di origine bresciana, situata proprio di fronte all’urna del patrono sant’Omobono.

Photogallery della celebrazione

 

Profilo biografico di mons. Nicolini

Nato a San Vigilio di Concesio nel 1926 e ordinato sacerdote nel 1952, mons. Nicolini esercitò il suo primo apostolato tra i migranti in Svizzera, nell’Azione Cattolica e come insegnante. L’attività che meglio lo contraddistinse, però, fu sicuramente il suo impegno nel campo della comunicazione sociale. Dal 1972 ricoprì diversi incarichi a Roma: nella Pontificia commissione per la pastorale delle migrazioni, nella Congregazione per i vescovi, e nella sala stampa della Santa Sede dove svolse il ruolo di vicedirettore.

Il 25 luglio 1987 Giovanni Paolo II lo nominò vescovo di Alba. Consacrato dallo stesso Pontefice nella basilica di San Pietro il 5 settembre, entrò nella diocesi piemontese domenica 27 settembre 1987.

Il 16 febbraio 1993 fu nominato vescovo di Cremona e fece il suo solenne ingresso il 4 aprile 1993, domenica delle Palme.

Negli otto anni di episcopato cremonese mons. Nicolini si adoperò su molti fronti: dall’attenzione della storia locale con l’anno di S. Omobono e i restauri della Cattedrale all’animazione del grande Giubileo del 2000, fino alla nascita della Casa della Comunicazione e della Casa della Speranza per malati di AIDS.

La conclusione del Sinodo diocesano, sancito da un importante pellegrinaggio alla Sede di Pietro, fu uno dei traguardi più importanti del suo episcopato.

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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