Il Grest come occasione di laboratorio di catechesi

L'esperienza dell'unità pastorale Cittanova di Cremona: un modello nuovo che ha evidenziato la ricchezza di occasioni prolungate
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Tra le diverse attività che si svolgono durante il Grest, quest’anno a Cremona nell’unità pastorale Cittanova (S. Agata, S. Agostino, S. Ilario) non mancano neppure momenti di catechesi. Infatti, in un orizzonte di rinnovamento della catechesi, si è affermato più volte, a livello nazionale come a livello diocesano, che la formazione cristiana dei ragazzi non dovrebbe semplicemente adeguarsi ai ritmi scolastici, ma proseguire durante tutti mesi dell’anno.

«Quest’anno di chiusure e riprese a singhiozzo ha lasciato nei catechisti l’impressione non tanto di non aver svolto un programma, ma di non aver potuto vivere appieno le dinamiche tipiche dell’anno catechistico. Soprattutto nei periodi di zona rossa e arancione avevamo puntato sulla partecipazione delle famiglie alla Messa domenicale, privilegiando quindi i linguaggi della liturgia – esperienziali e simbolici – a quelli della narrazione e della spiegazione», ha spiegato don Luigi Donati Fogliazza, vicario dell’unità pastorale e incaricato diocesano per la Pastorale catechistica.

Il tempo del Grest coinvolge molte famiglie della comunità e può essere un tempo utile per continuare la formazione catechistica, non tanto sviluppando i temi tipici dei singoli gruppi ma vivendo laboratori su grandi tematiche trasversali. Avendo a disposizione un tempo più disteso e la possibilità di molti animatori che affiancano i catechisti, è stato così possibile svolgere laboratori di circa un’ora e mezza durante i quali si sono alternate attività di diverso tipo: ascolto, spiegazione, preghiera.

«Abbiamo scelto tre cibi biblici, ricchi di simbologie ma anche pieni di assonanze con la vita concreta dei ragazzi – spiega don Donati Foliazza -: il miele, simbolo di dolcezza, esperienza dell’amore e misericordia del Signore; il lievito, simbolo della capacità di far fermentare la realtà, in rapporto agli azzimi dell’uscita dalla schiavitù dell’Egitto; l’olio, simbologia battesimale e crismale, dell’unzione-consacrazione del cristiano».

Un modello nuovo che ha evidenziato la ricchezza di occasioni prolungate rispetto a tanti incontri brevi, suscitando nei ragazzi maggior coinvolgimento e interesse.

Matteo Lodigiani

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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