Il 26 settembre l’Assemblea degli oratori apre una finestra sul “Cortile dei sogni”

L'appuntamento annuale alle 18.30 in Seminario con la presentazione del percorso di ripensamento sugli oratori che coinvolgerà le comunità della chiesa cremonese nell'anno pastorale 2019/20
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Si terrà giovedì 26 settembre 2019 presso il Seminario Vescovile l’annuale assemblea oratori, spostata nel tardo pomeriggio per consentire la presenza anche degli educatori e dei responsabili laici degli oratori. L’inizio è previsto per le 18,30 con la preghiera di benedizione.

L’assemblea si articolerà poi in due momenti: nella prima parte verranno presentati tutti i materiali del percorso “Il cortile dei sogni” che segnerà nell’anno 2019-2020 un tentativo di ripensamento condiviso del lavoro qualitativo degli oratori; nella seconda (dopo il buffet offerto) sarà il momento del confronto e di alcune comunicazione sulla vita pastorale e organizzativa dei nostri oratori.

Invitiamo almeno un rappresentante per parrocchia o unità pastorale, accanto naturalmente a tutti i sacerdoti ed educatori che prestano il loro servizio stabile negli oratori.

I materiali che verranno proposti in assemblea sono per il momento in bozza e attendono il contributo di quanti, soprattutto nel periodo estivo, sono stati sollecitati ad apportare il proprio contributo ragionato.

Per approfondire il percorso del cortile dei sogni anticipiamo qui un contributo che apparirà sul prossimo numero del Mosaico di settembre-ottobre

Un cortile aperto sui sogni di Dio

«A nove anni ho fatto un sogno. Mi pareva di essere vicino a casa, in un cortile molto vasto, dove si divertiva una gran quantità di ragazzi. Alcuni ridevano, altri giocavano, non pochi bestemmiavano.  Al sentire le bestemmie mi lanciai in mezzo a loro e cercai di farli tacere usando pugni e parole. In quel momento apparve un uomo maestoso, vestito nobilmente.  Un manto bianco gli copriva tutta la persona. La sua faccia era così luminosa che non riuscivo a fissarla.  Egli mi chiamò per nome e mi ordinò di mettermi a capo di quei ragazzi. Aggiunse: «Dovrai farteli amici non con le percosse,  ma con la mansuetudine e la carità.  Su, parla, spiegagli che il peccato è una cosa cattiva e che l’amicizia con il Signore è un bene prezioso». Confuso e spaventato risposi che io ero un ragazzo povero e ignorante, che non ero capace di parlare di religione a quei monelli. In quel momento i ragazzi cessarono le risse, gli schiamazzi e le bestemmie e si raccolsero tutti quanti intorno a colui che parlava».

Memorie dell’oratorio – San Giovanni Bosco

Siamo fatti di storia e di geografia. Di spazio e di tempo, per dirla con papa Francesco. Ed entrambe – la storia e la geografia – non sono solo materie scolastiche da mandare a memoria. Perché la storia conosce un passato, ma fa vivere un presente e attende un futuro; e la geografia a sua volta non è solo questione di laghi o nomenclature di montagne, ma ha a che fare con popoli e comunità, generazioni che vanno ed altre che arrivano. La storia e la geografia le fanno gli uomini, anche dalle nostre parti, nella Bassa.

Ed ecco che storia e geografia ci provocano: perché ci consegnano più di centotrenta Oratori perlopiù con un campo di calcio e un salone, delle aule di catechismo e delle zone verdi. La scorsa estate – se si girava in incognito la Diocesi – si sentivano le voci di alcuni cortili aperti ed affollati, mentre altrove era assordante il silenzio di posti vuoti e chiusi; si potevano vedere strutture belle ed invitanti oppure scontrarsi con cancelli chiusi. Colpa certo della natalità in calo, delle ferie, dei pochi preti e del mutato senso di affezione anche a Madre Chiesa, per molti spesso una estranea di cui meglio fidarsi poco. E gli Oratori? Stanno lì e possono scegliere se languire o vivere, sparire o esserci.

Il sinodo dei giovani sta sullo sfondo di un cammino che continua, mentre la Lettera del Vescovo Gesù per le strade rilancia alcuni passaggi che vanno onorati. Il Cortile dei sogni vorrebbe rimettere al centro uno dei  tasselli preziosi della chiesa diocesana: l’Oratorio. La letteratura in materia? C’è! Gli esperti (di vita, soprattutto)? C’è pieno e ciascuno è titolato a dire la sua alla luce di una esperienza decennale. Che fare allora? Non certo dell’accademia, ma una operazione di presa di coscienza ecclesiale, se si preferisce un ripensamento concreto e propositivo. Tutti vorrebbero un bel progetto educativo magari stampato con copertina lucida e colori accattivanti. Accomodiamoci: su internet c’è di tutto e di più. Ma le persone, i processi, le decisioni e soprattutto la vita… possono essere un download o finire in polemica arrogante?

Proviamo a ripartire da una scatola. Essa non contiene le risposte (educatori gonfiabili, libri con paroloni altisonanti o occhiali dalle lenti rotte che ti fanno vedere solo la tua esperienza). Si preoccupa piuttosto di aprire una verifica e di creare delle alleanze. Ricordiamoci queste due parole: verifica e alleanze. Se vogliamo, diciamola così: apriamo quella scatola per aiutarci ad una analisi qualitativa dei nostri Oratori, mentre dal territorio si profilano le Unità pastorali (e non è vero  che non c’è nulla in materia!) e si fanno i conti con le risorse (e non è vero che non si fa nulla!).

Nella scatola troviamo le classiche e antipatiche schede che sanno di compitino o di forzatura. È inevitabile. Come è inevitabile che la chiacchiera clericale sappia solo lamentarsi dopo aver abbondantemente taciuto e disertato i momenti di costruzione comune. Queste benedette schede ci aiuteranno a ragionare, verificare e sognare… con i piedi per terra e gli occhi aperti.

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(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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