Il 26 gennaio “Domenica della Parola di Dio”, l’invito del Papa a comprendere sempre di più le Sacre Scritture

Dall'Apostolato biblico diocesano alcune proposte di animazione per le parrocchie e gli strumenti per la lettura continua personale della Bibbia
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Istituita da Papa Francesco, il 26 gennaio si celebra in tutte le comunità cristiane la Domenica della Parola di Dio. L’iniziativa risponde alle “tante richieste – scrive il Papa – che mi sono giunte da parte del popolo di Dio, perché in tutta la Chiesa (la) si possa celebrare in unità di intenti” (Aperuit Illis, 2).

In tante Chiese locali sono ormai da tempo numerose le iniziative per far conoscere e diffondere la Bibbia. Sulla spinta del Concilio Vaticano II, ragguardevole impegno è stato profuso nella liturgia e nella catechesi per aiutare il popolo di Dio ad acquisire una più profonda familiarità con la Parola di Dio, affinché essa occupi un posto centrale nella vita cristiana. Eppure, l’istituzione di questa specifica Domenica apporta un’ulteriore determinazione. È stata scelta la III Domenica del Tempo Ordinario in cui all’inizio del suo ministero Gesù esorta alla conversione: il Regno dei cieli si è fatto vicino e, secondo la profezia di Isaia, “una luce è sorta”. La chiamata dei primi quattro discepoli, evidenzia l’autorevolezza di Gesù che invita a una sequela senza condizioni e senza reticenze. La sua è una parola potente che annuncia la salvezza e la manifesta sanando ogni sorta di infermità, plasma l’identità del credente e lo spinge alla missione di “pescatore di uomini”, genera un nuovo tipo di fraternità entro una comunità di fede. La pronta risposta di Simone e Andrea, insieme a Giacomo e Giovanni, è per tutti un paradigma sempre attuale.

Inoltre la III Domenica cade nei giorni dedicati alla preghiera per il cammino dell’unità dei cristiani e al dialogo con gli ebrei. Essa ricorda a tutti che per vivere l’unità con Cristo nel suo stesso corpo, è necessario anzitutto fare spazio a Dio, prima che ad ogni strategia. Un richiamo essenziale perché il primato sia sempre dato a Dio e non agli uomini: “La Bibbia non può essere solo patrimonio di alcuni e tanto meno una raccolta di libri per pochi privilegiati. Essa appartiene anzitutto, al popolo convocato per ascoltarla e riconoscersi in quella Parola… La Bibbia è il libro del popolo del Signore e nel suo ascolto passa dalla dispersione e dalla divisione all’unità. La Parola di Dio unisce i credenti e li rende un solo popolo” (Aperuit Illis, 4).

Infine va ricordato che “la Domenica della Parola di Dio” non si limita alla sola celebrazione liturgica. Indubbiamente l’istituzione di una Domenica sottolinea il contesto più efficace in cui si colloca la Parola del Signore, ma l’intento è quello di spronare a vivere quotidianamente la Parola che si celebra.  Non si tratta perciò di introdurre strabilianti novità, ma coinvolgere e rendere più efficace l’impegno di ciascuno per conoscere ed entrare in intimità con la Parola di Dio. Con la sua tipica concretezza, Papa Francesco ha voluto semplicemente porre un incentivo pastorale, perché nella celebrazione domenicale si presti tutta l’attenzione possibile al grande mistero di grazia che la proclamazione della Parola di Dio sa suscitare tra i credenti.

don Maurizio Compiani
incaricato diocesano Apostolato biblico

 

Per non arrivare all’ultimo momento

Ecco alcuni suggerimenti alle parrocchie. Si possono realizzare nella settimana precedente o seguente alla domenica (gli Uffici Catechistico, Liturgico e l’Apostolato biblico si pongono a disposizione per concretizzare eventuali richieste):

1. Serata (anche sostituendo una messa vespertina) che verta sull’importanza e la bellezza della Parola di Dio:

  • Serata dal taglio culturale. Svariatissimi i temi: dalla formazione della Bibbia, alla storia del popolo di Dio nella sua identità biblica, al rapporto tra Bibbia e Cultura. L’esperienza della “Bibbia narrata”.
  • Serata dal taglio artistico. La Bibbia è alla base di tante espressioni artistiche. Bibbia e letteratura; la Bibbia attraverso i dipinti (magari utilizzando alcune opere presenti nella propria chiesa); la Bibbia nella musica (accordandosi con una schola cantorum è possibile unire esegesi e canto di alcuni testi biblici, come per esempio i Salmi).
  • Serata da taglio teologico. L’importanza della Parola di Dio nella comunità cristiana. Come leggere la Bibbia. Cosa significa che la Bibbia è ispirata. L’utilizzo della Parola di Dio nella liturgia.

2. Serata con una lectio sull’importanza della Parola: magari basandosi su qualche paragrafo della lettera apostolica Aperuit illis che offre molteplici rimandi a testi biblici.

3. Lettura pubblica continuata e comunitaria del Vangelo dell’anno liturgico (Matteo) in una chiesa.

4. Proposta della “lettura continua personale della Bibbia”. A questo scopo sono qui forniti:

  • calendario per leggere tutta la Bibbia in un anno o più
  • schema per facilitare il percorso.    

Queste iniziative di lettura continuata, comunitaria o personale, possono essere accompagnate dalla vendita di Bibbie o anche solo del Vangelo dell’anno.

 

Nella sezione “Animazione Liturgica” del portale diocesano, l’Ufficio liturgico predisporrà un apposito sussidio per la celebrazione eucaristica domenicale ove oltre ai consueti testi (commenti, preghiera dei fedeli, ecc.) saranno dati suggerimenti per un particolare rilievo all’accoglienza del Lezionario.

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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