Hong Kong, la presenza cristiana è segno di speranza in una “città in bilico” (VIDEO)

Al centro pastorale l'intervento di padre Gianni Criveller, missionario del Pime, sulla situazione nella città-stato in lotta per libertà e democrazia. GIOVEDI 13 FEBBRAIO ORE 21 IL VIDEO INTEGRALE
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Una città in bilico, ma anche un laboratorio di libertà e democrazia da cui passa il futuro di tutto il mondo. Così padre Gianni Criveller, missionario del Pime, racconta con semplicità ed efficacia la realtà di Hong Kong nella serata di mercoledì 12 febbraio organizzata dal Centro missionario diocesano al Centro Pastorale (giovedì 13 febbraio l’evento sarà trasmesso integralmente sulla pagina Facebook e sul canale Youtube della Diocesi di Cremona).

A introdurre l’incontro è stato don Maurizio Ghilardi, incaricato diocesano per la Pastorale missionaria, che ha ricordato il legame tra padre Criveller e la diocesi di Cremona, che risale alla preziosa traduzione di “Tu non uccidere” di don Primo Mazzolari in lingua cantonese. Un testo – e un pensiero – che oggi, grazie all’incisività di una comunità cattolica in crescita, alimenta e sostiene la lotta per la libertà e la democrazia a cui tutto il mondo guarda.

Con l’uso di immagini e con il racconto della propria profonda esperienza della regione asiatica, padre Criveller descrive la realtà politica e sociale nella città agitata da grandi manifestazioni: “E’ la lotta dei giovani di Hong Kong per la democrazia e la libertà – spiega – è una lotta di popolo, in una città di 7 milioni di abitanti che rappresenta l’unica realtà nella Cina in cui la democrazia e la partecipazione alla vita pubblica sono messe a tema del dibattito pubblico. E vista l’importanza della Cina, sempre crescente, nel panorama mondiale – aggiunge – l’esito della vicenda di Hong Kong influenzerà in modo importante le vicende del nostro mondo”.

Sullo schermo scorrono le immagini di una commemorazione di piazza Tienammen, quelle delle oceaniche manifestazioni di piazza, quelle di sacerdoti che si commuovono parlando dei desideri e delle passioni dei giovani e del canto dell’Alleluja dei migliaia di manifestanti in strada, durante un raduno pacifico.

Il racconto del missionario mostra anche l’impatto della cultura cattolica nella città-stato asiatica (dove i cristiani sono il 12%): “Tutti leader della opposizione sono cristiani – dice – anche Joshua Wong, il giovane che nel 2014 ha guidato la “rivoluzione degli ombrelli”, una sorta di prologo alle manifestazioni di questi ultimi mesi”.

Non manca, anche nella parte di incontro dedicata alle domande, la definizione della complessità della situazione sociale, ecclesiale e politica, che riguarda oggi una delle maggiori potenze mondiali, la Cina, a cui si oppone un movimento sostenuto soprattutto da giovani che chiedono democrazia, giustizia, trasparenza, libertà. “Ciò che accade – spiega padre Criveller – è che Hong Kong sta diventando sempre più come la Cina, e restano altri 27 anni secondo il piano di Deng Xiaoping… E i giovani non accettano di vedere la loro vita e quella dei loro figli andare in una direzione che non vogliono, anche guardando ai passi indietro che la Cina sta facendo in questi anni sul piano dei diritti umani”.

La rivoluzione di Hong Kong è la rivoluzione del nostro tempo: questo lo slogan dei giovani che lottano per la democrazia. “Vanno in piazza sapendo di poter essere arrestati, colpiti dalla polizia: per loro è una questione di vita o di morte”.

Eppure milioni di persone scendono in piazza, come nella manifestazione di gennaio, quando, per alcune vetrine rotte da persone non riconosciute dagli organizzatori hanno portato alla dichiarazione di illegittimità della manifestazione. E dunque agli arresti.

Una città che ribolle, dunque. Una città in bilico. Una città in cui la Chiesa cresce al ritmo di 4mila battesimi l’anno: “Ci sono però le scuole cattoliche, le più prestigiose della città, e la Caritas che svolge un lavoro capillare nella educazione, nella assistenza, nella cura delle fragilità e nella sanità, istituzioni che hanno un grande impatto culturale e sociale. C’è poi la partecipazione alla liturgia e il forte senso missionario delle comunità cattoliche che fanno crescere la Chiesa di Hong Kong”.

E, con lo sguardo del Vangelo, restano presenza vigilante e segno di speranza, anche per una città in bilico.

 

 

 

 

 

 

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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