Giorno dell’ascolto, una opportunità di crescita che genera comunità

Il 24 gennaio è la Domenica della Parola di Dio: per le parrocchie un’occasione e un invito a rimettere al centro della propria vita i momenti di condivisione delle Scritture che si stanno consolidando sul territorio grazie alla proposta diocesana di incontro settimanale
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La Domenica della Parola che si celebra il 24 gennaio diventa occasione per ricordare che anche la Diocesi Cremona da tempo sta facendo un interessante e intenso lavoro di riflessione sulle Sacre Scritture, che impegna tutte le comunità parrocchiali. Una volta a settimana, infatti, vengono organizzati (in presenza quando possibile o online se lo richiede l’emergenza sanitaria) incontri di dialogo, condivisione, riflessione e meditazione sulla Parola.

Come racconta don Adriano Veluti, moderatore dell’unità pastorale di Casalmorano, «incontrarci ogni lunedì sera – siamo sacerdoti, famiglie, nonni, parrocchiani – è un modo per sentirci uniti nel cammino. Ci siamo accorti di quanto sia davvero importante recuperare il valore dell’ascolto, perché è una grande sfida in questi tempi frenetici, caratterizzati da chiusura e individualismo. L’ascolto apre, aiuta a superare pregiudizi e dà speranza. Ascoltare implica anche una pazienza, perché le relazioni buoni si costruiscono nel tempo. Sia con Dio che tra di noi. Anche se il tempo sembra lento e improduttivo, in realtà costruisce. Ci ridà il gusto delle cose, per imparare di nuovo il senso della gratitudine».

Gli fa eco da Rivarolo Mantovano don Ernesto Marciò: «Ci troviamo il giovedì, online, a leggere dei testi delle Scritture che scegliamo di volta in volta. In questo momento stiamo lavorando sugli Atti degli Apostoli ed è bello perché ciascuno può raccontare di sé a partire dalla propria esperienza confrontandosi con la Parola. Questo aiuta tutti noi ad avere uno sguardo più serio e profondo nei confronti della vita di tutti i giorni».

Anche don Federico Celini, dell’unità pastorale «Madre nostra» di Sospiro racconta entusiasta di questa esperienza settimanale che ormai vede partecipare fedelmente almeno 25 persone. «Ci incontriamo il venerdì sera, ma di settimana in settimana proponiamo il brano di Vangelo su cui riflettere, chiedendo a ciascuno di leggerlo e meditarlo almeno dieci minuti al giorno dopo aver invocato lo Spirito Santo. Così arriviamo al momento di condivisione preparati personalmente. Non è una lectio divina, non è una scuola biblica, ma è la condivisione di quello che la Parola di Dio ha detto in quella settimana alla nostra vita e come l’ha cambiata, per verificare come e se incide davvero. Tutti sono chiamati a condividere quello che hanno scoperto, senza nessun giudizio o pregiudizio».

 

Una sosta di discernimento

«La fede nasce dall’ascolto. La Chiesa, discepola del suo Signore, ha bisogno di evangelizzare continuamente se stessa, per essere riflesso credibile e vivente del Cristo. Non bastano le forme collaudate di incontro popolare con la Parola di Dio nella liturgia e nella catechesi, nelle diverse forme di predicazione. Occorre una sosta frequente dei singoli e della comunità, in cui chiedere proprio alla Parola di Dio di farci guardare con sapienza nel cuore, nella vita, nella Chiesa, nel mondo. È sull’ascolto della Parola che si fonda il discernimento ecclesiale». Così il vescovo Napolioni, ormai un anno fa, ha chiesto a tutta la Diocesi un impegno a lavorare e riflettere sulla Parola un giorno alla settimana con l’iniziativa, appunto, del «Giorno dell’ascolto».

 

Domenica della Parola di Dio, il Papa invita a mettersi in ascolto

Maria Acqua Simi

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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