Giornata per le vocazioni: il materiale in vista della ricorrenza del 25 aprile

Intervista a don Davide Schiavon, incaricato diocesano per la pastorale vocazionale
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Domenica 25 aprile si celebra la 58a Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, dal titolo “La santificazione è un cammino comunitario da fare a due a due” (espressione di Papa Francesco, contenuta nell’esortazione apostolica Gaudete et exsultate). In occasione della Giornata – oltre a presentare il materiale predisposto dal Centro nazionale vocazioni – il centro diocesano vocazioni di Cremona propone quattro schede (per le elementari, le medie, le superiori ed i giovani) tendenzialmente fruibili sia a livello individuale, sia per una riflessione comunitaria disponibili online.

 

A raccontare l’impegno in campo vocazionale della Diocesi di Cremona è don Davide Schiavon, incaricato diocesano per la pastorale vocazionale.

«Il Papa nel suo messaggio – afferma don Schiavon – ha preso come modello la figura di san Giuseppe,  “custode della vocazione”, delineandone la figura a partire da tre dimensioni: il sogno (le decisioni più importanti della sua missione derivarono da sogni ispirati da Dio); il servizio; la fedeltà. Il nostro compito è proprio quello di un accompagnamento silenzioso, discreto, umile ma senza interruzioni». E continua: «Non abbiamo mai smesso di essere vicini ai giovani, perché il cammino vocazionale non è fatto di infatuazioni, ma richiede un lavoro tenace e costante. Le passioni – spiega – le fa scoccare Dio, a noi spetta preparare il terreno e facilitare un’accoglienza. Le grandi chiamate ci sono (pensiamo a san Paolo o a San Francesco), ma attecchiscono dove il cuore è pronto a dire sì. Così nei mesi e negli anni, siamo accanto ai ragazzi in questo lavoro paziente di aiuto a “sintonizzarsi”. Non proponiamo loro scelte, ma un cammino. Ci rivolgiamo a maschi e femmine, offrendo loro testimonianze di vita consacrata, matrimoniale e un dialogo costante per nutrire la fede».

Il lavoro, mai interrotto, proseguirà anche nei prossimi mesi. «Agli adolescenti, prima della pandemia, proponevamo l’esperienza del  “Pozzo di Giacobbe”: settimane corte mensili di convivenza di stampo vocazionale. Quest’anno non abbiamo potuto, ma ci siamo tenuti in contatto raccontandoci esperienze, testimonianze, difficoltà. Abbiamo mantenuto vivo il dialogo e adesso stiamo pensando a un incontro in presenza.  Per i giovani, invece, abbiamo fatto dei collegamenti online con coloro che avevano già aderito al “Gruppo Samuele” (un’esperienza nata per volontà del cardinal Martini a Milano e alla quale ci siamo ispirati)».

Racconta don Davide che questi momenti sono stati occasione di un confronto serrato, tra chi ha ammesso di essere stato spiazzato dalla pandemia perché la sua vita prima si basava solo sulle tante attività o le cose da fare, e chi invece ha scoperto che anche il lockdown poteva essere un’opportunità per riscoprire la preghiera, un ritmo diverso e più umano del vivere.

A tutti i ragazzi è stato messo a disposizione come contributo digitale un’ intervista a Claudia Ciotti, psicologa e direttrice dell’Ufficio Diocesano Vocazioni di Milano (Leggi qui e guarda il video).

«In questi anni il nostro Centro diocesano per le vocazioni ha subito un’evoluzione – chiosa don Schiavon –. Se prima davamo un supporto alle parrocchie che richiedevano il nostro aiuto (la premessa è che la pastorale vocazionale si fa nel territorio, in oratorio, in parrocchia, a catechismo…), successivamente ci siamo messi alla scuola di diocesi come quella di Milano o Como che da anni accompagnavano già i giovani in maniera strutturata. Non abbiamo inventato nulla, ma ci siamo resi disponibili ad accompagnare con modalità nuove la maturazione delle vocazioni, senza forzare nessuno a scegliere per una cosa o per l’altra. Non facciamo proposte esplicite, se non quella di verificare nella propria vita (nello studio, nel lavoro, in famiglia, nella preghiera) la potenza del dire di sì a un Dio che non tradisce».

Maria Acqua Simi

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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