Giornata mondiale del turismo: lavoro dignitoso per i giovani

Nel messaggio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano, in occasione della Giornata mondiale del turismo, si fa appello ai governi perché si offra un lavoro che metta al centro la dignità della persona
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Promossa dall’Organizzazione mondiale del turismo, la Giornata mondiale del turismo, che ricorre il 27 settembre, ha quest’anno come tema: “Il Turismo e il Lavoro: un futuro migliore per tutti”. Un tema – si legge nel Messaggio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano – che richiama l’iniziativa: “Il futuro del lavoro”, voluta dall’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), che quest’anno celebra il suo centenario.

 

Criticità radicate e crescenti

“La scelta di trattare il tema del turismo dalla prospettiva del lavoro appare – si legge nel testo – particolarmente opportuna a fronte delle criticità radicate e crescenti che caratterizzano la dimensione lavorativa della vita per moltissime persone, a tutte le latitudini”. Si mette in luce l’importanza di un “impegno congiunto per assicurare a tutti un lavoro dignitoso, equo, libero, costruito intorno alla persona e alle sue Esigenze primarie di sviluppo umano integrale”. Solo così infatti è possibile raggiungere gli “obiettivi auspicati della pace, la sicurezza, la promozione e l’inclusione sociale”.

Turismo come sviluppo integrale

Ricordando le parole di Papa Francesco sulla dignità del lavoro, pronunciate più volte nell’arco del suo magistero, si richiama anche il messaggio per la Giornata Mondiale del Turismo 2003 di Giovanni Paolo II che sottolineava come il turismo – espressione particolare della vita sociale – sia legato allo sviluppo integrale della persona e ne dovrebbe orientare il servizio. “Ad oggi – scrive il card. Peter Turkson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano – non sono poche le problematicità legate all’esercizio del lavoro nel settore del turismo”, “in molti operano in condizioni di precarietà e talvolta di illegalità, con retribuzioni non eque, costretti ad un lavoro faticoso, spesso lontano dalla famiglia, ad alto rischio di stress e piegato alle regole di una competitività aggressiva”.

No allo sfruttamento del lavoro

Non bisogna poi dimenticare lo sfruttamento del lavoro nei paesi poveri ma ad alta vocazione turistica, dove a trarre beneficio raramente sono i popoli autoctoni. “Inaccettabili – si legge nel testo –  sono anche gli atti di violenza contro le popolazioni che accolgono, l’offesa della loro identità culturale, e tutte le attività che causano il degrado e lo sfruttamento vorace dell’ambiente”. Le opportunità soprattutto per i giovani legate al settore turistico sono “riguardevoli, sia in termini di opportunità di impiego che di promozione umana, sociale e culturale”.

Un fenomeno in crescita

Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) su 11 posti di lavoro nel mondo almeno 1 è generato – direttamente o indirettamente – dal turismo. Costante la crescita del fenomeno che coinvolge milioni di persone, si parla di “un ciclo espansivo, con enormi implicazioni sul piano sociale, economico e culturale, che ha superato le più rosee aspettative”. Nel 1950 i turisti internazionali erano poco più di 25 milioni mentre nel prossimo decennio si stima che potrebbero raggiungere la cifra di 2 miliardi di viaggiatori in tutto il mondo.

Appello per la tutela della persona

La dimensione dell’incontro è uno dei tratti più salienti della crescita del turismo e che “costituisce il primo passo per l’abbandono di pregiudizi e stereotipi e per la costruzione di rapporti improntati all’amicizia”. L’appello del Dicastero alla politica è di favorire il lavoro, particolarmente dei giovani, nel settore del turismo. Un lavoro che metta al centro “la dignità della persona, che si faccia strumento di promozione dello sviluppo integrale di ogni uomo e di tutto l’uomo, che cooperi allo sviluppo delle singole comunità, ciascuna secondo le proprie peculiarità, e che favorisca la creazione di rapporti di amicizia e fraternità tra persone e i popoli”.

Benedetta Capelli

(Fonte: VaticanNews)

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