Emanuele Bellani nuovo presidente diocesano di Azione Cattolica

Ascolto della Parola e cura delle relazioni le priorità del proprio mandato: l'intervista a Bellani
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È Emanuele Bellani, psicologo 39enne originario di Castelleone, ma da diversi anni residente con la famiglia a Romanengo, il nuovo presidente diocesano di Azione Cattolica per il triennio 2020/2023. La nomina è stata decretata dal vescovo Antonio Napolioni sulla base di una terna di nomi propostagli dal nuovo Consiglio diocesano eletto il 28 giugno scorso.«In occasione della assemblea diocesana che il 28 giugno l’Azione Cattolica ha finalmente potuto convocare – sottolinea l’assistente unitario don Gianpaolo Maccagni – si è percepito un grande desiderio di ripartire e la volontà di mettersi generosamente a servizio della chiesa cremonese, per sostenere il suo cammino di ascolto della Parola e di discernimento pastorale.  Sono certo che il nuovo Consiglio con il neopresidente Emanuele saprà guidare l’Associazione per il prossimo triennio perché continui ad essere una presenza laicale preziosa per la crescita della comunione con tutte le componenti della chiesa diocesana e per un rinnovato annuncio del Vangelo».

Classe 1981, originario di Castelleone, Emanuele Bellani da anni si è trasferito a Romanengo dove vive con la moglie e i figli di 15 anni e 10 mesi. Psicologo, esercita l’attività come libero professionista collaborando in particolare con il consultorio di Treviglio-Caravaggio, l’Università Cattolica di Brescia e altri enti di formazione, pubblici e privati, dell’area milanese.

Il suo legame con Azione Cattolica è consolidato nel tempo, sin da quando, da bambino, all’oratorio di Castelleone ha vissuto l’esperienza dell’Acr. Dopo le superiori la partecipazione associativa l’ha portato ad assumere un ruolo più marcatamente educativo. Negli anni non sono mancati impegni di responsabilità come l’incarico di responsabile diocesano Acr, per due mandati, quello di presidente dell’Ac parrocchiale di Romanengo o quello di referente per la vecchia Zona pastorale 3 e poi per la nuova Zona 2.

Ora un ulteriore importante tappa nel cammino associativo nella veste di presidente diocesano. Una nomina accolta «con grande senso di responsabilità», ma anche con un po’ di quella sana preoccupazione che un ruolo così importante porta con sé. «Sicuramente sarà un bell’impegno – confida Bellani – e non penso tanto al tempo che richiederà, ma per la responsabilità che mi è richiesta per l’Associazione e per la Chiesa».

Per il nuovo presidente diocesano Azione cattolica è anzitutto «libertà». «Libertà di pensare, di proporre le proprie idee, di esserci, di impegnarsi e saper prendersi responsabilità, con tutto ciò che questo comporta», spiega Bellani che guarda all’associazione senza fare troppe distinzione con il concetto di comunità, nella consapevolezza che per Azione Cattolica il rapporto con il territorio è fondante e identificativo.

Certo, anche a motivo del contesto post-Covid, ci sarà sicuramente da ripensare la vita della comunità e dunque anche quella dell’associazione. Ne è convinto il nuovo presidente dell’Ac diocesana che, a fronte di una modalità di impegno che troppo spesso si traduce in sterile iperattivismo, auspica un attento ritorno all’essenziale. In tal senso sono due le priorità che individua guardando al futuro. «Anzitutto una riscoperta e valorizzazione della Parola di Dio – spiega -, che vuol dire riflessione, preghiera, interiorizzazione e messa in pratica». E poi la cura delle relazioni, «tra le persone, all’interno della comunità, nella prossimità e nel vicinato».

Proprio l’esperienza del gruppo e del crescere insieme per Bellani è stata esperienza fondante dell’essere in Azione Cattolica, e in particolare nell’Acr, il grande amore che ancora occupa una parte consistente del suo cuore. Nel suo mandato non mancherà certo un’attenzione particolare per questo settore, immaginando un rilancio dell’esperienza rivolta ai più piccoli, con uno sguardo anche al mondo digitale che, a suo parere, deve essere abitato da adulti ed educatori proprio come ulteriore spazio per le relazioni, in quanto luogo in cui le giovani generazioni sono presenti.

Tra i primi impegni del nuovo Consiglio diocesano ci sarà, durante l’estate, l’individuazione e la nomina dei vari responsabili di settore, per iniziare poi una programmazione che certamente dovrà tenere presente delle tante incognite di questo tempo. Particolari appuntamenti in agenda per ora non ce ne sono: i campi estivi sono stati tutti annullati, ma c’è la speranza di poter recuperare a ottobre almeno il campo “Giovani”.

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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