Dialogo tra Chiesa e Politica per un territorio attento alle proprie ricchezze e vicino alle persone (Audio e Foto)

Il vescovo di Cremona con quello di Crema insieme agli amministratori del territorio per una Chiesa e una Politica sempre più recettive delle esigenze del “fratello” e delle potenzialità del territorio
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Il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, e il vescovo di Crema, mons. Daniele Gianotti, nella mattinata di domenica 1° dicembre hanno incontrato gli esponenti del mondo politico, sociale, economico e del volontariato del territorio in un momento di riflessione circa alcune tematiche calde, che intercettano trasversalmente tanto la politica quanto la spiritualità e la fede.

L’evento, organizzato dai rispettivi Uffici diocesani per la Pastorale sociale e del lavoro, guidati dal mantovano Sante Mussetola e dal cremasco don Gabriele Frassi, si è tenuto presso la scuola media “Enrico Fermi” di Pizzighettone, continuando in modo inedito la tradizione di inizio Avvento della Diocesi di Cremona.

La novità di quest’anno ha rappresentato un esperimento interessante e unico nel suo genere, probabilmente l’inizio di una futura serie di collaborazioni. L’obiettivo, infatti, è una «riflessione globale su come viviamo il nostro territorio insieme ad altre diocesi della bassa Lombardia (Crema, Lodi, Vigevano e Pavia)», ha spiegato il vescovo Napolioni, supportato dal vescovo Gianotti.

I due vescovi hanno invitato quindi a vivere e condividere criticità e punti di forza di realtà vicine e simili tra loro. Tuttavia «non spetta alla Chiesa fare politica o sociologia», ha incalzato subito mons. Napolioni, il quale ha definito l’incontro come una “sosta familiare”, che serva a tutti per ragionare su come intraprendere un cammino davvero generativo di bontà e bellezze per il nostro territorio.

I due relatori hanno così proposto e discusso il tema controverso della fratellanza, provocando gli amministratori a partire dall’analisi di alcuni estratti del “Documento sulla Fratellanza Umana per la Pace mondiale e la Convivenza”, firmato a due mani da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayeeb.

Molteplici sono state le tematiche dibattute dai due vescovi e dal pubblico, dalla centralità della famiglia alle falle del sistema finanziario, dalle conseguenze etiche del progresso tecnologico al recupero dei valori tradizionali, dal fenomeno migratorio al ripensamento di un’etica comune che non sia “figlia della paura”.

Riflessione del vescovo Napolioni

Il filo conduttore delle testimonianze, ripreso poi anche dal vescovo Gianotti durante l’omelia, nella Messa celebrata nella chiesa di San Bassiano, è stato proprio l’incontro con l’altro, con il fratello, punto di partenza e di arrivo di ogni buona relazione ma anche amministrazione. Nella prima domenica d’Avvento inizia un cammino che «ci invita a guardare alla venuta del Signore Gesù, che viene a noi nell’altro, nel fratello», ha affermato il vescovo di Crema, che ha suggerito che «la grazia che possiamo chiedere è di essere più attenti, più disponibili, meno frettolosi e meno superficiali». Dunque tale grazia diventa anche un invito carico di speranza (rivolto non solo agli amministratori, ma alla comunità intera) a saper intravedere la ricchezza dell’altro, del fratello, sia esso concittadino oppure proveniente da un’altra parrocchia, diocesi, città o nazione. Perché, come insegna Papa Francesco, sia rinnovato l’impegno a “costruire ponti, non muri”.

Omelia del vescovo Gianotti

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Andrea Bergonzi

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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