Cura delle fragilità ed ascolto della Parola nel cuore della visita del Vescovo a Bozzolo e San Martino dall’Argine

Un'occasione di incontro, conoscenza e rilancio pastorale per le due comunità del mantovano
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Il Vescovo Antonio Napolioni arriva puntuale a San Martino dall’Argine venerdì 7 febbraio. Nessun cerimoniale, affabile e semplice nei modi, rivolge le prime parole agli anziani perché “radici della comunità” e vicini alla meta, al “rifugio” sicuro in fondo alla “via perfetta di Dio” che ci aspetta.

Quando si rivolge a tutti nel solenne canto del Vespro, ci chiama al discernimento comunitario, per “assaporare meglio chi siamo agli occhi di Dio,  per scoprire in lui Gesù” ed essere, nel cuore, “popolo in festa”, “cenacolo di discepoli missionari” nella unità pastorale, operosi in spazi aperti al dialogo ma sommessi, perché risalti la presenza di Dio.

Ai membri dei Consigli pastorali ricorda che “La Parola ci chiama, ci interpella, ci illumina” e nell’incontro stravolge ogni formalità, sollecitando sapientemente la riflessione sull’ essere sale e luce, segno di speranza in una società oscurata che fatica a trovare Gesù. Ci sollecita perché  è  urgente “rievangelizzarci”,  sfidando diversità e complessità in comunione e nell’ascolto di Gesù.

Ai bambini incuriositi dalla papalina violacea racconta della crisi adolescenziale quindi della gioia di aver ritrovato se stesso e il Signore nell’esperienza scout e ai capi consiglia di mantenere vivo questo spirito, in un cammino di fede da tramandare, al passo coi tempi e con una visione di insieme.

Loro, commossi, lo salutano nella celebrazione eucaristica di oggi donandogli la cenere dell’ultimo bivacco, simbolo della fragilità umana ma augurio di buona strada da percorrere con ardore e passione.

Infine l’indirizzo pastorale lasciato alle Parrocchie riunite, nella solennità di un gesto che non lascia spazio a diverse interpretazioni: il Vangelo passato di mano in mano, da lui ai preti, fino ai bambini, perché arrivi di casa in casa e ognuno si faccia Chiesa missionaria e discepola, sale della terra e luce del mondo.

Omelia della Messa conclusiva

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Nel programma della visita pastorale una speciale attenzione è stata riservata alla realtà socio–sanitaria ed assistenziale.

«La valle dell’Oglio, culla di educatori, da Ferrante Aporti a don Primo Mazzolari – afferma il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio – è incubatoio di cooperazione, volontariato, cura ed accoglienza, rilanciate dalla Rerum Novarum, nella carità e solidarietà del territorio, con una storia ricca di realizzazioni concrete». Si tratta delle Case di Riposo, Domus a Bozzolo e Baguzzi–Dassù a San Martino, e l’Ospedale, vero valore identitario per la comunità. «È sorto nel Quattrocento nel futuro quartiere Trinità ad opera dei “Disciplini” – continua il Sindaco – contro le volontà di Vespasiano Gonzaga non fu mai trasferito al Tribunale ma in Borgo Lungo (ora via Bonoldi). Identità non solo e non tanto per testimoniare quel quarto di nobiltà di Provincia napoleonica, sede di Tribunale – Ospedale secondo solo al Poma di Mantova – quanto per garantire al Presidio Multifunzionale di Riabilitazione continuità e specialità di cura dopo il taglio della qualifica “per acuti”, la fuga a Mantova ed ora pare a Pieve di Coriano, distante 75 chilometri, della Riabilitazione Cardiorespiratoria».

Il destino della struttura ospedaliera è in divenire. «Assegnati i lavori del POT (Presidio Ospedaliero Territoriale) dotato di medici di base e specialisti, di Consultorio, mantenendo l’organico, si attende il recupero dell’intera struttura – sottolinea Torchio – dal chiostro ai pluviali, da troppo in lista d’attesa, alla funzionalità piena di Radiologia, all’incremento dei posti per sub–acuti, al potenziamento riabilitativo, ematico e dei prelievi anche grazie al supporto concreto di Ail ed una prospettiva al Centro Medico San Restituto, con la nuova gara di prossima assegnazione».

E aggiunge una nota per il legislatore: «Incombenze quali relazioni sismiche, guardie mediche interne, reti di fibra ottica, aggiunte al taglio dei disabili gravi, lievitano gli oneri di migliaia di euro annui sulle rette di degenza nelle Case di Riposo. Si rischia di indebolire quella rete di solidarietà a cui ha concorso storicamente la presenza religiosa sia nell’assistenza che nell’educazione». Aspetto non irrilevante nel leggere la storia dell’impegno cristianamente orientato a servizio della collettività.

 

Dal punto di vista pastorale è il Parroco moderatore dell’Unità don Luigi Pisani a cogliere il cuore della Visita del vescovo Napolioni a Bozzolo e San Martino dall’Argine, come occasione di conoscenza, verifica e nuova proposta:

«La visita pastorale del Vescovo a una comunità parrocchiale serve per mettere un po’ tutti «sull’attenti» e rispolverare alcuni atteggiamenti tipici del credente: lasciarsi radunare, saper ascoltare, imparare a discutere, decidersi per un impegno nella realizzazione delle scelte concordate e condivise. Così penso sia stato per le nostre comunità di Bozzolo e S. Martino dall’Argine – da poco tempo messe insieme per formare un’Unità pastorale – che hanno accolto con gioia il Vescovo Antonio.

Sotto la presidenza e l’accompagnamento del Pastore abbiamo riflettuto essenzialmente su due ambiti: la verifica del cammino di Unità pastorale e la proposta di «nuova evangelizzazione» per gli adulti. Sul primo tema le difficoltà, evidentemente, sono emerse da subito. Ma potremmo anche timidamente dire siano state affrontate con serenità e speranza. I primi passi condivisi hanno interessato la liturgia, con il ritrovo periodico dei gruppi liturgici per l’animazione dei momenti forti dell’anno liturgico e delle ricorrenze, per la cura del canto liturgico, per vivere insieme il Triduo pasquale. Nel settore catechistico unitaria è divenuta la formazione dei catechisti del percorso catecumenale vissuto in ambedue le Parrocchie, l’animazione della Messa dei ragazzi nella celebrazione della Eucaristia domenicale, gli incontri con i genitori del cammino catecumenale (alcuni svolti insieme, altri nelle singole parrocchie).

La vita degli oratori si è organizzata insieme, con due grandi iniziative estive: Grest e campiscuola. Preparazione e formazione degli educatori vengono attuate insieme e secondo l’indicazione diocesana. Unitaria è anche la conduzione legale ed economica dei due bar degli Oratori.
Condivise sono anche la visita agli ammalati, la benedizione delle famiglie ogni anno con l’aiuto di sacerdoti e suore, il giornalino parrocchiale che esce con diversa intestazione ma riporta alcuni articoli in comune.

Questo è il cammino già intrapreso e sperimentato. Non privo di difficoltà, ma anche di soddisfazioni e di speranze. Problema aperto: la parrocchia di S. Martino richiederebbe la presenza stabile di un sacerdote per un riferimento più frequente per la gente. Cosa che attualmente si realizza solo in due giorni alla settimana.
Riguardo l’evangelizzazione i sacerdoti sono impegnati nella catechesi per i ragazzi della scuola elementare e media, in un appuntamento metodico di catechesi con adolescenti e giovani (novità recente e significativa). Una scelta non priva di difficoltà ma da sostenere con assiduità e determinazione.

Diversa è la situazione del mondo adulto: a Bozzolo in parrocchia è già attuato un cammino di catechesi per adulti, limitata ad alcuni periodi forti dell’anno. A San Martino – tuttavia – tale proposta non ha avuto successo. L’occasione della Visita pastorale è stata quindi preziosa per un’ulteriore proposta di nuova evangelizzazione, nella forma dei «Centri di ascolto» ospitati in alcune famiglie, convocando i residenti più prossimi. Un tentativo da sperimentare suddividendo adeguatamente il territorio in una decina di punti di ritrovo, sotto la guida e l’accompagnamento di un sacerdote, di una suora o di un laico che precedentemente abbiano concordato temi e modalità.

Un’esperienza ovviamente da sottoporre a verifica e aggiornamento per renderla sempre più idonea all’obiettivo di raggiungere una più ampia accoglienza di adulti rispetto a quanto la catechesi tradizionalmente condotta in parrocchia abbia ottenuto. Un progetto sul quale invocare la benedizione del Signore.

 

La riflessione è dunque centrata sulla dimensione Unitaria, come sottolinea Emilia Gazzoni, educatrice e catechista:

«Pur nella diversificazione di significati attribuiti all’unità pastorale, il concetto in sé si struttura in una mappa di parole–chiave imprescindibili che richiedono una nuova idea di sistema ecclesiale. Comunione e missione «profondamente coniugate tra loro… al punto che la comunione rappresenta la sorgente e insieme il frutto della missione» (Giovanni Paolo II – Esortazione apostolica Christifideles laici, 32) delineano il percorso da seguire per una Chiesa già chiamata a riflettere sui cambiamenti epocali della società.

Se articolate nella «vita domestica» delle parrocchie in unità, comunione e missione diventano efficaci nella misura in cui nel territorio si procede con logica integrativa in progetti interparrocchiali di ministerialità diffusa dove laici e presbiteri possano esprimere al meglio la propria vocazione. Ma non «da necessità virtù» nasce l’unità pastorale, perchè è un dato di fatto il calo dei preti che faticano a garantire impegni e messe. C’è necessità invece di una «nuova cristianità», di un «alfabeto essenziale» per «irradiare la fede» e perché «tutti abbiano l’abbondanza della vita in Cristo, la gioia del Vangelo, la possibilità di relazioni fraterne» (mons. Antonio Napolioni, Linee pastorali 2019–2020).

Con decreto vescovile del novembre 2018 si è costituita l’unità pastorale tra Bozzolo e San Martino dall’Argine, comunità mantovane della Diocesi di Cremona, a poca distanza l’una dall’altra, in un territorio già caratterizzato da interazioni e scambio di risorse. Siamo in cammino, a piccoli passi stiamo affrontando un passaggio culturale impervio, più o meno consapevoli che la questione riorganizzativa non è la meta. Per procedere nella giusta direzione e non lasciare intentata questa occasione di forte crescita cristiana, dobbiamo dotarci di un rinnovato fervore spirituale, di una visione prospettica di fede, di una più incisiva missione evangelica».

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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