Anche i catechisti cremonesi a S. Pietro per l’incontro giubilare con il Papa

Dal 23 al 25 settembre i pellegrini hanno vissuto nella Capitale un itinerario di preghiera e approfondimento
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L’anno giubilare della misericordia ha visto protagonisti i catechisti di tutto il mondo. Tra loro anche una settantina che da varie parti della diocesi si sono recati in pellegrinaggio a Roma per ritrovare nel mistero della misericordia di Dio la sorgente del proprio ministero.

Punto culminante dei giorni romani è stata la celebrazione dell’Eucaristia presieduta da Papa Francesco domenica 25 settembre in piazza S. Pietro: ai catechisti ha chiesto di essere persone che non si trincerano, ma che sanno farsi portatori di gioia e speranza; uomini e donne che non distolgono lo sguardo da chi bussa alla loro porta e che non cercano il proprio interesse, ma generosi e pronti nel servizio.

Omelia di Papa Francesco

Per giungere preparati a questo incontro con il Papa e con i catechisti di tutto il mondo, i pellegrini cremonesi hanno percorso un lungo itinerario di preghiera e approfondimento.

Venerdì 23 settembre il gruppo diocesano ha percorso via della Conciliazione per attraversare la porta santa ritmando il cammino con salmi e canti: i catechisti che in tutta la storia hanno dato la vita per l’annuncio del Signore risorto sono stati la compagnia silenziosa ed eloquente al tempo stesso dei pellegrini, che si sono sentiti rinfrancati e sorretti nell’incontro con la misericordia di Dio.

Un lungo cammino, anche in termini di chilometri percorsi, ha occupato l’intera giornata di sabato 24 settembre, dedicata alla visita dell’Urbe e dei suoi tesori per scoprire nelle testimonianze artistiche e di fede della capitale un messaggio che ancora oggi interpella. I catechisti cremonesi hanno pregato Maria, madre di Dio e immagine della Chiesa madre, nella Basilica di S. Maria maggiore. Gli splendidi mosaici che la impreziosiscono hanno permesso di fare memoria della storia della salvezza, che vede tutti protagonisti, perché incamminati verso la Gerusalemme celeste. E la chiesa del Risorto, quella fatta da coloro che quotidianamente testimoniano la loro fede e vivono la sequela seguendo l’Agnello, pastore delle pecore, è stata visivamente regalata dai mosaici di S. Prassede, luogo dove è viva e vibrante anche la memoria dei martiri.

Significativo e provocante anche l’incontro con alcuni luoghi che parlano della vita della Chiesa: quella povera per i poveri a S. Carlo alle Quattro Fontane, quella che ha vissuto per secoli un rapporto ambiguo con il potere nei palazzi e nei monumenti voluti dai papi del periodo barocco, quella inquieta e in riforma del Caravaggio e del Borromini.

Non poteva mancare una sosta prolungata davanti alla vicenda dell’apostolo Matteo fissata sulla tela dal Caravaggio che con la sua Vocazione ha ricordato un passo degli Orientamenti della catechesi Incontriamo Gesù: “L’amore, in particolare, è l’irruzione di una gratuità di cui si ha assolutamente bisogno e che non si può affatto meritare: costituisce un venire nuovamente al mondo, un essere generati a una nuova identità nella linea della reciprocità. L’amore è uscita coraggiosa da sé, che ridefinisce chi si fida; è un andare verso gli altri e accoglierne la diversità, un superare, nell’incontro, l’incertezza della propria identità e la solitudine delle proprie sicurezze” (n. 39).

Tutta questa ricchezza si è fatta preghiera e ascolto nella Basilica di S. Paolo fuori le Mura dove quattro catechisti di diverse nazioni hanno raccontato la propria storia (un catechista del Mozambico che ha conosciuto il rapimento e la guerra; una giovane catecumena francese che ha incontrato una Chiesa dal volto accogliente; un sacerdote sordocieco impegnato perché tutti i disabili si sentano a casa nella comunità cristiana; un catechista italiano) e dove i pellegrini di tutto il mondo hanno elevato la preghiera del Vespro.

L’inizio di un nuovo anno catechistico non poteva essere più ricco e più stimolante.

Due i pullman partiti alla volta della Capitale. Il gruppo più consistente era quello della comunità di S. Agata e S. Ilario in Cremona, con il nuovo parroco don Irvano Maglia. Numerosi anche i caravaggini e il gruppo di Castelverde, con il parroco don Roberto Rota, responsabile del Segretariato diocesano pellegrinaggi, che ha guidato l’esperienza romana insieme all’incaricato diocesano per la Catechesi, don Luigi Donati Fogliazza. Tra le altre parrocchie che hanno preso parte al pellegrinaggio con alcuni catechisti Antegnate, Masano, Fornovo, Pandino, Ostiano, Gadesco, Dosimo, Calvatone e Rivarolo Mantovano.

Photogallery del pellegrinaggio

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