Con la “Candelora” chiusa la visita pastorale a Calvatone, Tornata e Romprezzagno (Audio e tutte le Foto)

La visita del Vescovo era iniziata venerdì con l'incontro con i giovani nella festa di san Giovanni Bosco
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«Non sono qui per giudicare, ma per incontrare Cristo insieme a voi.» Così il vescovo Antonio Napolioni si è presentato, venerdì 31 gennaio, nella chiesa di Calvatone, durante la solenne celebrazione di apertura della visita pastorale nell’unità pastorale di Calvatone, Tornata e Romprezzagno. Ma la visita pastorale per la comunità è iniziata ben prima di questi tre giorni. Le tre parrocchie, infatti, si sono preparate all’arrivo del Vescovo attraverso i cenacoli di preghiera pomeridiani e i centri di ascolto del Vangelo serali nelle case, che hanno accompagnato l’attesa nei mesi di dicembre e gennaio. In questi momenti si è avuto modo di affrontare i temi della famiglia e della comunità e interrogandosi su che cosa aspettarsi dalla visita pastorale.

Le aspettative non sono state deluse e la Visita si è rivelata davvero un incontro familiare e non formale. Ciò che si è approfondito e maturato ha portato a pensare che si deve vivere la fede non come una serie di incontri programmati e obbligatori, ma come sperimentazione dell’Incontro per eccellenza, quello con il Signore; e durante questa visita si è vissuto davvero!

Il Vescovo, infatti, non si è risparmiato e si è reso disponibile a incontrare ogni piccola grande realtà delle tre comunità. Dall’appuntamento con i giovani, in cui ci si è confrontati sul tema del servizio, attraverso la riscoperta della vita di una santa, che nella mente di tutti noi resta però sempre una madre, madre Teresa di Calcutta; all’incontro gli anziani e gli ammalati, con i sindaci e le autorità locali e, in ultimo, con il consiglio pastorale e i catechisti. Il cuore della visita pastorale è stato sabato pomeriggio con i bambini e le famiglie, accuratamente seguiti da animatori e catechisti.

Parola chiave di questi tre giorni è stata “luce”, che ha trovato il suo culmine nella processione per la festa della candelora. Nel giorno in cui si ricordava la presentazione di Gesù al tempio, chi meglio dei bambini, portando le fiaccole all’altare, poteva incarnare questo messaggio di luce e di speranza per le comunità. L’augurio del Vescovo è stato quello di continuare con lo stesso entusiasmo, rinsaldati da questa esperienza che ha fatto bene a tutti.

Omelia del vescovo Napolioni

Caterina Boudir e Annachiara Pini

Photogallery della tregiorni (di Luca Ottoboni)

 

L’unità pastorale di Calvatone, Tornata e Romprezzagno è stata costituita nel settembre del 2005, tra le parrocchie di Santa Maria Immacolata a Calvatone, Sant’Antonio e Ambrogio a Tornata e San Francesco in Romprezzagno. In precedenza vi era già stata una collaborazione tra le parrocchie di Calvatone e Romprezzagno, perché il parroco di Calvatone, per un certo periodo, è stato anche amministratore parrocchiale di Romprezzagno. Si trattava però di una collaborazione non strutturata, limitata unicamente ad alcuni momenti liturgici comuni. A guidare la nuova unità pastorale sono stati chiamati don Vincenzo Cavalleri, parroco di Calvatone dal 2003, in qualità di moderatore e don Bruno Grassi in qualità di parroco in solido, proveniente da Vailate. Le parrocchie di Tornata e Romprezzagno in quel momento erano vacanti dopo il trasferimento del parroco don Giovanni Aresi ad altro incarico. Il cammino, soprattutto nei primi anni, è stato graduale. Poi si è dato vita ad un unico cammino di catechesi, con celebrazioni comunitarie dei sacramenti. Si è quindi arrivati alla formazione di un Consiglio pastorale unitario e sono state programmate iniziative soprattutto per quanto riguardava la pastorale dei bambini, adolescenti e giovani, più disponibili ad incontrarsi e a mettersi insieme rispetto agli adulti.

Il cammino ha avuto un nuovo impulso con l’arrivo dell’attuale e unico parroco per le tre comunità. Dal 2015 a guidare l’intera unità pastorale è stato chiamato don Massimo Sanni. Con la sua guida è ripreso il cammino iniziato un decennio prima e, pur preservando e valorizzando le esperienze e le tradizioni di ogni singola comunità, si è cercato di dare un’unica impostazione ai diversi ambiti pastorali con iniziative comuni e valorizzando, sempre in modo unitario, le tappe più importanti dell’anno liturgico. Dopo il primo periodo, è stato rinnovato il Consiglio Pastorale con la formazione delle diverse commissioni e si è dato avvio al nuovo cammino di iniziazione cristiana, secondo il metodo catecumenale e si sono valorizzati i mezzi della comunicazione per poter informare e raggiungere tutti gli appartenenti alle tre comunità: unico foglio degli avvisi settimanali, unico periodico di collegamento e non da ultimo il sito internet.

 

L’esperenza dei «cenacoli» 

Perché la comunità – l’essere comunità – torni ad essere una risorsa per la famiglia, sempre più sola e isolata nella situazione liquida del nostro tempo. E perché così la famiglia sia una scialuppa di salvataggio per il nostro tempo.  La riflessione prende il via da quando, le tre parrocchie di Calvatone, Tornata e Romprezzagno si sono ritrovate ancor più strette e alcune celebrazioni chiedevano una scelta precisa. Fra queste quella degli anniversari di matrimonio. Ogni parrocchia desiderava molto tenere la sua. Più che restringere ad una sola chiesa il tutto, si è scelto di allargare la riflessione. E da «festa degli anniversari» si è scelto di parlare di «festa della famiglia» che con il tempo nel proprio cartellone ha cercato di richiamare l’attenzione su punti nevralgici e di forza dell’essere famiglia. A beneficio di tutte le comunità. Ecco perché quando ci si è ritrovati con il vescovo per scegliere un tema al Consiglio pastorale è sembrato giusto continuare in questa direzione. Sono nati così, per i mesi di dicembre e di gennaio sei appuntamenti di duplice significato: nel pomeriggio cenacoli di preghiera per le famiglie e alla sera centri di ascolto nelle case. Così la preghiera comunitaria ispirata dalla lettura del Vangelo trova collocazione in luoghi non solo fisici, ma anche pastorali, per quanto “decentrati” dall’ambiente parrocchiale, con lo stile della «Chiesa in uscita» a cui spesso richiama papa Francesco.

Nel contesto della visita ancora una volta ci si è ritrovati come famiglie per un momento di preghiera e ascolto e il Consiglio pastorale ha condiviso le sue riflessioni con il vescovo. Certi che se il dato numerico è da leggere con pazienza, il dato qualitativo è sempre confortante. Pregare e accogliere la Parola: Gesù presente nelle case. Cosa di meglio? Cosa di più significativo?  All’interno dell’unità pastorale, piccola ma vivace, si è sperimentato che la preghiera nelle case non è qualcosa che «non si fa più», ma piuttosto qualcosa che «si fa, e anche meglio, anche se in un altro spazio».

Sarà così anche per l’itinerario per famiglie che inizierà a febbraio e arrivando a maggio solleciterà le famiglia, in modo particolare i coniugi (ma un pensiero anche al tempo del fidanzamento e alla situazione della convivenza) a «ripensare e ripensarsi». Così è stato individuato l’itinerario «Ripensare l’amore»: sarà la continuità pastorale della visita, preparata dai cenacoli e condivisa dalle nostre comunità. Giorno dopo giorno.

don Massimo Sanni
parroco di Calvatone, Romprezzagno e Tornata

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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