Colletta alimentare, sul territorio raccolte ben 43 tonnellate di cibo delle 8.100 donate in tutta Italia per l’equivalente di 16 milioni di pasti (Video e Foto)

La generosità è stata tanta, come la fantasia dei volontari per proporre alla gente di aderire a questa iniziativa: lo dimostra anche il video del coro Gioventù Alpina che hanno rivisitato per l’occasione uno dei canti più noti della tradizione
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Bersaglieri, alpini, mamme e papà, bambini, nonni, pensionati, studenti di tutte le età: come ogni anno uno dei gesti di carità più belli sul territorio nazionale è riuscito a radunare anche a Cremona un esercito di volontari che, distribuiti in tantissimi supermercati del territorio cremonese-casalasco, hanno aderito alla Giornata della Colletta Alimentare. La generosità è stata tanta, la fantasia dei volontari per proporre alla gente di aderire a questa iniziativa ancora più grande. Come dimostra il video qui sotto: sono i ragazzi cremonesi del coro Gioventù Alpina, che hanno rivisitato per l’occasione uno dei canti più noti della tradizione.

E il risultato di tutto questo è stato ancora una volta straordinario: nella nostra realtà territoriale sono state raccolte ben 43 tonnellate di cibo, che sarà distribuito a oltre trenta associazioni caritative locali che quotidianamente durante l’anno si occupano del sostegno alle famiglie povere con una serie di aiuti, tra cui appunto la distribuzione dei pacchi alimentari.

Ed è giusto riportare anche il dato finale nazionale, perché anche i numeri possono dire tanto. Il 30 novembre in Italia sono state raccolte 8.100 tonnellate di cibo, l’equivalente di 16 milioni di pasti. Numeri in linea con i risultati consolidati negli ultimi anni: quanto raccolto, insieme a quanto recuperato dal Banco Alimentare nella sua ordinaria attività durante tutto l’anno, sarà distribuito a circa 7.500 strutture caritative che assistono oltre 1,5 milioni di persone in tutto il Paese.

«Siamo stupiti dalla quantità di gente che ha deciso di rispondere sì. Dai volontari a chi ha donato parte della sua spesa per i più poveri. Quella del Banco Alimentare è una macchina di bene, che non smette di generare altro bene. Siamo commossi ogni anno sempre di più», racconta Pietro, con indosso la sua pettorina gialla.

Quello della Colletta del resto è un gesto elementare e alla portata di tutti: si tratta di donare  un pacco di pasta, una scatola di tonno, una bottiglia di olio. Un gesto che ricorda che la povertà morde tante persone – sono 5 milioni, secondo l’Istat, quelli che vivono in questa condizione – e insieme testimonia che è possibile essere uniti, almeno per un giorno, nell’aiutarle.

E unisce davvero tutti, ovunque. Basti pensare che quest’anno anche dieci penitenziari italiani hanno aderito e i detenuti hanno offerto generi alimentari acquistati nei giorni precedenti depositandoli nei carrelli portati dai volontari del Banco Alimentare.

Nella moschea di via Padova a Milano, a Firenze e a Catania la Colletta è stata proposta ai musulmani riuniti in preghiera come possibilità di partecipare a un gesto di bene che non conosce confini di etnia e di fede.

«Anche quest’anno abbiamo avuto la riprova che si può vivere un gesto di solidarietà in qualunque condizione ci si trovi; non c’è situazione che possa mortificare il nostro desiderio di bene. Come ci ha recentemente richiamato il Papa, “…fissiamo lo sguardo sull’essenziale che non ha bisogno di tante parole”: proprio in questa prospettiva i numeri acquistano il loro più pieno significato» – ha dichiarato Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare.

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Maria Acqua Simi

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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