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Domenica 18 ottobre la canonizzazione con il Papa in piazza S. Pietro Il 25 Messa di ringraziamento a Cremona
A novembre peregrinazione del corpo del Santo in diocesi

La mattina di domenica 18 ottobre, alle 10.15 in piazza San Pietro, in Vaticano, Papa Francesco celebrerà il rito di canonizzazione di quattro nuovi santi: tra questi il sacerdote cremonese don Vincenzo Grossi (Pizzighettone 1845 – Vicobellignano 1917), fondatore dell’Istituto delle Figlie dell’Oratorio, proclamato beato da Papa Paolo VI il primo novembre dell’Anno Santo 1975. Molti i cremonesi che parteciperanno alla solenne celebrazione, a partire dalle parrocchie che hanno un particolare legame con il Santo o l’Istituto da lui fondato. A guidare la delegazione diocesana sarà il vescovo di Cremona, mons. Dante Lafranconi.

Insieme a don Vincenzo Grossi saranno canonizzati Maria dell’Immacolata Concezione (superiora generale della Congregazione delle Sorelle della Compagnia della Croce) e Ludovico Martin e Maria Azelia Guérin (genitori di santa Teresa di Gesù Bambino, più conosciuta come santa Teresa di Lisieux).

La Messa di canonizzazione, grazie alla collaborazione con TRC (il centro televisivo della diocesi cremonese) e in sinergia con TelePace, sarà trasmessa in diretta su Cremona1 (canale 211 del digitale terrestre) e in streaming sul nostro portale. Un maxi schermo con la diretta dell’evento sarà allestito nella chiesa di S. Giuseppe, a Pizzighettone, dove nel pomeriggio, alle 17, nella chiesa di S. Bassiano, sarà celebrato il Vespro solenne.

All’indomani della canonizzazione, sarà celebrata a Roma la Messa di ringraziamento: l’appuntamento è alle 9.30 presso la basilica di S. Giovanni dei Fiorentini (di cui è cardinale titolare l’arcivescovo di Bologna Caffarra). Saranno presenti i vescovi di Cremona e Lodi, con i fedeli delle rispettive diocesi, insieme alle Figlie dell’Oratorio con il Consiglio e la superiora generale, madre Rita Rasero. Un luogo scelto non a caso: qui, infatti, per dieci anni fu parroco san Filippo Neri, fondatore della Congregazione dell’Oratorio, cui don Grossi si ispirò dando vita all’Istituto delle Figlie dell’Oratorio. Al termine della Messa il gruppo cremonese si sposterà nella vicina parrocchia di S. Maria in Vallicella per la vista alle Camere di san Filippo Neri.

Altra Messa di ringraziamento per la canonizzazione di don Vincenzo Grossi sarà celebrata dal vescovo Lafranconi a Cremona, in Cattedrale, domenica 25 ottobre (ore 11).

All’inizio di novembre un ulteriore momento di particolare significato, che coinvolgerà le comunità di Regona di Pizzighettone, Vicobellignano e Gombito dove, a partire dal giorno della memoria liturgica del nuovo Santo (7 novembre), potranno essere venerate le reliquie del corpo di don Grossi, solitamente conservate a Lodi nella cappella della Casa madre delle Figlie dell’Oratorio.

Il corpo del Santo arriverà a Regona di Pizzighettone nel pomeriggio di sabato 7 novembre: prevista la processione dal piazzale del cimitero sino alla chiesa di S. Patrizio. Alle 21 la solenne Messa presieduta dal vescovo Lafranconi e concelebrata dai sacerdoti di Pizzighettone e della Zona. Dalle 23 veglia di preghiera notturna, fino alle ore 8 di domenica 8 novembre.

Dopo le Lodi mattutine, l’urna di don Grossi sarà trasferita a Vicobellignano, dove alle 11 il Vescovo presiederà una solenne Eucaristia. Alle 16.30 la celebrazione del Vespro.

Prima del ritorno alla Casa madre delle Figlie dell’Oratorio, a Lodi, l’urna farà tappa anche a Gombito, dove si canteranno i Vespri e sarà esposta l’Eucaristia per l’adorazione tutta la notte. Lunedì 9 novembre alle 9 la Messa, quindi l’urna ripartirà alla vota di Lodi. La tappa a Gombito a motivo della presenza come parroco, dal 1918 al 1923, di don Ubaldo Grossi (nipote di don Vincenzo Grossi), che in precedenza aveva fatto il vicario a Vicobellignano con lo zio sacerdote. Altro legame è dovuto al fatto che don Angelo Bernabè lasciò nel 1918 la guida di Gombito proprio per succedere a don Vincenzo Grossi come parroco di Vicobellignano.

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VERSO CRACOVIA Gmg 2016: il 4 ottobre al via il cammino di preparazione pensato per le diocesi italiane

Partirà il prossimo 4 ottobre, nella festa di san Francesco d’Assisi, il cammino delle diocesi italiane verso la prossima Giornata mondiale della gioventù, in programma a Cracovia, in Polonia, dal 25 al 31 luglio 2016. L’annuncio ufficiale, da parte del responsabile del Servizio nazionale per la Pastorale giovanile, don Michele Falabretti, al termine del XIV convegno di pastorale giovanile. Un cammino di preparazione necessario per evitare il rischio che la Gmg rimanga solo un grande evento posto ai margini della pastorale ordinaria.

Come agganciare la cura delle nuove generazioni ad un evento importante ma sporadico come la Gmg? O forse, in modo più idoneo, come trasformarla in un itinerario da percorrere comunitariamente? Per dare risposte a queste domande nel corso del XIV convegno di pastorale giovanile (svoltosi a metà febbraio a Brindisi sul tema «Il cantiere e le stelle») è stato presentato il primo dei sussidi previsti per preparare Cracovia 2016. Nel Sussidio “numero zero” viene presentato il progetto, il suo significato e le attenzioni pastorali che occorre avere perché sia un vero “evento di Chiesa”, quindi parte di un itinerario che prevede un tempo di preparazione, quello dell’evento e, dopo che si è rientrati a casa, il momento della ripartenza.

I numeri Sono attesi 100mila i giovani italiani nella città polacca, accompagnati da 100 vescovi. Il cammino di preparazione, però, non si rivolge solo ai potenziali partecipanti, ma a tutti i giovani, anche quelli che resteranno a casa.

Eventi preparatori Tanti gli appuntamenti in programma. Il primo è il pellegrinaggio della Croce di san Damiano e dell’icona della Madonna di Loreto, che raggiungerà le diocesi italiane a partire dalla prossima Domenica delle Palme per concludersi in quella del 2016. In questo anno i due simboli sosteranno anche negli ospedali, nelle carceri e nei monasteri di clausura. Altro momento di rilievo sarà l’approfondimento sulle Beatitudini proposto durante la Quaresima 2016. Nell’attesa, poi, che le diocesi stabiliscano programmi a livello locale.

Temi della Gmg In questo itinerario una valenza particolare la assumono i temi della Gmg. A febbraio Papa Francesco li ha stabiliti, scandendo le tappe dell’itinerario di preparazione spirituale verso Cracovia. Per la Gmg 2014, il tema è stato «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli»; per la Gmg 2015 sarà «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio». La Gmg di Cracovia 2016 avrà «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia». I tre temi sono presi dalle Beatitudini che Papa Francesco, a Rio de Janeiro, aveva proposto ai giovani perché ne facessero un concreto programma di vita.

Ma la Gmg offre anche altri sguardi – viene evidenziato nel Sussidio – «uno sulla vita della Chiesa ed uno, più ampio, che si allarga al mondo». Guardando a Cracovia «il primo è legato all’esperienza della Chiesa polacca e alla devozione alla Divina Misericordia». Poi la figura di Giovanni Paolo II, «un santo che molti dei giovani che saranno a Cracovia non hanno conosciuto direttamente per motivi generazionali. Si tratta di una figura che dovrà essere riletta, non solo perché ha inventato la Gmg ma anche perché ha segnato la storia della Chiesa».

Altri sguardi sono quelli rivolti alle «vicine Chiese dell’Est» a quella ucraina in particolare, che, afferma don Falabretti, «vive un momento particolare». Le ultime Gmg di Madrid e Rio hanno mostrato la Chiesa latino americana. Ora è il tempo di quella Orientale. E poi c’è Auschwitz, vicino Cracovia, «luogo che segna in modo drammatico la storia dell’uomo».

Italiani in Polonia Intanto arrivano i primi dettagli relativi alla presenza italiana in Polonia. Come tradizione il contingente azzurro avrà come punto di riferimento “Casa Italia”, una struttura in pieno centro a Cracovia e per questo vicina ai luoghi della Gmg. Altro grande momento sarà la cosiddetta “Festa degli italiani”: data prescelta mercoledì 27 luglio 2016, quando i giovani azzurri andranno in pellegrinaggio al santuario mariano di Czestochowa. Per loro sono già pronti almeno 1000 bus.

Il programma di Cracovia Dal 20 al 25 luglio la Gmg sarà anticipata dagli ormai consueti “giorni nelle diocesi”. Martedì 26 avrà luogo la cerimonia ufficiale di apertura della Gmg di Cracovia e da mercoledì 27 a venerdì 29 si terranno le catechesi dei vescovi. Giovedì 28 è prevista l’accoglienza al Papa, mentre il venerdì si svolgerà la Via Crucis. Sabato 30 è il giorno della Veglia, e domenica 31 luglio la Messa finale con l’annuncio della sede della prossima edizione internazionale della Gmg.

Il dopo-Gmg «Pensiamo già da oggi a ciò che c’è da fare per prepararci, a come andarci e soprattutto a cosa fare una volta a casa», conclude don Falabretti. «La Gmg non deve rimanere solo un bel ricordo ma diventare un momento forte di un itinerario pensato e coinvolgente. Non possiamo più fare una pastorale di conservazione ma siamo chiamati ad una pastorale di ‘uscita’, che va verso gli altri, non preoccupata di conservare le proprie strutture. Dobbiamo aprire la sfida dell’adolescenza che va verso la giovinezza, dobbiamo riempire i vuoti che abbiamo lasciato. Il compito di educare non si può delegare ma va condiviso dalla comunità cristiana».

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Il diacono permanente Ferri a servizio delle parrocchie di Soncino e Casaletto Sopra affidate a don Marinoni

Durante le celebrazioni di domenica 27 settembre è stato annunciato il nuovo incarico del diacono permanente Raffaele Ferri, che dal 2006 svolgeva il ministero di collaboratore parrocchiale ad Annicco. A partire dal 1° ottobre Ferri svolgerà il servizio diaconale nelle parrocchie “S. Maria Assunta e S. Giacomo” e “S. Pietro apostolo” in Soncino, “S. Bartolomeo apostolo” in Isengo, “San Quirico” in Casaletto di Sopra e “S. Bernardo abate” in Melotta. Le cinque parrocchie sono affidate alla cura di don Mario Marinoni, già parroco di Soncino, che ha dunque preso il testimone lasciato da don Sante Braggiè che proprio nella mattinata del 27 settembre ha fatto il proprio ingresso nelle parrocchie del Boschetto e del Migliaro, a Cremona, in qualità di collaboratore parrocchiale. La nomina del diacono Ferri arriva a pochi giorni dall’incontro del vescovo Lafranconi con le comunità parrocchiali di Casaletto di Sopra e Melotta. Don Fabrizio Ghisoni e don Massimo Cortellazzi sono stati altresì nominati rispettivamente vicario e collaboratore di “San Quirico” in Casaletto di Sopra e “S. Bernardo abate” in Melotta, mantenendo gli stessi incarichi per le comunità di Soncino e Isengo.

Biografie

Don Mario Marinoni è nato a Pizzighettone il 23 marzo 1939. Ordinato sacerdote il 27 giugno 1964, ha celebrato la sua prima Messa a Grumello. Ha iniziato il suo ministero sacerdotale a Piadena (1964-1967), poi il trasferimento, sempre come vicario, a Casalbuttano (1967-1975) e a Cassano d’Adda, nella parrocchia di S. Maria Immacolata e S. Zeno (1975-1980). Nel 1980 è diventato parroco di S. Martino dall’Argine. Nel 1997 il trasferimento a Soncino, come parroco della parrocchia S. Maria Assunta e S. Giacomo apostolo. L’anno successivo ha anche assunto il ruolo di amministratore parrocchiale di Isengo (frazione di Soncino). Nel 2001 è stato nominato parroco anche dell’altra parrocchia di Soncino: S. Pietro Apostolo.Ora mons. Lafranconi, confermandolo nell’incarico delle tre parrocchie nel comune di Soncino (“S. Bartolomeo apostolo” in Isengo, “S. Maria Assunta e S. Giacomo” e “S. Pietro apostolo” in Soncino), gli ha affidato anche la cura pastorale delle comunità nel comune di Casaletto di Sopra: quella di San Quirico e quella di S. Bernardo abate nella frazione di Melotta.

Raffaele Ferri è nato a Trigolo il 6 dicembre 1947. Ordinato diacono il 24 ottobre 1998, ha inizialmente prestato servizio presso le parrocchie Formigara e Cornaleto. Dal 2006 ha quindi svolto l’incarico di collaboratore parrocchiale di Annicco. Ora mons. Lafranconi l’ha chiamato a prestare servizio diaconale nelle parrocchie di Soncino e Isengo e in quelle di Casaletto di Sopra e Melotta, affidate allo stesso parroco, don Mario Marinoni.

 

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In preparazione al pellegrinaggio dei giovani a Cracovia percorso formativo nello zone
Già definite le proposte di viaggio

Da lunedì 19 a mercoledì 21 ottobre presenti in diocesi i due segni della GMG che i Vescovi italiani doneranno alla chiesa polacca il prossimo luglio a Cracovia. Questo singolare peregrinazione rappresenta una intensa occasione di preparazione spirituale all’evento del prossimo luglio. Ma è solo uno dei momenti in programma.

Da febbraio, infatti, prenderanno il via nelle zone, o a livello interparrocchiale, alcuni incontri di approfondimento incentrati sulle Beatitudini, in particolare sulla misericordia. «La struttura è molto semplice – spiega don Paolo Arienti, responsabile dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile – ci sarà una proposta di lectio divina, lo spazio per la risonanza e una interazione di carattere teatrale. Sarebbe bello approfittare di questi incontri e calendarizzarli almeno in Quaresima». Un primo evento, dal titolo “Pellegrini in Polonia”, guarderà principalmente al versante spirituale; mentre “Terra di santi e di martiri” avrà un respiro più di tipo culturale.

Le proposte di viaggio

Come ormai consueto vi saranno più proposte diocesane per la partecipazione alla GMG polacca, riservate ai giovani con età minima di 16 anni.

Anzitutto il “pacchetto lungo” che prevede il gemellaggio con la diocesi di Katowizce dal 19 al 25 luglio, con sistemazione nelle famiglie; quindi le giornate della GMG vera e propria dal 25 luglio al 1° agosto. Viaggio in pullman con sosta nell’andata a Graz (in hotel con mezza pensione) e pernottamento in pullman nel ritorno. Quota 595 euro.

C’è poi la proposta “corta” dal 24 luglio al 1° agosto, con pernottamento nelle strutture di Cracovia, al fine di partecipare solo alla parte celebrativa della Gmg. Viaggio in bus con pernottamento in pullman; quota di adesione 460 euro.

Infine c’è la proposta cortissima che prevede solo la partecipazione alla grande veglia del sabato e la messa della domenica mattina. Informazioni logistica e sui costi contattando la Federazione Oratori Cremonesi.

«È possibile fin d’ora – precisa don Arienti – pensare anche a forme di autofinanziamento che possano aiutare i giovani a “costruire” un pezzo di autonomia rispetto al viaggio, che non è una semplice vacanza, e anche per sostenere chi è in difficoltà economica. La FOCr sta cercando alleanze in grado di garantire e/o colmare i costi complessivi».

Tutte le informazioni contattando la Federazione Oratori Cremonesi (tel. 0372-25336; e-mail info@focr.it).

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On-line e off-line: due diversi mondi da abitare per vivere esperienze importanti
La relazione del prof. Aroldi al convegno dell'Ufficio scuola il 10 ottobre 2015 al Centro pastorale diocesano

Lo si chiama mondo “virtuale”, eppure si possono vivere esperienze e relazioni importanti, proprio come in quello che si definisce “mondo reale”. È con questa consapevolezza che il prof. Piermarco Aroldi, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Media e culture dell’infanzia e Teorie e tecniche dei nuovi media presso l’Università Cattolica di Milano, nel pomeriggio di sabato 10 ottobre è intervenuto al Centro pastorale diocesano di Cremona al convegno “Generazione 3.0: sempre connessi. Tecnologia e rapporti umani nell’era di Facebook” che ha aperto l’annuale corso di formazione, promosso dall’Ufficio diocesano per la pastorale scolastica insieme alle associazioni di categoria, per insegnanti, educatori e genitori. Quello che adulti e ragazzi abitano nella rete, secondo il docente della Cattolica, è un mondo “on-line”, che non risulta affatto contrapposto e separato da quello “off-line”.

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Unità pastorale Pomponesco, Bellaguarda e Casaletto Po con Viadana

Novità importanti per l’unità pastorale di Salina, Casaletto Po, Bellaguarda e Buzzoletto, che da un lato si amplia integrando la corposa realtà di Pomponensco, ma dall’altra vede la migrazione della parrocchia di Buzzoletto verso il capologo viadanese. Sono queste le principali novità, anticipate nella serata di giovedì 15 ottobre a Pomponesco nell’incontro tra il Vescovo e i Consigli pastorali delle cinque parrocchie interessate, e comunicate ufficialmente il 18 ottobre durante le Messe domenicali. La nuova unità pastorale sarà guidata dal parroco moderatore don Davide Barili, affiancato dal parroco in solido don Paolo Tonghini e dal collaboratore parrocchiale don Maurizio Germiniasi, da poche settimane tornato dal Brasile.

I provvedimenti vescovili

Il Vescovo di Cremona, S. E. mons Dante Lafranconi, con decreti in data 17 ottobre, ha nominato don Davide Barili (già parroco moderatore dell’Unità pastorale delle Parrocchie “S. Maria Maddalena” in Bellaguarda, “S. Ignazio martire” in Casaletto Po e “S. Antonio abate” in Salina) parroco e moderatore anche della Parrocchia vacante “Ss. Sette Fratelli martiri” in Pomponesco, aggregandola all’unità pastorale. Nello stesso tempo ha nominato don Paolo Tonghini parroco in solido anche della suddetta Parrocchia e don Maurizio Germiniasi collaboratore parrocchiale della riorganizzata Unità pastorale.

Inoltre il Vescovo Lafranconi, sempre con decreti in data 17 ottobre, ha nominato don Antonio Censori (già parroco delle Parrocchie “S. Maria Assunta e S. Cristoforo”, “S. Maria Annunciata”, “Ss. Martino e Nicola” e “S. Pietro apostolo” in Viadana) parroco anche della Parrocchia “Spirito Santo” in Buzzoletto, scorporandola dall’Unità pastorale con Bellaguarda, Casaletto Po e Salina. Anche per la Parrocchia di Buzzoletto sono stati nominati: don Piergiorgio Tizzi e son Fabio Sozzi vicari parrocchiali e mons. Floriano Danini, don Luigi Parmigiani e don Enzo Cipro come collaboratori parrocchiali.

Incontro con i consigli pastorali

Le novità riguardanti le parrocchie viadanesi erano state presentate nell’incontro che la sera di giovedì 15 ottobre si è svolto nella sala parrocchiale dell’oratorio di Pomponesco. Presenti i membri del Consiglio pastorale parrocchiale della comunità Ss. Sette Fratelli Martiri insieme a quelli del Consiglio della vicina unità pastorale. Accanto al Vescovo il delegato per la Patorale don Irvano Maglia, il vicario zonale don Alessandro Capelletti e i due sacerdoti dell’unità pastorale: il moderatore don Davide Barile e il parroco in solido don Paolo Tonghini.

Al centro della serata la comunicazione, da parte del Vescovo, di allargare l’unità pastorale formata dalle frazioni viadanesi alla comunità di Pomponesco, e nello stesso tempo scorporare la parrocchia di Buzzoletto, affidandola alla cura pastorale di don Antonio Censori, già parroco delle quattro parrocchie di Viadana: S. Maria Assunta e S. Cristoforo, S. Maria Annunciata, S. Pietro apostolo e Ss. Martino e Nicola, e degli altri preti che prestano servizio in queste comunità. Una scelta, quest’ultima, che porterà a una configurazione ecclesiale sulla scia della strutturazione urbanistica.

Nel proprio intervento il Vescovo ha motivato la scelta di questo riassetto in coerenza con il disegno di ristrutturazione delle parrocchie portato avanti a livello diocesano, certo a fronte di una prospettiva di carenza di preti, ma soprattutto nell’ottica di un più proficuo coordinamento tra parrocchie vicine, in modo da dare maggiore impulso ai vari settori pastorali: in primis quello della catechesi e quelli che mirano alla cura di famiglie e giovani. Da qui un vero e proprio appello alla disponibilità e sensibilità ecclesiale, con il Vescovo che ha invitato tutti a farsi promotori di una collaborazione sincera per questo nuovo progetto.

Se le reazioni del Consiglio pastorale di Pomponesco (dove andrà a risiederà don Davide Barili) sono state di piena disponibilità, qualche perplessità è stata, invece, espressa dai rappresentanti di Buzzoletto che, rimarcando la positività dell’esperienza vissuta in questi ultimi anni, hanno espresso il proprio timore per l’accorpamento con le parrocchie di Viadana, soprattutto per il rischio di perdita di intensità nella vita comunitaria.

Dai rappresentanti di Salina (dove d’ora in poi risiederà don Maurizio Germiniasi), Casaletto Po (dove continuerà ad abitare don Paolo Tonghini) e Bellaguarda è arrivata una espressione comune di stima verso quanto operato dai sacerdoti in questi quattro anni, ma non sono mancate preoccupazioni in vista di un nuovo equilibrio da ristabilire con l’integrazione di Pomponesco, soprattutto a fronte dello spostamento di don Barili.

Perplessità che secondo il Vescovo potranno essere affrontate nel migliore dei modi con il lavoro di équipe tra i sacerdoti e la loro sintonia con le varie comunità. Uno sforzo da compiere – ha sottolineato mons. Lafranconi – soprattutto pensando al futuro di queste parrocchie, e cioè guardando al bene delle generazioni più giovani.

L’incontro è terminato con un arrivederci: quello a domenica 25 ottobre quando, alle 17, il Vescovo presiederà l’Eucaristia nella chiesa parrocchiale di Pomponesco, dando a tutti gli effetti avvio al nuovo cammino parrocchiale.

Biografia dei sacerdoti della nuova Unità Pastorale 

Il parroco moderatore don Davide Barili è nato a Cremona il 1° agosto 1968 ed è stato ordinato sacerdote il 17 giugno 1995; la prima Messa l’ha celebrata a Calvatone, paese d’origine della sua famiglia. Il suo primo incarico pastorale è stato come vicario a Mozzanica. Nel 2000 il trasferimento, sempre in qualità di vicario, nella parrocchia “S. Stefano protomartire” di Casalmaggiore. Nell’estate del 2011 son Barili è stato promosso parroco: mons. Lafranconi gli ha affidato le comunità viadanesi dell’Unità pastorale di Salina, Bellaguarda, Buzzoletto e Casaletto Po, con l’incarico di parroco “moderatore”, collaborando con don Paolo Tonghini, parroco “in solido” dal 2010. Ora la riorganizzazione di questa Unità pastorale che perde Buzzoletto, ma acquisisce Pomponesco, dove don Barili andrà a risiedere.

Il parroco in solido don Paolo Tonghini è nato a Cremona il 25 luglio 1975 ed è stato ordinato sacerdote il 17 giugno 2000; ha celebrato la prima Messa nella chiesa di Santa Maria Assunta in Piadena, paese d’origine della sua famiglia. La sua prima missione l’ha svolta nella comunità di Covo in qualità di vicario parrocchiale, poi nel 2002 fu trasferito nella parrocchia di Soresina sempre dedicato alla gioventù. Dal 2005 ha prestato il proprio servizio nelle Tende di Cristo fondate dal camilliano padre Francesco Zambotti. Dal 2010 è parroco in solido dell’Unità pastorale di Salina, Bellaguarda, Buzzoletto e Casaletto Po (dove risiede) e cappellano dell’Ospedale Oglio Po.

Il collaboratore parrocchiale don Maurizio Germiniasi è nato a Casalmaggiore il 29 maggio 1949 ed è stato ordinato sacerdote il 21 giugno 1975 mentre risiedeva nella parrocchia di Vicoboneghisio. È stato vicario a Sabbioneta (1976-1984), quindi parroco a Bellaguarda (1984-1990) e a Martignana di Po (1990-1995). Nel 1995 la scelta di diventare sacerdote fidei donum e la partenza per il Brasile dove ha servito diverse comunità. Ultima è stata la parrocchia di Piranahs nella diocesi di dom Scampa: in essa nel 2013 ha accolto il vescovo Dante prima dell’inizio della Gmg di Rio de Janeiro. Al rientrato dal Brasile il Vescovo lo ha nominato collaboratore parrocchiale della rinnovata unità pastorale di Pomponesco, Bellaguarda, Casaletto Po e Salina (dove risiederà).

Biografia dei sacerdoti delle parrocchie di Viadana e Buzzoletto

Il parroco don Antonio Censori è nato a Scandolara Ravara il 5 marzo 1948. Ordinato sacerdote il 22 giugno 1974, ha iniziato il proprio ministero come vicario a Cingia de’ Botti. Nel 1978 il trasferimento ad Antegnate e, nel 1985, alla parrocchia di Cristo Re in Cremona, sempre in qualità di vicario. Dal 1991 al 2000 ha ricoperto anche il ruolo di incaricato per la pastorale dei fieranti e circensi. Nell’anno del grande Giubileo è arrivata la promozione a parroco: il vescovo Giulio Nicolini gli affidò, infatti, le comunità di Sospiro, Tidolo, San Salvatore e Longardore. Dal 2006 al 2014 è stato vicario zonale della Zona VIII. Tra il 2010 e il 2011 è stato anche amministratore parrocchiale di Derovere e Vidiceto. Nell’estate del 2014 mons. Lafranconi gli ha affidato la guida delle quattro parrocchie del comune di Viadana, aggiungendo ora anche quella della frazione di Buzzoletto.

Il vicario don Piergiorgio Tizzi è nato a Bozzolo il 27 maggio 1978. Ordinato sacerdote il 21 giugno del 2003, ha celebrato la sua prima Messa a Sabbioneta. Il suo primo incarico pastorale è stato come vicario a Caravaggio. Nel 2009 il vescovo Lafranconi l’ha trasferito a Viadana, presso le comunità di “S. Maria Assunta e S. Cristoforo” in Castello, “S. Maria Annunciata” e “Ss. Martino e Nicola”, parrocchie guidate dal parroco mons. Floriano Danini. Dopo l’arrivo di don Censori è stato nominato vicario di tutte le parrocchie del comune di Viadana e ora anche della frazione di Buzzoletto.

Il vicario don Fabio Sozzi è nato a Cremona il 29 maggio 1976. Ordinato sacerdote il 12 giugno 2004 ha celebrato la sua prima Messa nella chiesa di San Lorenzo Aroldo, paese d’origine della sua famiglia. Ha iniziato il proprio ministero pastorale come vicario presso la comunità di Bozzolo (MN). Nell’estate del 2010 il Vescovo Lafranconi l’ha trasferito, sempre come vicario, nella parrocchia di “S. Pietro” a Viadana, dove era parroco don Virginio Morselli.  Dopo l’arrivo di don Censori è stato nominato vicario di tutte le parrocchie del comune di Viadana e ora anche della frazione di Buzzoletto.

Il collaboratore parrocchiale mons. Floriano Danini è nato a Pomponesco (Mn) il 28 novembre 1936. Ordinato sacerdote nel giugno del 1962, ha iniziato il suo ministero pastorale proprio da Viadana, come vicario della parrocchia “S. Maria Assunta e S. Cristoforo”, a quel tempo retta da mons. Gerolamo Aguzzi. Nel 1966 la nomina a prorettore del Collegio “Benozzi” con sede sempre a Viadana. Nel 1977 il vescovo Amari lo ha promosso parroco, destinandolo a Cavatigozzi, alle porte di Cremona, dove rimase per dieci anni. Nel 1987 il trasferimento in città, dove è stato parroco delle parrocchie di S. Bernardo e S. Francesco d’Assisi. Infine mons. Enrico Assi nel 1991 lo ha nominato parroco di “S. Maria Assunta e S. Cristoforo”, “S. Maria Annunciata” e “Ss. Martino e Nicola” in Viadana (Mn), comunità che ha continuato a guidare sino all’ingresso del successore, don Censori. Mons. Danini dal 2003 al 2014 è vicario zonale della Zona pastorale XI. Attualmente collaboratore parrocchiale di tutte le parrocchie del comune di Viadana, ora lo sarà anche della frazione di Buzzoletto. Nel 2000 Giovanni Paolo II lo ha insignito del titolo di Cappellano di Sua Santità.

Il collaboratore parrocchiale don Luigi Parmigiani è nato a Formigara il 30 dicembre 1942 ed è stato ordinato sacerdote il 25 giugno 1966. È stato vicario nella comunità di Persico (1967-1969) e poi in quella di Castelleone (1969-1976). Dal 1976 al 1979 è stato parroco di S. Michele Arcangelo in Castelnuovo del Zappa. Per otto anni, dal 1979 al 1987, ha ricoperto l’incarico di presidente della Federazione Oratori Cremonesi. Nel 1987 il vescovo Assi lo scelse come nuovo parroco di Robecco d’Oglio, dove rimase fino al 1999 quando fu trasferito alla guida della comunità “Santi Apollinare e Ilario” in Cremona. Dal 1998 al 1999 è stato anche amministratore parrocchiale di S. Pietro Apostolo in Castelnuovo Gherardi. Nel 2004 un nuovo trasferimento, questa volta come parroco di Soresina e amministratore parrocchiale di Farfengo. Nel 2010 la nomina a collaboratore parrocchiale di San Bassano e nel 2011 quella a parroco di San Martino in Beliseto e Marzalengo. Nell’estate del 2014 è stato nominato collaboratore parrocchiale di tutte le parrocchie del comune di Viadana, ora lo sarà anche della frazione di Buzzoletto.

Il collaboratore parrocchiale don Enzo Cipro, della diocesi di Como, originario di Gironico, è stato ordinato sacerdote il 14 giugno 2003. Quindi l’incarico di vicario parrocchiale  della Parrocchia “Ss. Vito e Modesto” in Lomazzo. Il 1° giugno 2015 il vescovo Lafranconi l’ha nominato collaboratore parrocchiale di tutte le parrocchie del comune di Viadana, incarico che d’ora in poi estenderà anche alla frazione di Buzzoletto.

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Messaggio di madre Rita Rasero
La nuova superiora generale dell'istituto delle Figlie dell'Oratorio commenta la canonizzazione

La prossima canonizzazione del Fondatore Don Vincenzo Grossi è, prima di tutto, una grande gioia per ogni Figlia dell’Oratorio.

La riconosciuta esemplarità della vita di Don Vincenzo, trascorsa nell’umiltà, nell’obbedienza, nella preghiera, nell’apostolato sacerdotale e nell’amore verso Dio e verso il prossimo, dà conferma che ciò che veramente vale è il seme di una vita donata, giorno dopo giorno, nell’abbandono fiducioso al Signore, spendendosi con semplicità e gioia.

Ci rincuora anche il fatto che questo evento è una occasione di letizia per tutta la Chiesa e per le persone che guardano con ammirazione alla testimonianza di Don Vincenzo e si affidano alla sua intercessione.
Il riconoscimento della santità del Fondatore per l’Istituto si colloca come dono provvidenziale in questo tempo storico. Ci dà il senso di sentirci ancora oggi accompagnate dalla sua presenza, dall’aiuto del Signore, dalla percezione che un dono di grazia non si estingue semplicemente perché sono mutate le condizioni storiche e sociali.

Questo ci impegna ad esercitarci ad essere creativamente fedeli al carisma ricevuto, offrendo quanto possiamo. È poca cosa, ma “Dio ama chi dona con gioia” e la potenza del suo Spirito va oltre ogni limite umano e ogni senso di scoraggiamento o di impotenza. “Dovete arrivare stanche in Paradiso e non sole” diceva Don Vincenzo alle sue Figlie. Ci auguriamo che la sua canonizzazione sia una ventata di energia per tutte, per essere ancora, oggi, apostole e magari proposta di vita per quelle giovani che desiderano donare al Signore la loro esistenza.

madre Rita Rasero

 

 

Biografia della nuova generale

Madre Rita Rasero è originaria della provincia di Como ed è entrata nell’Istituto dopo una esperienza lavorativa a Milano. Ha emesso la prima professione nel 1985, quindi ha conseguito il diploma magistrale e la laurea in Scienze dell’Educazione presso l’Università Cattolica. Ha maturato una vasta esperienza educativa a contatto con le ragazze ospiti della “Protezione della Giovane” di Roma e di Milano, seguendo sia studentesse e lavoratrici, sia minori con problemi personali e familiari. Ha avuto incarichi di superiora di comunità e di carattere formativo, soprattutto delle suore nei primi anni di professione. Durante il XVI Capitolo generale, che dal 21 giugno al 7 luglio scorso si è svolto a Ronchiano di Castelveccana, è stato eletto il nuovo Capitolo generale. Alla pizzighettonese madre Marilena Borsotti, è succeduta come superiora generale madre Rita Rasero.

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Ritiro spirituale del clero sulla figura di Vincenzo Grossi
La meditazione di madre Marilena Borsotti

In preparazione alla canonizzazione del beato Vincenzo Grossi i presbiteri cremonesi hanno vissuto un intenso momento di riflessione e preghiera. Il tradizionale ritiro missionario, tenuto il 1° ottobre in Seminario, è stato, infatti, l’occasione per focalizzare l’attenzione su questo sacerdote cremonese vissuto a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento e che ha vissuto la sua santità nell’esercizio quotidiano del suo ministero di parroco, prima a Regona di Pizzighettone e poi a Vicobellignano. Madre Marilena Borsotti, originaria di Pizzighettone, che fino al giugno scorso ha ricoperto l’incarico di superiora generale dell’Istituto “Figlie dell’oratorio”, ha tenuto la meditazione. Un centinaio i sacerdoti presenti.

Nella sua riflessione la religiosa si è soffermata in modo particolare su quattro parole che ben sintetizzano l’esperienza cristiana e sacerdotale del beato Vincenzo: ringraziare, osservare, coinvolgere e agire.

Anzitutto don Grossi ha vissuto la sua fede e poi la sua scelta di diventare presbitero come una risposta ad un Dio che l’ha amato e salvato. Forte era in lui la riconoscenza al Signore per un amore gratuito e immeritato. In secondo luogo egli ha osservato con attenzione e sempre in spirito di fede la realtà che lo circondava. Il Beato si è sempre trovato in situazione non facili, dove regnava la miseria e l’ignoranza e dove la vita cristiana era ridotta al lumicino: senza scoraggiarsi, partendo proprio dalla realtà, egli ha saputo andare incontro alle persone, in modo particolare ai giovani con semplicità ed efficacia. Il suo impegno, però, non è stato solitario: egli ha sempre cercato di coinvolgere i laici nell’opera missionaria e ha sempre creduto, vero e proprio antesignano, nella capacità apostolica delle donne, tanto da fondare un istituto religioso. Infine il suo agire è sempre stato nel segno dello zelo, ma anche della serenità e della letizia: molti contemporanei lo hanno sempre dipinto come una persone piena di iniziativa, ma allo stesso imperturbabile, che, cioè, non si angustiava dei risultati.
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Don Vincenzo Grossi è santo
Domenica 18 ottobre la Messa di canonizzazione presieduta da Papa Francesco in piazza San Pietro

Alle 10.32 di domenica 18 ottobre la Chiesa ha festeggiato quattro nuovi santi. Tra loro il parroco cremonese don Vincenzo Grossi (Pizzighettone 1845 – Vicobellignano 1917), fondatore dell’Istituto delle Figlie dell’Oratorio, che il 1° novembre 1975 Papa Paolo VI aveva proclamato beato. La solenne Messa di canonizzazione è stata presieduta in pizza S. Pietro da Papa Francesco. Presente una folta delegazione cremonese, guidata dal vescovo Dante Lafranconi. Non mancava naturalmente la famiglia Berettini di Pizzighettone, protagonista del miracolo che ha portato alla canonizzazione. Lunedì mattina nella basilica di S. Giovanni Battista dei Fiorentini la Messa di ringraziamento; la celebrazione di carattere diocesano sarà presieduta dal vescovo Lafranconi in Cattedrale domenica 25 ottobre alle ore 11.

Poco dopo le 10 di domenica 18 ottobre il Santo Padre Francesco ha presieduto, sul sagrato della Basilica Vaticana, la solenne Messa con il rito di Canonizzazione di don Vincenzo Grossi e altri tre beati: Maria dell’Immacolata Concezione (1926-1998), superiora generale della Congregazione delle Sorelle della Compagnia della Croce e i coniugi Ludovico Martin (1823-1894) e Maria Azelia Guérin (1831-1877), genitori di santa Teresa di Lisieux.

Folta la schiera di concelebranti, a cominciare dai partecipanti alla XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi; ma non mancava naturalmente neppure il vescovo di Cremona, mons. Dante Lafranconi. Una quindicina i sacerdoti diocesani presenti: il parroco e il vicario di Pizzighettone, don Enrico Maggi e don Andrea Lamperti Tornaghi; don Bruno Bignami, don Matteo Pini e don Franco Regonaschi (rispettivamente originari ed ex parroco di Regona di Pizzighettone); il parroco di Vicobellignano don Gabriele Bonoldi con don Franco Vecchini; il parroco di Viadana don Antonio Censori e il predecessore don Virginio Morselli; il parroco di Sesto cremonese Angelo Staffieri; il parroco di Gombito don Marino Dalè; il collaboratore parrocchiale di S. Giovanni in Croce don Andrea Paroli; l’ex parroco di Annicco don Franco Zangrandi; il segretario episcopale don Flavio Meani. Tra le comunità più rappresentate Pizzighettone, Vicobellignano, Sesto Cremonese e Viadana.

In piazza San Pietro anche la comunità del Seminario diocesano, con il rettore don Enrico Trevisi, il vice don Marco d’Agostino e il direttore spirituale don Primo Margini. Presente anche il diacono, prossimo al presbiterato, don Francesco Gandioli, che ha servito Messa proprio alla destra del Papa. Incarico di prestigio anche per il seminarista Alberto Bigatti, che ha retto il microfono al Pontefice.

All’inizio della celebrazione il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, accompagnato dai postulatori dei quattro beati, di fronte al Santo Padre ha formulato in latino la domanda a procedere alla canonizzazione. Quindi, dopo il canto delle Litanie, Papa Francesco ha pronunciato la formula di canonizzazione. Alle 10.32 la Chiesa universale poteva finalmente gioire per i suoi nuovi quattro santi.

Il rito di canonizzazione è proseguito con il posizionamento delle reliquie dei nuovi santi: prima fra tutte è stata portata, da una suora delle Figlie dell’Oratorio, la teca con la reliquia di san Vincenzo Grossi.

Poste tutte le reliquie e adornate di fiori, il card. Amato, sempre in latino, ha ringraziato il Santo Padre chiedendo che fosse redatta la lettera apostolica circa la canonizzazione avvenuta. Richiesta al quale il Papa ha replicato: «Lo ordiniamo».

Quindi il canto del Gloria e la Messa che è continuata con la liturgia della Parola, sino al Vangelo, proclamato prima in latino e poi in greco. Ha quindi preso la parola il Pontefice per l’omelia. Rifacendosi alle letture, il Papa ha focalizzando l’attenzione sul tema del servire. Quindi il riferimento ai quattro canonizzati: «Coloro che oggi sono stati proclamati Santi – ha detto – hanno costantemente servito con umiltà e carità straordinarie i fratelli, imitando così il divino Maestro».

Poi alcuni riferimenti specifici guardando a ciascuno di loro, iniziando proprio dal sacerdote cremonese. «San Vincenzo Grossi – ha sottolineato il Pontefice – fu parroco zelante, sempre attento ai bisogni della sua gente, specialmente alle fragilità dei giovani. Per tutti spezzò con ardore il pane della Parola e divenne buon samaritano per i più bisognosi».

«La testimonianza luminosa di questi nuovi Santi – ha quindi affermato concludendo l’omelia – ci sprona a perseverare sulla strada del servizio gioioso ai fratelli, confidando nell’aiuto di Dio e nella materna protezione di Maria. Dal cielo ora veglino su di noi e ci sostengano con la loro potente intercessione».

Quindi la preghiera dei fedeli, con una delle intenzioni letta da una suora delle Figlie dell’Oratorio. E la processione offertoriale: con il pane per il sacrificio eucaristico portato dalla famiglia Berettini.

Al termine della Messa la recita dell’Angelus, preceduta da un breve intervento del Papa ,che ha anzitutto espresso grande preoccupazione per «la situazione di forte tensione e di violenza che affligge la Terra Santa», invocando Dio perché «rafforzi in tutti, governanti e cittadini, il coraggio di opporsi alla violenza e di fare passi concreti di distensione. Nell’attuale contesto medio-orientale è più che mai decisivo che si faccia la pace nella Terra Santa: questo ci chiedono Dio e il bene dell’umanità».

Poi il riferimento ai nuovi canonizzati. «Al termine di questa celebrazione – ha proseguito il Papa – desidero salutare tutti voi che siete venuti a rendere omaggio ai nuovi Santi, in modo particolare le delegazioni ufficiali di Italia, Spagna e Francia. Saluto i fedeli delle diocesi di Lodi e di Cremona, come pure le Figlie dell’Oratorio. L’esempio di san Vincenzo Grossi sostenga l’impegno per l’educazione cristiana delle nuove generazioni». Un pensiero è poi andato anche a tutti i sacerdoti, le persone consacrate, le famiglie e i gruppi parrocchiali che hanno preso parte a questa importante giornata.

Per alcuni dei pellegrini cremonesi il pomeriggio è stato il momento del rientro a casa (come nel caso dei giovani e delle famiglie di Pizzighettone, in foto sotto) o per proseguire il pellegrinaggio romano con ulteriori tappe (come il gruppo di Vicobellignano).

Per chi rimane nella Capitale, invece, l’appuntamento è per le 9.30 di lunedì 19 ottobre nella basilica di S. Giovanni dei Fiorentini dove sarà celebrata la Messa di ringraziamento per la canonizzazione di don Grossi. Un luogo scelto non a caso: qui, infatti, per dieci anni fu parroco san Filippo Neri, fondatore della Congregazione dell’Oratorio, cui don Grossi si ispirò dando vita all’Istituto delle Figlie dell’Oratorio. Al termine della Messa il gruppo cremonese si sposterà nella vicina parrocchia di S. Maria in Vallicella per la visita alle Camere di san Filippo Neri.

Altra Messa di ringraziamento per la canonizzazione di don Vincenzo Grossi sarà celebrata dal vescovo Lafranconi a Cremona, in Cattedrale, domenica 25 ottobre (ore 11).

Nei giorni della memoria liturgia del nuovo santo (7 novembre) giungeranno in diocesi di Cremona le reliquie del corpo: l’urna farà tappa a Regona di Pizzighettone, Vicobellignano e Gombito.

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