Azione Cattolica, l’8 dicembre è la Giornata dell’Adesione

La nuova assemblea dell’Azione Cattolica che si terrà nei primi mesi del 2020, prima a livello diocesano e successivamente a livello nazionale, propone alla riflessione di fine triennio un tema che interpella e incuriosisce.

Il popolo numeroso a cui si riferisce il titolo – “Ho un popolo numeroso in questa città” – non è tanto quello associativo, sicuramente ridotto rispetto ai tempi gloriosi di alcuni decenni fa, anche a causa della crisi delle realtà associative, quanto il popolo degli uomini di buona volontà a cui rivolgersi, come “Chiesa in uscita”, secondo le parole di Papa Francesco.

In questo 8 dicembre, che da sempre segna la data in cui l’Associazione si attiva per rivedere il proprio progetto e vivere il momento democratico come occasione di partecipazione, confronto e condivisione, l’invito è quindi quello di pensarsi in una nuova capacità di annuncio, accoglienza, dialogo.

Le risorse che l’Azione Cattolica può mettere a disposizione sono allora quelle che fanno parte da sempre del suo progetto. In primis la dimensione associativa, fatta di partecipazione, responsabilità, valorizzazione delle diversità. Tra le diversità oggi si fa particolarmente significativa quella tra le età della vita, che in Associazione sono tutte rappresentate. Il dialogo intergenerazionale, in cui i giovani, come il Sinodo ci ha insegnato, devono essere sempre più protagonisti, è una carta vincente su cui impostare progetti di ascolto e di crescita comune. Infine, l’Azione Cattolica è e rimane un’esperienza radicata sul territorio, in cui l’appartenenza ad una storia e ad una comunità rende possibile un servizio gratuito e libero, proprio perché non “scelto”, ma incontrato nel percorso di vita.

Oggi ci viene chiesto se è ancora utile l’appartenenza ad un’associazione, dando all’accezione di utilità un significato molto funzionale al presente e non sempre di efficacia e di prospettiva. Certo è “utile” a questa Chiesa tutto ciò che l’aiuta nella crescita di una responsabilità condivisa tra le diverse vocazioni, verso un desiderio di verità, di annuncio, di giustizia, di ricerca, di “Vangelo”, di Cristo. L’AC si rende disponibile a camminare su questa via, portando risorse e volontà di collaborare, impegno e desiderio di fare.

Nel giorno dell’8 dicembre, forse da sempre, gli aderenti all’AC si dicono, nella ricchezza e nella povertà delle diverse esperienze, che la strada della corresponsabilità, il desiderio di annuncio, la valorizzazione delle vocazioni, in questa Chiesa che cambia, è possibile ed è desiderio comune.

Silvia Corbari
presidente AC Cremona

Locandina della Giornata