MissioConnessi, dal Mozambico padre Andrea Facchetti

La sesta puntata di MissioConnessi porta in Mozambico dal saveriano padre Andrea Facchetti, viadanese classe 1979, ordinato sacerdote nel 2012 nella casa madre di Parma dal vescovo Dante Lafranconi.

Alle spalle una laurea in Scienze della Comunicazione. Proprio durante gli anni dell’università padre Facchetti ha scoperto la propria vocazione missionaria grazie anche a diverse esperienze di volontariato in Brasile. L’incontro con il Vangelo e con i poveri gli ha fatto comprendere che il Signore lo chiamava a seguirlo in questo modo.

Nel 2004 è entrato nei Missionari Saveriani. Terminati gli sudi in Teologia, nel 2011 la professione religiosa perpetua, emessa a Roma il 24 ottobre nella basilica di San Paolo fuori le Mura all’indomani della canonizzazione di monsignor Guido Conforti.

Dal settembre 2012 vive in Mozambico e già da diversi anni opera a Chemba, sulle rive dello Zambesi, nella povera e secca savana africana, come racconta nella chiacchierata con don Maurizio Ghilardi, incaricato per la Pastorale missionaria della Diocesi di Cremona, che l’ha raggiunto al telefono.

 




Adeguamento liturgico della Cattedrale, entra sempre più nel vivo la prima fase di progettazione

Il bando per l’adeguamento liturgico della Cattedrale di Cremona entra sempre più nel vivo con la prima fase di progettazione, a cui sono stati ammessi ben 62 gruppi di lavoro che hanno chiesto di poter partecipare. Si tratta di professionisti, artisti e liturgisti di tutto il territorio nazionale, dalla Sicilia al Triveneto, assicurando così una varietà non solo geografica, ma anche formativa.

Il maggior numero di partecipanti è quello della Lombardia, con una ventina di iscritti, sedici le regioni di provenienza: Campania e Toscana quelle con il maggior numero di partecipanti.
Ciascuno dei gruppi è composto da un architetto o ingegnere referente (alcuni partecipando come singoli, altri associati con tecnici collaboratori), da uno o più artisti, insieme a un liturgista che ha il titolo abilitativo. L’eterogeneità della partecipazione è auspicio per la qualità dei progetti che ora saranno elaborati.

Nel prossimo mese di febbraio la giuria, composta da 13 membri, si riunirà per selezionare un minimo di cinque idee di progetto che passeranno alla seconda e ultima fase.
La giovane età dei professionisti e degli artisti, accompagnati da nomi di rilievo nazionale sono motivo di una ulteriore riflessione: anche le nuove generazioni hanno voluto cogliere la possibilità di confrontarsi con una progettazione e una tematica che avvicina al sacro.

L’attuale provvisoria dislocazione dei poli liturgici non esprime compiutamente l’articolazione dell’assemblea e della sua ricchezza ministeriale e non evidenzia armonicamente con l’antichità dell’edificio la pluralità dei soggetti che “abitano” la Cattedrale. Si richiede pertanto ai progettisti, nel rispetto dell’esistente, di trovare le modalità migliori per “fare e dare spazio” ai diversi “attori” della liturgia e della vita festiva e feriale della Cattedrale, perché l’aula vuota quasi catechizzi sul mistero della Chiesa e soprattutto l’aula abitata dall’assemblea dei fedeli trovi spazi adeguati per compiere con naturalezza i gesti e i movimenti che durante i riti la rendono epifania-manifestazione della Chiesa stessa.

Il vescovo di Cremona Antonio Napolioni ha espresso in diverse occasioni pubbliche l’intenzionalità spirituale e pastorale che, a suo avviso, deve guidare l’adeguamento liturgico del presbiterio della Cattedrale.

L’eredità di un simile capolavoro di arte cristiana, che tuttora impregna di sé le esperienze celebrative e di preghiera che il popolo di Dio, e i singoli fedeli, vivono in tale unico contesto, chiama alla responsabilità della custodia e ulteriore valorizzazione di tale patrimonio religioso e culturale. Per questo anche la ricchezza espressiva di quanto già realizzato e tramandato nel corso dei secoli chiede un intervento delicato, rispettoso, coerente, non invasivo, attento alle esigenze del culto alla luce dei dettami del Concilio Vaticano II e della sua positiva e saggia recezione nella Chiesa diocesana.

Così la creatività dei progetti che verranno presentati potrà essere stimolo prezioso ad un attento e sinfonico discernimento ecclesiale, di cui il Vescovo si impegna ad essere animatore e garante.




Il vescovo «in casa con voi» per una riflessione quotidiana in preparazione al Natale

Inizia l’Avvento e, in questo periodo forte – e quest’anno così particolare – che accompagna verso il Natale, il vescovo Antonio Napolioni torna a incontrare virtualmente le comunità e le famiglie attraverso un piccolo video quotidiano. L’iniziativa riprende quella iniziata la scorsa primavera in occasione della Quaresima in lockdown: un video ogni giorno per proporre una preghiera, un piccola riflessione, una parola per accompagnare le giornate in queste quattro settimane.

La presentazione nelle parole del Vescovo

«In casa con voi. Per “salvare” il Natale» – questo il titolo scelto per l’iniziativa – sarà visibile ogni giorno del tempo di Avvento, dal lunedì al venerdì, a partire dalle ore 6.30 sul nostro portale e sui canali social ufficiali (Facebook, nstagram e Youtube) e potrà essere seguito anche in tv su Cremona 1 (canale 80) in diversi orari della giornata: al mattino alle 7.30 e alle 8.30, alla sera alle 20 e poco dopo la mezzanotte.

Per le proprie riflessioni il vescovo si farà guidare dalle parole proposte nei sussidi di Avvento proposti dalla Federazione oratori cremonesi.

Guarda tutti i video

 

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Il cibo di Riflessi tra gusto e solidarietà

«La frase d’amore, l’unica, è: “Hai mangiato?”». Un clic dopo la copertina fotografica, la celebre citazione di Elsa Morante – di cui nei giorni scorsi ricorreva il 35° anniversario dalla scomparsa – apre l’edizione di Riflessi Magazine dedicata al cibo. Il numero quindici della rivista digitale (riflessimag.it) affronta da una molteplicità di prospettive un tema profondamente radicato nel racconto del territorio padano, nelle sue tradizioni, nella sua capacità produttiva e nella sua creatività.

Una creatività che non si limita ai fornelli e alle interpretazioni di antiche ricette con la scoperta (o ri-scoperta) di nuovi sapori, ma che, in un La nuova edizione del mensile digitale fra sapori tradizionali, incontri di culture e modelli sostenibili tempo difficile come quello in cui stiamo vivendo, si manifesta anche nei canali della solidarietà. «Con le porte chiuse – si legge nell’introduzione, proprio in riferimento alle limitazioni richieste dall’emergenza sanitaria – il cibo trova nuove strade per muoversi, tenerci in contatto. Pizze e brioches d’asporto, pasti a domicilio: le esperienze di solidarietà donano un profumo nuovo ai quartieri e ai paesi intimoriti dal virus; la collisione con l’incertezza apre lo sguardo verso un futuro responsabile, sostenibile… buono».

Così in questa edizione la ricerca di Riflessi, accompagnata passo dopo passo dalla sempre raffinata ricerca iconografica, si muove tra gastronomia e solidarietà, tra i produttori «speciali» delle marmellate di Cascina San Marco e il mercato solidale di Filiera Corta; tra la cargo bike dell’associazione No Spreco e il lavoro raffinato dei norcini che insaccano salami e cotechini con le tecniche antiche, tra il ristorante inclusivo Bon Bistrot, la comunità della radice amara di Soncino e gli studi sulla psicologia dei consumi condotti da un centro di ricerca del nuovo progetto Cremona food lab dell’Università Cattolica. Ma il cibo, nel viaggio di Riflessi, conduce anche a incontri lontani: all’incrocio tra profumi nella cucina di una famiglia indiana stabilita da anni nella Bassa, alla scoperta delle «cronache alimentari» di un missionario in Africa.

Ma non è solo ciò che si ingerisce a raccontare il rapporto di ciascuno di noi con il cibo: il biblista Romeo Cavedo, tra le parole del Padre Nostro, spiega che cosa c’entra il cibo con l’anima, una anziana signora rivive la sua giovinezza da «mondina», mentre Bianca svela il buio dell’anoressia, implacabile finché ha trovato il suo ingrediente segreto. «E ce lo ha suggerito – scrive Riflessi – mescolandolo alle fragilità di ciascuno: “È l’amore che salva. Quello per se stessi, per gli altri, per la vita che torna a bussare, caparbia e impetuosa”».

 

Visita il sito Riflessi Magazine




Lombardia in “zona arancione”, le disposizioni per celebrazioni e oratori

Come è noto la Regione Lombardia è stata qualificata dal Governo come “zona arancione” e non più come “zona rossa”. Ciò comporta che a partire da domenica 29 novembre vengono meno alcune limitazioni anche alle attività pastorali e si torna alla situazione precedente all’entrata in “zona rossa”. In pratica si tratta di tenere conto di quanto disposto dal DPCM 3 novembre 2020 per le “aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto” (“zone arancione”).

Si tenga presente che le presenti disposizioni potrebbero essere aggiornate a breve in ragione della continua evoluzione normativa.

In particolare, per quanto riguarda le celebrazioni liturgiche non cambia nulla.

La Catechesi dei ragazzi della Iniziazione Cristiana, preadolescenti, adolescenti e giovani può riprendere in presenza. Al riguardo, già prima della qualificazione come “zona rossa”, la situazione delle parrocchie della diocesi era molto diversificata. Tenendo conto di ciò ogni parroco, insieme ai propri collaboratori e ai catechisti, valuti l’opportunità di riprendere o iniziare gli incontri in presenza oppure di continuare nella modalità a distanza. Qualora si opti per gli incontri in presenza si dovranno garantire tutte le norme di sicurezza (distanziamento, uso della mascherina, igiene delle mani, ecc.) secondo il patto di corresponsabilità contratto con le famiglie.

Per quanto riguarda la catechesi degli adulti ed in particolare l’iniziativa diocesana denominata il “Giorno dell’ascolto” ogni parrocchia si orienti se preferire la modalità a distanza oppure ripartire in presenza (sempre nel rispetto della normativa in vigore) con una attenta valutazione pastorale.

L’apertura dell’ Oratorio alla libera frequentazione e in particolare del bar rimane sospesa.




Ministri straordinari della Comunione, i video del corso

Lo scoppio della pandemia ha costretto rsa, cliniche e ospedali ad applicare serie restrizioni, così per molti anziani e malati è venuta meno la visita dei propri cari e in parte anche dell’assistenza religiosa. Per tal motivo il Vescovo ha deciso di affidare, in modo del tutto eccezionale e temporaneo, il compito di ministro straordinario della Comunione a qualcuno del personale interno alle strutture sanitarie. A questo si aggiunge la proposta di attivare anche nuovi ministri straordinari della Comunione nelle comunità cristiane perché non venga meno la consolazione della comunità, tramite l’Eucarestia, ai tanti anziani soli costretti a rimanere in casa e ai malati che si trovano nelle abitazioni private.

Per tal motivo gli Uffici diocesani per il Culto divino e per la Pastorale della Salute hanno predisposto un minicorso online per ministri straordinari della comunione. Esso è composto da quattro video-lezioni di circa 20 minuti ciascuna. Di seguito tematiche e link per accedervi.

1 – La Teologia eucaristica (https://medialibwd.glauco.it/tiny/4rfsy)

2 – La relazione con il malato o l’anziano (https://medialibwd.glauco.it/tiny/owkbb)

3 – Il rito della Comunione fuori della Messa (https://medialibwd.glauco.it/tiny/yt8g6)

4 – Le attenzioni sanitarie per chi porta la Comunione nelle case (https://medialibwd.glauco.it/tiny/5574s)




“Camminiamo nella speranza”, online il sussidio liturgico-pastorale per i tempi di Avvento e Natale

“Camminiamo nella speranza”. È questo il titolo del sussidio liturgico-pastorale per i tempi di Avvento e Natale proposto quest’anno dall’Ufficio liturgico nazionale della CEI. Oltre a offrire un’occasione di riflessione, vuole, con discrezione e sobrietà, accompagnare la preghiera della comunità ecclesiale, nel desiderio di potersi trovare riunita a celebrare. Si vuole altresì accompagnare la preghiera in casa, sostenendo la fede delle nostre famiglie e nutrendo la carità come espressione conseguente e spontanea di una vita alimentata dalla Parola e dal Pane di Vita.

 

Sussidio Avvento Natale 2020 in pdf

Sussidio Avvento Natale 2020 con MP3

 

Due parole affiorano dal cuore in questo tempo particolarmente complesso: speranza e prossimità. I tempi dell’Avvento e del Natale segnano l’inizio di un nuovo anno liturgico. Come andrà? Cosa aspettiamo? Mentre le nostre parole restano incerte e mute, la Parola di Dio in questo tempo annuncia e celebra la speranza: il Padre, nel mistero dell’Incarnazione del Figlio, si rivela volto compassionevole dell’Amore e, fedele alla sua promessa, si fa prossimo all’umanità ferita, stanca e sofferente.

La storia ci ha messi di fronte alla prova impegnativa di un’emergenza sanitaria che non sta risparmiando nessuno, chi direttamente e chi indirettamente. Il cuore è stretto dalla paura, le relazioni sembrano sospese come molte delle attività. Se pur immersi in questa situazione inedita, non vogliamo chiuderci all’inedito di Dio. Anzi, desideriamo aprirci a Lui, e ad ogni uomo e donna. Al Padre affidiamo la tessitura misteriosa dei nostri giorni e da Lui accogliamo nella fede, come trama di luce, il dono del Figlio Gesù, «speranza sempre invocata e sempre attesa». Nel prossimo gustiamo la bellezza della fraternità. Lo Spirito Santo ci doni il calore della condivisione e il profumo della carità che non è venuta meno in questo tempo; per essa rendiamo grazie.

Papa Francesco nell’enciclica “Fratelli tutti” (54) ha scritto «Malgrado queste dense ombre, che non vanno ignorate, … desidero dare voce a tanti percorsi di speranza. Dio infatti continua a seminare nell’umanità semi di bene. La recente pandemia ci ha permesso di recuperare e apprezzare tanti compagni e compagne di viaggio che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita. Siamo stati capaci di riconoscere che le nostre vite sono intrecciate e sostenute da persone ordinarie che, senza dubbio, hanno scritto gli avvenimenti decisivi della nostra storia condivisa: medici, infermieri e infermiere, farmacisti, addetti ai supermercati, personale delle pulizie, badanti, trasportatori, uomini e donne che lavorano per fornire servizi essenziali e sicurezza, volontari, sacerdoti, religiose, … hanno capito che nessuno si salva da solo».

La speranza cristiana ci invita a non guardare alla storia in maniera fatalistica, perché le sue radici sono nel cuore stesso di Dio. Essa, invece, chiede di vivere il nostro impegno nel mondo con coraggio e con fiducia. Allora non solo il tempo nuovo sarà spazio di speranza, ma noi stessi saremo uomini e donne di speranza. In Avvento preghiamo affermando che il nostro tempo è quello nel quale «osiamo sperare vigilanti nell’attesa» (Messale Romano III, Prefazio dell’Avvento I, p. 328). Vogliamo davvero «osare sperare» e guardare al futuro con fiducia nella consapevolezza che la nostra vita già appartiene a Dio, «che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva» (cfr. 1Pt 1,3). Nella situazione di desolazione e sconforto, il Natale di Cristo, che ha assunto tutta la nostra umanità, ci apre alla speranza non solo di poter ricevere un supplemento di vita ma una nuova Vita.

Riceviamo con gioia questo sussidio liturgico-pastorale. Oltre ad offrirci un’occasione di riflessione, vuole, con discrezione e sobrietà, accompagnare la preghiera della comunità ecclesiale, nel desiderio di potersi trovare riunita a celebrare. Si vuole altresì accompagnare la preghiera in casa, sostenendo la fede delle nostre famiglie e nutrendo la carità come espressione conseguente e spontanea di una vita nutrita dalla Parola e dal Pane di Vita.

Esortati da papa Francesco, in piena comunione con lui e con tutta la Chiesa, «Camminiamo nella speranza». (Fratelli tutti, 55).

+ Stefano Russo
Segretario Generale
della Conferenza Episcopale Italiana




Il Papa ai nuovi cardinali: la croce e il mondo, due strade inconciliabili

Settimo Concistoro ordinario pubblico per Papa Francesco, il primo caratterizzato da severe misure di precauzione a causa della pandemia. Un centinaio le persone nella Basilica vaticana e due dei novelli porporati assenti per l’impossibilità di arrivare a Roma: il filippino Jose Fuerte Advincula, arcivescovo di Capiz, e Cornelius Sim, vicario apostolico del Brunei, che saranno ugualmente creati cardinali. 

Una cerimonia con le mascherine 

Dei tredici nuovi cardinali creati dal Papa, 9 sono elettori e 4 non elettori perché ultraottantenni. Nella cerimonia, presieduta da Francesco all’altare della Cattedra, non c’è stato questa volta l’abbraccio di pace tra i cardinali, mentre i riti di imposizione della berretta, la consegna dell’anello e l’assegnazione del titolo si sono svolti secondo il rito consueto. Molti cardinali del Sacro collegio hanno seguito la celebrazione collegati via web, mentre per le nuove porpore, come noto, sono state annullate le visite di cortesia.

Nel Vangelo l’indicazione di percorso per i nuovi cardinali

Dopo il saluto rivolto al Papa, all’inizio della celebrazione, a nome di tutti i neo cardinali da monsignor Mario Grech, segretario generale del Sinodo dei vescovi, Francesco ha preso la parola. La lettura scelta per questo Concistoro è stata un brano tratto dal Vangelo di Marco: il Maestro è con i discepoli e per la terza volta annuncia loro la sua prossima morte e resurrezione. Stanno andando a Gerusalemme ed è lungo la strada che avviene il dialogo fra Gesù e i 12. Gesù ha appena finito di parlare quando gli si avvicinano Giacomo e Giovanni. Gli vogliono chiedere un favore che appare decisamente fuori luogo: fare in modo che loro possano sedersi a fianco di Gesù Risorto, uno a destra e l’altro alla sua sinistra. “Non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato”, la risposta del Signore.

Il cammino della Chiesa 

La strada “è l’ambiente in cui sempre si svolge il cammino della Chiesa”, ha affermato Papa Francesco nella sua omelia. “Gerusalemme è sempre davanti a noi. La Croce e la Risurrezione appartengono alla nostra storia”. E osserva:

Questa Parola evangelica ha accompagnato spesso i Concistori per la creazione di nuovi Cardinali. Non è solo uno “sfondo”, è una “indicazione di percorso” per noi che, oggi, siamo in cammino insieme con Gesù, che procede sulla strada davanti a noi. Lui è la forza e il senso della nostra vita e del nostro ministero.

Gesù capisce il timore dei suoi e non li abbandona 

Oggi, ha proseguito Francesco, tocca a chi vuol seguire Gesù misurarsi con questa Parola. Allora i discepoli avevano provato sgomento e timore alle parole di Gesù, pensando a quel che li attendeva a Gerusalemme. Gesù li capisce:

Il Signore conosce lo stato d’animo di quelli che lo seguono, e questo non lo lascia indifferente. Gesù non abbandona mai i suoi amici; non li trascura mai. Anche quando sembra che vada dritto per la sua strada, Lui sempre lo fa per noi. Tutto quello che fa, lo fa per noi, per la nostra salvezza. E, nel caso specifico dei Dodici, lo fa per prepararli alla prova.

La strada di Gesù è una sola

Gesù vuole che i suoi “siano sempre con Lui sulla sua strada”. E la sua strada è quella della passione, morte e resurrezione. E’, ha detto il Papa, “la strada del Servo del Signore. Gesù si identifica con questa strada”. Dice infatti ‘Io sono la via’. Francesco sottolinea: “Questa via, non un’altra”. In questo contesto, ha notato Francesco, accade il “colpo di scena”,  il manifestarsi cioè del desiderio dei due fratelli. ‘Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra’:

Questa è un’altra strada. Non è la strada di Gesù, è un’altra. È la strada di chi, magari senza nemmeno rendersene conto, “usa” il Signore per promuovere sé stesso; di chi – come dice San Paolo – cerca i propri interessi e non quelli di Cristo.

È necessario essere sempre vigilanti

Se Gesù non si altera nei confronti di Giacomo e Giovanni, saranno poi gli altri discepoli a scandalizzarsi per quella richiesta, ma li accusa dicendo che così dimostrano di essere ‘fuori strada’. Ed è una tentazione, ha osservato il Papa, che può capitare a tutti:

Cari Fratelli, tutti noi vogliamo bene a Gesù, tutti vogliamo seguirlo, ma dobbiamo essere sempre vigilanti per rimanere sulla sua strada. Perché con i piedi, con il corpo possiamo essere con Lui, ma il nostro cuore può essere lontano, e portarci fuori strada. Pensiamo a tanti generi di corruzione nella vita sacerdotale. Così, ad esempio, il rosso porpora dell’abito cardinalizio, che è il colore del sangue, può diventare, per lo spirito mondano, quello di una eminente distinzione. E tu non sarai più il pastore vicino al popolo. Sentirai di essere soltanto l’eminenza. Quando tu sentirai quello, sarai fuori strada.

Una Parola sempre necessaria alla Chiesa

Il Papa ha sottolineato il “netto contrasto tra Gesù e i discepoli”. Lui sulla strada, loro fuori. “Due percorsi inconciliabili”. Per i suoi discepoli a rischio di sbandamento e per tutti, ha proseguito Francesco, Lui vivrà la passione e poi risorgerà. “Li metterà finalmente in cammino sulla sua strada”. Il racconto di questo dialogo che troviamo nel Vangelo, non solo di Marco, “è una Parola che salva, necessaria alla Chiesa di tutti i tempi”, ha affermato Papa Francesco che ha concluso:

Anche se i Dodici vi fanno una brutta figura, questo testo è entrato nel Canone perché mostra la verità su Gesù e su di noi. È una Parola salutare anche per noi oggi. Anche noi, Papa e Cardinali, dobbiamo sempre rispecchiarci in questa Parola di verità. È una spada affilata, ci taglia, è dolorosa, ma nello stesso tempo ci guarisce, ci libera, ci converte. Conversione è proprio questo: da fuori strada, andare sulla strada di Dio. Che lo Spirito Santo ci doni, oggi e sempre, questa grazia.

La preghiera a Maria

Al termine dell’omelia un lungo silenzio e poi la consegna a ciascun neo cardinale, davanti al Papa, delle insegne cardinalizie. La recita del Padre nostro e la benedizione hanno concluso la cerimonia. Mentre Francesco si recava a rendere omaggio all’icona della Vergine, accanto all’altare, il canto finale del Salve Regina sembrava esprimere la volontà dei  porporati e di tutti i presenti di affidare alla Madre di Dio le promesse di fedeltà e di servizio alla Chiesa fatte solennemente oggi.




L’Avvento 2020 e l’opportunità digitale

L’isolamento e le paure cui ci sta costringendo l’epidemia da coronavirus non possono ridurci a una condizione di passività. Un po’ ovunque nel mondo diocesi, movimenti, ordini religiosi hanno messo in moto la propria creatività per per creare e rafforzare il senso di comunità orante sfruttando, in particolare, le tecnologie digitali.

Le piattaforme online e l’accompagnamento in rete

Si moltiplicano i ritiri e gli strumenti online per aiutare lo spirito: è, per esempio, il caso del tradizionale calendario dell’Avvento irlandese che si arricchisce di preghiere, video, parole di Papa Francesco tratte dall’esortazione apostolica Christus vivit, gesti e suggerimenti per rendere il Natale più sostenibile e per prendersi cura della casa comune. Segnalazioni di libri, musica ed eventi in diocesi e parrocchie, con indicazioni per farsi prossimo alle famiglie più bisognose.

Una serie di video, la cui realizzazione è stata promossa dalla Conferenza episcopale del Canada e disponibili on line ogni settimana, potranno aiutare i fedeli cattolici a prepararsi alla celebrazione della nascita di Gesù. Si propone un “Viaggio attraverso l’Avvento”, con riflessioni sul Vangelo per ogni domenica di questo tempo forte e sul vero significato del Natale. L’auspicio dei presuli è che sia un canale di conforto e di profonda preparazione per tutti.

La Conferenza episcopale spagnola ha predisposto una nuova app per pregare la Liturgia delle Ore, mentre dalla Svizzera su www.lumierequandmeme.ch è partita una iniziativa ecumenica che offre spunti per vivere diversamente l’Avvento e il periodo natalizio, in tre ambiti: “Celebrare comunque – In connessione comunque – Solidarietà comunque”. Oltre a testi meditativi e a gesti concreti, si presentano progetti solidali da sostenere o legati alla pandemia in Svizzera e all’estero.

Su avent.retraitedanslaville.org i domenicani di Lille propongono un “Avvento in città”, un percorso di accompagnamento con riflessioni, canti dell’Avvento e quattro meditazioni di altrettanti relatori di alto profilo. Un modo per prepararsi perché “il Natale non sia una banale gioia ma un evento spirituale per la nostra vita”. I temi approfonditi: la pace nelle famiglie e nelle comunità cristiane; l’azione dello Spirito per la pace tra i popoli; Gesù come Principe della Pace nella vita di ogni uomo. Monsignor David Macaire, domenicano, arcivescovo di Fort-de-France, nella Martinica, inoltre, ogni settimana illustrerà un metodo concreto per diventare artigiani di pace.

Le sofferenze procurate dalla pandemia, che sta mettendo in ginocchio l’India, sono al centro del “Communio India Sunday”, l’annuale appuntamento celebrato dalle 132 diocesi latine indiane nella prima domenica di Avvento. “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13,34). è il tema scelto quest’anno. I fedeli saranno invitati a pregare e aiutare le missioni, soprattutto nelle aree rurali.

Un Avvento più sobrio e solidale

Il Consiglio delle Chiese svedesi, per esempio, ha chiesto di poter continuare a prendersi cura dei senzatetto (circa 33mila in Svezia) e dei piu’ emarginati, nonostante le restrizioni anti-Covid. “C’e’ bisogno di poter accogliere molte persone che si trovano in situazioni difficili – spiegano – di rendere disponibili locali in modo che le persone possano riscaldarsi o mangiare un pranzo al sacco al chiuso”.

In Repubblica Ceca, anche quest’anno – sebbene in modalità diversa a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia – le parrocchie di Olomouc sono state coinvolte nella produzione delle ghirlande dell’Avvento, che saranno poi vendute durante la prima domenica a favore alla casa per bambini Verbist Care Center, orfanotrofio di Ulan Bator, in Mongolia. “A causa del Coronavirus, l’orfanotrofio ha perso parte dei suoi finanziamenti perché alcuni provenienti dall’estero quest’anno non sono arrivati. Pertanto, abbiamo utilizzato i soldi della raccolta principalmente per acquistare scorte di cibo durevole”, spiega Simon, il direttore dell’orfanotrofio. Nella capitale della Mongolia, dove l’inverno dura fino a otto mesi e le temperature raggiungono i meno 40 gradi, diverse centinaia di bambini vivono ancora per strada. La missione è dunque quella di garantire i diritti umani fondamentali degli orfani, dei bambini abbandonati o maltrattati.

In Algarve, in Portogallo, tra le iniziative di carità suggerite in questo tempo di attesa, c’è la realizzazione, in famiglia, di “un breve video a tema natalizio da inviare agli anziani che trascorrono il Natale” lontani dai loro cari o da soli, oppure la raccolta di generi alimentari di prima necessità e di kit igienici da destinare alle persone più bisognose. Potrebbe essere utile accompagnare l’allestimento con la lettura di alcuni brani della Lettera apostolica di Papa Francesco Admirabile signum, dedicata proprio al significato e al valore del presepe.

In carcere

“Nelle carceri, a causa della paura dei contagi, molte attività sono state rallentate. I detenuti vivono ancora di più la loro solitudine e l’abbandono”, sottolinea don Grimaldi, ispettore generale dei cappellani delle carceri d’Italia, che esorta i suoi omologhi e gli operatori di questo ambito a “non vivere le limitazioni imposte dalla pandemia come frustrazioni che paralizzano l’agire, ma come stimolo per trasformare la marginalità in opportunità”. Insistendo sul fatto che questo tempo burrascoso, di crisi sanitaria, sociale ed economica, ci ha fatto scoprire ancor di più i nostri limiti e le nostre debolezze, facendoci comprendere che noi non siamo i padroni del tempo, invita a vivere questo periodo d’incertezze con la vigilanza del cuore per essere sentinelle di speranza.

Con i più giovani

Il Messaggero dei Ragazzi, la rivista mensile per i più giovani dell’editrice Messaggero di Sant’Antonio di Padova, propone #AccadeSoloSeCiCredi, l’Avvento social per ragazzi e ragazze dai 9 ai 14 anni. Sul portale meraweb.it i preadolescenti potranno seguire ogni giorno sul proprio telefonino, o su quello dei propri genitori, messaggi, riflessioni, attività per prepararsi al Natale. Il direttore responsabile del periodico, fra Fabio Scarsato, nei panni di fra Simplicio, dialogherà in chat con i giovanissimi per “camminare” con loro verso la grotta di Betlemme. A fare da filo rosso è una originalissima e provocatoria versione della storia di Babbo Natale, che ribalta tutte le tradizioni. Non sarà il rassicurante nonno che porta i regali ai bambini, ma uno spregiudicato signore che passa la sua vita cercando di arricchirsi, finché si ritrova senza più nulla; da lì, l’idea di partire, in cerca di fortuna e anonimato, per un paesino della Palestina: Betlemme.




“Il tempo che ci è dato”, l’AC propone il ritiro di Avvento online

“Il tempo che ci è dato” è il titolo scelto per le proposte di tempo promosse a livello diocesano e locale dall’Azione Cattolica cremonese. La scelta del tema parte da una riflessione circa il tempo e il periodo che si sta vivendo. «All’interno di questo momento non facile – spiega la Presidenza diocesana di AC – ci siamo ri-detti l’importanza di vivere pienamente il tempo che il Signore ci propone, con lo sguardo fisso su di Lui. Pertanto le varie iniziative mettono al primo posto la preghiera e la spiritualità. Non dobbiamo mai perdere il riferimento al Dio, pena lo svuotarsi di tutte le nostre iniziative e azioni». Come ogni anno è proposto in Avvento un intensificarsi della preghiera.

Per gli adulti viene proposto il ritiro adulti “dislocato”: si tratta di una sito/piattaforma nel quale si trovano dei materiali per la riflessione personale e per la preghiera. Sul sito è presente una meditazione per il tempo di Avvento dell’assistente unitario e adulti diocesano don Gianpaolo Maccagni. Tuttavia sul sito è possibile anche interagire inserendo preghiere o pensieri che la preghiera e riflessione personale suscita in ognuno in modo da garantire una piccola ma significativa condivisione. Per accedere alla piattaforma web cliccare qui.

La meditazione di don Gianpaolo Maccagni

Sempre sul sito si propone, nel pomeriggio del 20 dicembre, un momento comunitario di preghiera in chiesa a conclusione del ritiro. A ogni gruppo è chiesto poi di caricare sul sito una foto dell’incontro. Anche questo è un modo per sentirsi vicini come Chiesa diocesana.

L’altro appuntamento per gli adulti è dato dalla possibilità di partecipazione allargata online a percorsi o incontri che alcuni gruppi portano avanti. Tali incontri verrebbero aperti a tutti gli adulti della stessa zona pastorale o di altre zone pastorali.

Anche per i Giovani vi è una proposta articolata che prevede al centro la preghiera. Difatti ogni domenica ci si troverà online alle ore 19 per la celebrazione dei Vespri con una candela accesa al proprio fianco. Il 13 dicembre, invece, il “ritrovo” sarà anticipato alle 16.30 per un momento di Lectio Divina guidata dall’assistente diocesano giovani don Michele Martinelli; a conclusione ci celebreranno i Vespri e a seguire una serata insieme, pur nella distanza.

Per i giovanissimi la proposta prevede ogni giovedì un collegamento comunitario per la preghiera delle Lodi e la lettura del Vangelo del giorno alle ore 7.30 prima dell’inizio delle lezioni scolastiche online. Un’altra attività proposta sarà il “GeocAChing”: in ognuna delle località in cui sono presenti gruppi giovanissimi di AC sarà nascosto un piccolo contenitore con un foglio di carta: i ragazzi dovranno trovare il contenitore durante l’Avvento e avranno la possibilità di appuntare sul foglio pensieri e riflessioni. La conclusione avverrà con il tradizionale campo diocesano giovanissimi che quest’anno sarà un campo “diffuso”, ovvero realizzato a distanza nei propri paesi e città con la conclusione, se possibile, con una giornata comunitaria tutti insieme. Le date provvisorie sono il 27, 28 e 29 dicembre, ma gli appuntamenti potrebbero slittare anche a inizio gennaio a seconda delle indicazioni del Governo e/o della Regione.

Per i bambini e ragazzi dell’ACR viene proposta, sul sito dell’AC diocesano, una traccia per un ritiro di Avvento che gli educatori possono proporre ai gruppi. Inoltre si suggerisce ai gruppi di pensare una breve momento di raccordo con i bambini e i ragazzi prima o dopo la celebrazione eucaristica in chiesa.

In occasione dell’8 dicembre, giornata da sempre dedicata all’Impegno per gli associati, si invitano le associazioni parrocchiali a pensare un breve momento di preghiera unitario in chiesa durante il pomeriggio per la Giornata dell’adesione e dell’impegno.

«Rispetto al tesseramento – concludono dalla Presidenza diocesana di AC – abbiamo proposto quest’anno due possibilità: chi lo desidera può versare una quota maggiorata come donazione. La parte eccedente sarà raccolta e destinata al fondo diocesano “La borsa di Sant’Omobono”. Inoltre è possibile versare una quota associativa “sospesa” da utilizzare a livello parrocchiale o diocesano per chi pur volendo aderire all’AC avesse delle difficoltà economiche. Chiaramente il disavanzo, qualora ci fosse, sarebbe destinato anch’esso al fondo diocesano».

Cliccare qui per tutte le proposte e le indicazioni.

Ulteriori informazioni sui canali social dell’Ac diocesana e sul sito www.azionecattolicacremona.it.