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Author: RAM

Missione, Don Davide Ferretti racconta la favela: giovani e carità per non cedere a povertà e violenza
Il sacerdote fidei donum torna in Brasile dopo un periodo di vacanza e si prepara ad accogliere due giovani missionari laici nella parrocchia di Salvador: «Coltiviamo i legami con la diocesi per tenere vivo il progetto Bahia»

Tra pochi giorni don Davide Ferretti tornerà in Brasile, nella sua Salvador de Bahia. Resta il tempo per la seconda dose di vaccino e per un altro incontro in oratorio. «Diverse parrocchie – racconta – mi hanno invitato durante il Grest per raccontare ai ragazzi la missione di Salvador. È sorprendente il numero di domande che mi hanno rivolto. Ed è bello vedere nei ragazzi questa curiosità, questa sensibilità verso chi vive lontano da noi e vive problemi diversi dai nostri».

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(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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Torna quest’anno la processione sul Po con la statua della Madonna di Brancere
La partenza alle 15 da Cremona, davanti alla canottieri Flora; alle 17 al Sales la Messa

Dopo la pausa dovuta alle difficoltà organizzative causate dalla pandemia, riprende quest’anno la manifestazione religiosa tanto amata dai fedeli cremonesi nell’occasione della solennità della festa dell’Assunta, il 15 agosto, con la processione della statua della Madonna di Brancere, Regina del Po, da Cremona al Sales percorrendo in barca il corso del Grande fiume.

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Matteo Lodigiani

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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Cremona si prepara per la Settimana Liturgica Nazionale di agosto (VIDEO)
In settimana il sopralluogo di monsignor Giovanni Di Napoli, segretario CAL, che ha incontrato il Vescovo, visitato la Cattedrale e incontrato lo staff della Comunicazione diocesana che curerà le dirette dell'evento

Prosegue a ritmo serrato la preparazione della 71a Settimana Liturgica Nazionale, che si svolgerà a Cremona dal 23 al 26 agosto. Quale ulteriore momento di confronto e verifica tra la Diocesi di Cremona, che quest’anno ospita l’evento, e il Centro di Azione Liturgica, ente promotore della Settimana, in settimana è giunto all’ombra del Torrazzo monsignor Giovanni Di Napoli, segretario CAL. Continue reading »

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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A San Luca una reliquia del beato Carlo Acutis
Molti i legami con il fondatore dei Barnabiti. Padre Viganò: «È stato un giovane capace di centrare la propria vita intorno all’Eucaristia»

Una vita breve, conclusasi a soli quindici anni a causa di una leucemia fulminante, ma interamente dedicata a Dio e al prossimo. È questa, in estrema sintesi, l’esperienza di Carlo Acutis, giovane milanese stroncato dalla malattia nel 2006 e proclamato beato l’ottobre scorso. Ed è proprio una sua reliquia – una ciocca di capelli – ad essere custodita, da domenica 11 luglio, presso la Chiesa di San Luca, a Cremona, affidata alla comunità di Padri Barnabiti che dimorano nel convento adiacente. Continue reading »

Andrea Bassani

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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Cappella, un concorso fotografico per realizzare il parco giochi
Nell’area verde adiacente alla sede ACLI di Cappella, dove annualmente è ospitato il Festival SpaventaCappella.

Prende avvio con il concorso fotografico “Giochi all’ombra del campanile”, la raccolta fondi promossa dai Circoli ACLI di Cappella e Casalmaggiore, con il sostegno di ACLI Provinciale e in collaborazione con i circoli del Casalasco e la Parrocchia di Sant’Agata, per la creazione di un parco giochi per bambini da 3 a 12 anni nell’area verde adiacente alla sede ACLI di Cappella, dove annualmente è ospitato il Festival SpaventaCappella. Continue reading »

Sara Pisani

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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Caritas, più della metà dei poveri non riceve il Reddito di cittadinanza. Ma oggi serve “più che mai”
Secondo il VI Rapporto di Caritas italiana sulle Politiche contro la povertà dal Reddito di cittadinanza sono rimasti esclusi anche i nuovi poveri della pandemia, in particolare coppie giovani con figli, e ci sono criticità nei percorsi di inclusione lavorativa. L'articolata analisi del monitoraggio Caritas

Più della metà delle persone in condizione di povertà – il 56% – non usufruisce del Reddito di cittadinanza. Lo percepiscono invece il 44% dei nuclei poveri, soprattutto inoccupati, persone senza un lavoro e che non percepiscono sussidi di disoccupazione o altre forme di sostegno al reddito. Dal Reddito sono invece rimasti esclusi i nuovi poveri della pandemia, in particolare coppie giovani con figli, e ci sono criticità nei percorsi di inclusione lavorativa. Nonostante ciò, il Reddito va mantenuto e “riordinato”. Ci sono proposte concrete su come fare per raggiungere tutti e renderlo più efficace. “Superata l’emergenza, contro la povertà vanno predisposte risposte strutturali adatte alla società attuale”. E’ quanto emerge dal VI Rapporto sulle Politiche contro la povertà di Caritas italiana, che ha effettuato un articolato monitoraggio sul Reddito di cittadinanza, con focus group e consigli pratici su come riformulare questa misura introdotta nel 2019 per contrastare la povertà. Secondo i dati governativi circa 3,7 milioni di cittadini, di cui 1 milione e 350 mila bambini e ragazzi e 450 mila persone con disabilità, stanno usufruendo del Reddito di cittadinanza. La cifra stanziata nel 2020 è oltre 8 miliardi di euro. Se ha funzionato sulle fasce di reddito molto basse ci sono però degli esclusi:  secondo il rapporto Caritas si tratta dei “nuovi profili della povertà che hanno risentito in misura maggiore della pandemia”, ossia “quei nuclei caratterizzati da un’età giovane, la presenza di figli minori, la presenza di un reddito, seppur minimo”. Perciò Caritas propone “un’Agenda” per il riordino del Reddito di cittadinanza. Oggi la presentazione a Roma con il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando e Pasquale Tridico, presidente Inps.

“Oggi più che mai ne abbiamo bisogno”. “Una misura come quella del Reddito di cittadinanza va assolutamente tenuta e però va anche riordinata”,  afferma don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, durante la presentazione a Roma del rapporto: “Siamo qui per ribadire con forza che

il nostro Paese ha bisogno di una misura di contrasto alla povertà, oggi più che mai, soprattutto dopo il disastro economico della pandemia.

Ci sono migliaia di persone nel nostro Paese che non possono fare a meno di un sostegno economico, che non possono lavorare o che, pur lavorando, restano inchiodati a situazioni di profondo disagio economico”.

L’impatto della pandemia. L’incidenza massima dei nuclei che hanno avuto accesso al Reddito di cittadinanza nel 2020, in piena pandemia, riguarda la classe di redditi compresi tra 1.000 e 1.299 euro. Questo dato “può essere letto come un primo segnale dell’impatto del Covid 2019 sulle famiglie a reddito medio”. In particolare, “sono le coppie con figli minori a pagare le conseguenze più elevate”.

Gli esclusi. Il rapporto individua alcune caratteristiche delle famiglie povere escluse: tendono a risiedere al Nord, ad avere minori, un richiedente straniero, risparmi in banca superiori alla soglia consentita. Attualmente sono escluse dalla possibilità di richiedere il Reddito 4 famiglie straniere su 10. Il requisito economico di accesso che più di tutti restringe l’accesso alla misura alle famiglie in povertà assoluta è quello del patrimonio mobiliare (solo due terzi di queste lo soddisfa). Al Nord il numero delle famiglie che fruiscono del Reddito è il 37% di quelle in povertà assoluta, nel Centro il 69% e nel Sud il 95%.

Tra gli utenti Caritas. Riguardo al monitoraggio tra gli utenti Caritas emerge che il 55,2% di persone sostenute ha beneficiato della misura fra il 2019 e il 2020; inoltre il 56% di chi lo riceve presenta contemporaneamente tre o più forme di vulnerabilità.

L’inclusione lavorativa. Al 31 gennaio 2021, i nuclei beneficiari di Reddito di cittadinanza indirizzati ai percorsi di inclusione lavorativa sono, a livello nazionale, circa 530 mila, il 49% del totale dei nuclei indirizzati, a seconda delle loro caratteristiche, ai Centri per l’impiego o ai servizi sociali. I dati mostrano che al 31 gennaio 2021 il 5,1% dei percettori della misura non risultava tenuto agli obblighi, il 48,3% era stato indirizzato ai percorsi di inclusione sociale e il 46,6% ai percorsi di attivazione lavorativa con i Centri per l’impiego. Si tratta di un processo ancora lento e complesso, complicato dall’irruzione della pandemia.

L’identikit dei beneficiari tracciato nei focus group racconta di “persone molto deboli dal punto di vista lavorativo e in grandi difficoltà economiche, psicologiche e sociali. Non raramente sono persone che non hanno acquisito neppure il titolo di studio obbligatorio per legge, o giovani che non studiano né lavorano o in evidente ritardo con gli studi. Sono tutti dotati di smartphone, ma non sanno usarlo per effettuare ricerche su internet, non sanno redigere un curriculum vitae e, in alcuni casi, non parlano la lingua italiana”. Il 72% ha al massimo la licenza media mentre solo il 3% ha ottenuto la laurea. Tra i beneficiari il 21% non ha mai avuto un rapporto di lavoro alle dipendenze nella sua storia lavorativa. Gli under 30 e gli over 50 rappresentano rispettivamente il 34% e il 27% dei beneficiari tenuti al Patto per il lavoro. Gli under 30 sono più presenti al Sud e nelle isole, viceversa gli over 50 nel Centro-Nord.

I bisogni fondamentali: cibo, casa e bollette. Le condizioni di povertà ruotano attorno all’impossibilità di avere risorse adeguate per affrontare il soddisfacimento di tre bisogni fondamentali: la spesa per il mangiare, la casa e le bollette. Nonostante il Reddito di cittadinanza le difficoltà persistono “in particolare nei casi in cui l’importo riconosciuto è estremamente basso oppure non adeguato rispetto ai bisogni di vita”. Una delle criticità più segnalate è stata la sospensione del contributo al 18° mese, per cui bisogna tornare alla Caritas o da altre organizzazioni del privato sociali per chiedere di nuovo aiuto. Alcuni intervistati hanno affermato di vivere con disagio questa situazione e di provare una vera e propria “vergogna” ma allo stesso tempo di non essere in grado di acquisire una propria autonomia.

Patrizia Caiffa

(Fonte: AgenSir)

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Nuove norme sulla messa antica, maggiore responsabilità al vescovo
Il Papa pubblica un motu proprio per ridefinire le modalità di utilizzo del messale preconciliare: le decisioni tornano nella disponibilità dei pastori delle diocesi. I gruppi legati alla liturgia antica non devono escludere la legittimità della riforma liturgica, i dettati del Concilio Vaticano II e il magistero dei Pontefici

Papa Francesco, dopo aver consultato i vescovi del mondo, ha deciso di modificare le norme che regolano l’uso del messale del 1962, liberalizzato come “Rito Romano extra-ordinario” quattordici anni fa dal predecessore Benedetto XVI. Il Pontefice ha pubblicato il motu proprio “Traditionis custodes”, sull’uso della liturgia romana anteriore al 1970, accompagnandolo da una lettera nella quale spiega le ragioni della sua decisione. Ecco le principali novità. Continue reading »

(Fonte: VaticanNews)

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“Seme diVento”, per riportare al centro la cura degli adolescenti
Presentato un nuovo progetto educativo della CEI per i giovanissimi insieme alla ricerca effettuata da Ipsos su un campione con età compresa fra i 14 e i 18 anni

Prende corpo il nuovo progetto della Cei – elaborato dal Servizio per la pastorale giovanile, insieme all’Ufficio catechistico e all’Ufficio per la pastorale della famiglia – dedicato agli adolescenti, “Seme diVento”, che è stato presentato in un webinar trasmesso in streaming lo scorso 12 luglio (guarda qui il video completo). A sostenere l’iniziativa è la considerazione di una prolungata emergenza educativa che interessa soprattutto il rapporto con gli adolescenti ed una età messa a dura prova dall’esperienza della pandemia: alla conflittualità ordinaria che da sempre la caratterizza, si sono sovrascritti segnali ancora più forti, come i tanti casi di ritiro sociale, la sfida di mondi emotivi sempre più fluidi, l’habitat digitale con i suoi avatar e le sue trappole e, ovviamente, lo scollamento dall’esperienza spirituale istituzionalizzata. E ciò in profonda consonanza con le messe a tema condivise anche in diocesi, come ad es. la formazione proposta dall’area giovani sul tema delle emozioni (2019) e sui media digitali (2020). Continue reading »

(Fonte: VaticanNews)

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I giovani di Economy of Francesco riflettono su energia e agricoltura
Al via la prima di quattro MasterClass legate all’agroalimentare e alla produzione di energia. Intervento di due giovani donne delle popolazioni indigene dell’America Latina

Lo sguardo è rivolto al nuovo incontro mondiale di giovani economisti e imprenditori di The Economy of Francesco che si terrà il prossimo ottobre, dopo quello del novembre 2020. Proseguono, dunque, iniziative che puntano a dare un’anima all’economia, nell’ottica di un’ecologia integrale. Quella di cercare delle proposte diverse sulle tematiche legate all’agricoltura e all’energia è l’impegno di quattro MasterClass organizzate da giovani di The Economy of Francesco in collaborazione con il World Food Forum, una rete globale indipendente, creata e guidata dai giovani, per trasformare i sistemi agroalimentari e raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Al via, oggi, il primo di questi incontri su cui si sofferma, nell’intervista, Maurizio Pitzolu, membro del comitato centrale di The Economy of Francesco e coordinatore dei Villaggi agricoltura e giustizia, energia e povertà, che sottolinea come si sia voluto trovare un tavolo di discussione comune con tanti altri giovani che condividono pensieri simili. Continue reading »

Debora Donnini

(Fonte: VaticanNews)

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Charity@Home, con l’Università Cattolica volontari a Cremona
Nel mese di luglio Jacopo, giovane laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, e Matilde, studentessa in Scienze linguistiche, offriranno il loro tempo al Civico81

All’Università Cattolica l’estate può essere tempo prezioso da donare agli altri. Anche quest’anno, in cui il programma di volontariato internazionale promosso dal CeSI (Centro di Ateneo per la solidarietà internazionale) risulta ancora sospeso. Così l’opportunità di vivere esperienze di servizio qualificanti e in grado di valorizzare il percorso di studi degli studenti della Cattolica guarda all’Italia. E Cremona, città sede del nuovo campus Santa Monica, non è certo da meno. Continue reading »

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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