A Soresina un gruppo whatsapp per la preghiera per e con malati e anziani

L'iniziativa pensata dai volontari, prima impegnati nel visitare gli anziani nella locale RSA di Soresina o ad imboccare i malati del presidio ospedaliero Nuovo Robbiani, per una nuova forma di “contatto”
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342-7531078: quando un numero di telefono ti cambia la prospettiva e l’isolamento diventa condivisione, la solitudine si trasforma in compagnia e conforto.

La pandemia, come un colpo di spugna, ha cambiato, all’improvviso, le abitudini di tutti, dalle più banali a quelle più importanti. Per molti, per i più fragili soprattutto, ha significato un isolamento e una solitudine ancora più rigidi, spesso resi ancora più gravosi dalla malattia. Ma se da un lato i malati si sono sentiti abbandonati negli ospedali e gli anziani isolati nelle RSA, i volontari, impegnati nel portare conforto proprio a loro, improvvisamente, si sono sentiti senza una missione.

Proprio da questo vuoto, un anno fa, i volontari, impegnati nel visitare gli anziani nella locale RSA di Soresina o ad imboccare i malati del presidio ospedaliero Nuovo Robbiani, hanno pensato una nuova via di “contatto”. Si sono trasformati in un gruppo di preghiera stabile che prega per e con i malati e gli anziani.

Sfruttando, infatti, al meglio la nuova tecnologia, il numero 342-7531078 è diventato il riferimento per un gruppo aperto Whatsapp, attraverso il quale i partecipanti ricevono giornalmente le preghiere che scandiscono i vari momenti della giornata (lodi mattutine, vespri, compieta), ma anche pagine di Vangelo e relative omelie, lectio divine, preghiere per i defunti e intenzioni secondo le necessità di ciascuno.

Ad un anno dalla proposta di trasformazione dei gruppi fisici in virtuali, l’esperienza si è sviluppata e i partecipanti a questa singolare iniziativa sono cresciuti insieme, dimostrandosi un’alternativa alla vicinanza fisica ancora proibita per proteggere i più deboli dal contagio. Inutile sottolineare che il numero rimarrà attivo, non solo finché non si tornerà alla normalità, ma anche successivamente e chiunque può chiedere di partecipare o pregare per sé o per altri. E se in questo periodo si deve considerare l’unico possibile luogo di condivisione, nel futuro diventerà semplicemente strumentale alla vita di comunità, così come si è sempre stati abituati a conoscerla e viverla.

Annalisa Tondini

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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