A San Luca una reliquia del beato Carlo Acutis

Molti i legami con il fondatore dei Barnabiti. Padre Viganò: «È stato un giovane capace di centrare la propria vita intorno all’Eucaristia»
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Una vita breve, conclusasi a soli quindici anni a causa di una leucemia fulminante, ma interamente dedicata a Dio e al prossimo. È questa, in estrema sintesi, l’esperienza di Carlo Acutis, giovane milanese stroncato dalla malattia nel 2006 e proclamato beato l’ottobre scorso. Ed è proprio una sua reliquia – una ciocca di capelli – ad essere custodita, da domenica 11 luglio, presso la Chiesa di San Luca, a Cremona, affidata alla comunità di Padri Barnabiti che dimorano nel convento adiacente.

I punti di contatto tra Acutis e san Antonio Maria Zaccaria, cremonese fondatore dell’ordine dei Barnabiti, certamente non mancano: Eucaristia e cura del prossimo sono state questioni centrali per la vita di entrambi. Inoltre Milano, città in cui Carlo Acutis ha vissuto fin da piccolo, rappresenta una tappa fondamentale dell’esperienza del santo cremonese: proprio dalla chiesa di S. Barnaba ha avuto origine l’Ordine che, dopo la morte del fondatore, è stato rilanciato dal vescovo san Carlo Borromeo.

«Per noi – spiega padre Giorgio Viganò, economo della comunità cremonese – è molto significativo il fatto di poter avere una reliquia del beato Acutis. È stato un giovane capace di centrare la propria vita intorno all’Eucaristia, che definiva “la mia autostrada verso il Cielo”. E sappiamo tutti molto bene quanto sia importante, oggi, provare a dialogare in modo serio con il mondo giovanile».

Mondo giovanile che è particolarmente caro alla comunità di San Luca. Padre Viganò, infatti, ricopre anche il ruolo di responsabile di una struttura molto particolare: un pensionato per studenti che ospita ben venticinque giovani. «In questo senso – racconta il barnabita – acquista ancora più valore la presenza della reliquia di Carlo Acutis: un giovane come tanti, ma capace di “guardare oltre”. Speriamo che, entrando in contatto con lui, anche noi, e i nostri ragazzi, possiamo imparare ad avere il suo stesso sguardo».

La reliquia del beato Carlo Acutis sarà dunque conservata nella cappella del Sacro Cuore, così che i fedeli possano avere l’occasione di accostarsi ad essa e di affidarsi all’intercessione del giovane milanese.

«Già parecchie persone sono venute a pregare davanti alla reliquia – conclude padre Viganò – ed alcuni sacerdoti hanno chiesto di poter organizzare dei piccoli pellegrinaggi per le proprie comunità. Questo ci lascia ben sperare nel fatto che molti sentano il desiderio di riscoprire la propria fede alla luce della testimonianza di personaggi che l’hanno vissuta e raccontata con la propria vita».

 

Profilo biografico del beato Carlo Acutis

Carlo Acutis nacque a Londra nel 1991, ma subito si trasferì a Milano con la famiglia. Nel capoluogo lombardo crebbe dimostrando sempre particolare cura per la propria vita di fede, avvicinandosi presto al sacramento dell’Eucaristia e dedicandosi al prossimo. La sua vita fu tragicamente interrotta da una leucemia fulminante, che lo condusse alla morte il 12 ottobre 2006, ad appena quindici anni.

Oltre che per la sua profonda spiritualità, è ricordato per il suo entusiasmo e la sua vitalità, che lo hanno portato ad intessere numerose relazioni di amicizia. Ebbe sempre una passione particolare per il mondo del web, tanto che realizzò un proprio sito internet, nel quale non mancava comunque un riferimento alla propria fede.

Il 10 ottobre 2020 è stato beatificato ad Assisi, città in cui è sepolto, dopo il riconoscimento di un miracolo da lui compiuto, nel 2013, nei confronti di un bambino brasiliano: parenti ed amici avevano pregato affidandosi all’intercessione di Carlo.

Andrea Bassani

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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