A Romanengo la Giornata delle vocazioni con padre Gigi Maccalli

Il missionario cremasco della Società delle Missioni Africane (Sma), noto per il lungo rapimento, ha rivolto ai giovani un messaggio di speranza
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«A voi giovani consegno questo mandato: offrire opportunità nuove impastate di fraternità». È con queste parole che il missionario cremasco padre Gigi Maccalli si è rivolto alla comunità di Romanengo domenica 25 aprile: la Giornata mondiale delle vocazioni, infatti, è stata l’occasione per ascoltare la testimonianza del missionario della Società delle Missioni Africane (Sma) noto per il rapimento di due anni che lo ha riguardato.

«Tre sono i regali che mi sono stati consegnati durante la mia prigionia – ha spiegato –: la comunione con le vittime innocenti, il silenzio con cui andare in profondità e lo scoprire l’essenziale. E l’essenziale è ciò che ci consegna il Risorto: Shalom, la pace».

Ha quindi proseguito raccontando come durante la prigionia, pur senza alcun maltrattamento, ha vissuto la «difficoltà di non celebrare l’eucarestia per più di 700 giorni». E quel versetto del Salmo, che ritornava continuamente: «Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me».

Non è mancato un accenno ai fatti di cronaca, come il recente naufragio di persone migranti, da cui ha preso spunto per ricordare che «per costruire un nuovo mondo, non possiamo prescindere da uno sguardo di fratellanza: siamo fratelli, fratelli tutti».

Alla Messa, animata dai giovani della parrocchia e da un gruppo di cantori provenienti dalle parrocchie vicine con all’organo il maestro Palmieri, è seguita la preghiera dei Vespri con i giovani presenti.

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Davide Valesi

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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