A Caravaggio la Giornata della fraternità sacerdotale

La celebrazione è stata aperta con il messaggio di papa Francesco e il dono di un crocifisso per ciascuno dei participanti
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Appuntamento dedicato a tutti i presbiteri anziani e malati quello che si è tenuto giovedì 19 settembre al santuario di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio dove l’Unitalsi regionale e la Conferenza episcopale lombarda hanno organizzato la quinta “Giornata della fraternità sacerdotale”. Perché non si smette mai di essere sacerdoti, sia quando si è giovani e in forze sia quando si è in là con gli anni e il fisico non è più quello di una volta.

Per l’occasione, l’arcivescovo di Milano Mario Delpini ha celebrato in basilica, alle 11.30, la Messa solenne. Presenti una ventina fra vescovi e vescovi emeriti della Lombardia (radunati a Caravaggio per il periodico incontro della Cel) e numerosi sacerdoti oltre ai barellieri e le dame dell’Unitalsi guidati dal presidente regionale Vittore De Carli.

All’inizio della Messa l’assistente unitalsiamo monsignor Roberto Busti, vescovo emerito di Mantova, ha letto un messaggio che papa Francesco ha inviato appositamente a Caravaggio per questa giornata. «Desidero esprimervi la mia vicinanza spirituale – ha scritto il Pontefice rivolgendosi ai preti anziani e ammalati – affinché il peso degli anni e le infermità non facciano calare il profumo della sacra unzione, ma anzi accrescano la consapevolezza che essi lo rendono più efficace. La Vergine Maria vi renda consapevoli che i giovani hanno bisogno della vostra saggezza e della vostra solidarietà spirituale per essere come li pensa la Chiesa». Un messaggio unito al dono di un crocifisso per ognuno dei partecipanti.

Nell’omelia l’arcivescovo Delpini ha raccomandato ai presenti di non cedere alle tentazioni. Tentazioni del passato, del presente ma anche del futuro, per resistere alle quali c’è l’esempio di Maria. «Siamo esposti – ha detto dal pulpito – a tutte le tentazioni del tempo che hanno lo scopo di allontanarci da Dio. Una di queste è la nostalgia. Per non parlare del risentimento, del rimorso. Una tentazione del presente è il lamento, l’insofferenza per la situazione per cui mi trovo. Poi c’è la tentazione del futuro, di guardare avanti e di sentirsi smarriti e perduti, di chiederci dove andremo a finire. Allora noi siamo venuti qui, in questo santuario, davanti alla Vergine Maria, per portarle le nostre tristezze e le nostre tentazioni. La liturgia di oggi ci aiuta a respingerle, a contemplare in lei quella fede che ci permette di essere forti e vincere proprio quelle stesse tentazioni. Nelle parole di Maria – ha proseguito – troviamo il modo di vincere le nostalgie del passato cantando il Magnificat e lodando le opere di Dio che sono salvezza e sorgente di vita».

Al termine della Messa il saluto del presidente regionale Unitalsi Vittore De Carli che si è rivolto ai presenti citando i due sentimenti che uniscono tutti i sacerdoti che oggi erano a Santa Maria del Fonte. «L’amore e l’amicizia – ha affermato –. L’amore che voi avete dato a Dio. A Lui avete dato la vostra vita, il vostro cuore e questo per noi è un grande dono. Amicizia. È difficile oggi questa parola. Abbiamo delle conoscenze, delle simpatie ma non conosciamo nessuno. Voi invece voi vi conoscete, conoscete i vostri vescovi ed i vostri parrocchiani. Quante volte i vostri parrocchiani vi ringraziano per quanto avete fatto quando erano giovani. È importante la vostra attenzione». De Carli ha concluso citando il progetto dell’Unitalsi di realizzare una casa d’accoglienza per famiglie di bambini malati di tumore al santuario della Madonna dell’Ortica. «Speriamo – ha sottolineato – di tornare qui ancora fra un anno ad annunciare che questo progetto è stato realizzato».

Dopo messa, all’esterno della basilica, l’arcivescovo Delpini ha benedetto il nuovo pulmino che l’Unitalsi utilizza per il trasporto dei malati di Sla.

 

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Luca Maestri

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

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