A Caravaggio affidato a Maria il nuovo cammino pastorale nel segno della cura (VIDEO e FOTO)

Nel pomeriggio di domenica 22 settembre al Santuario di Santa Maria del Fonte il Vescovo ha presieduto il pellegrinaggio diocesano all'inizio del nuovo anno pastorale
image_pdfimage_print

Con la celebrazione eucaristica di domenica 22 settembre, presieduta dal vescovo Antonio Napolioni presso il santuario di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio, è stato solennemente inaugurato il nuovo anno pastorale della Diocesi di Cremona. L’avvio era stato dato, nella giornata precedente, dal convegno diocesano, tenutosi presso il Seminario Vescovile, che ha tematizzato, grazie alla riflessione della professoressa Isabella Guanzini, l’esperienza comunitaria della fede cristiana. Clicca qui per saperne di più

Sulla stessa lunghezza d’onda si è sviluppata l’omelia proposta dal Vescovo durante la Messa presso il santuario di Caravaggio. Il pastore della Chiesa cremonese ha declinato, su più fronti, la dinamica della cura, mantendendo sempre uno sguardo sociale e comunitario.

Dapprima, partendo dalla liturgia del giorno, si è soffermato sulla cura che l’uomo deve avere per ciò che lo circonda, «per quel creato che Dio ci ha affidato e di cui ci ha chiesto di essere amministratori», senza dimenticare che, per ciascuno, «vale l’invito a custodire l’ambiente anche in vista di chi verrà dopo di noi, investendo sull’educazione dei più giovani e delle generazioni future». Quella citata dal Vescovo non vuole porsi semplicemente come una riflessione ecologica, ma come «preoccupazione di chi sa che tutto ciò che lo circonda gli è stato donato e che, egli stesso, è chiamato a ri-donare a propria volta».

La seconda declinazione della cura che il vescovo Napolioni ha invitato a tener presente è quella del prossimo. Rifacendosi al punto precedente, ha sottolineato l’importanza della vita comunitaria invocando per ciascuno «il dono della pace, che non può essere privilegio esclusivo di alcuni eletti, ma condizione universale entro cui tutti possano rispecchiarsi». Affinché questo accada «è necessario riscoprire l’amore per il prossimo, non semplicemente come atto di generosità, ma con la volontà di mettere in circolo quell’amore di cui ogni uomo è destinatario: l’amore di Dio; solo così sarà possibile amare Dio per amare il prossimo».

Infine il Vescovo ha voluto porre l’attenzione sulla cura per la vita, «in ciascuna delle sue forme, specialmente le più fragili». «Ogni cristiano ha il dovere di farsi carico della vita, di non sentirsene padrone, di accompagnare chi vive il dolore in prima persona – ha insistito Napolioni – perché ogni istante è prezioso, è dono da non sprecare per tutta la comuità».

Maria è stata presa come «esempio e modello per la vita di ogni cristiano e per la Chiesa intera, perché ha saputo declinare, come madre e discepola, la cura per tutto ciò che le è stato affidato», ed a lei il Vescovo ha affidato la diocesi di Cremona, di cui, insieme a s. Omobono, è co-patrona.

La celebrazione, che si è svolta all’interno della basilica del santuario a causa del maltempo, è stata concelebrata dal vescovo emerito Dante Lafranconi e dai numerosi sacerdoti presenti, che hanno accompagnato le proprie comunità parrocchiali.

Come da tradizione, la partecipazione è stata corposa e vivace, anche grazie alla presenza dei volontari dell’Unitalsi che hanno permesso a molti ammalati e anziani di essere presenti.

L’anno pastorale della Diocesi di Cremona ha dunque preso il via nel segno della riflessione comunitaria, affidandosi a Maria che della comunità cristiana è madre e compagna di viaggio.

 

La photogallery della celebrazione

 

Andrea Bassani

(Fonte: TeleRadio Cremona Cittanova)

Facebooktwittermail