{"id":767,"date":"2020-06-19T11:58:45","date_gmt":"2020-06-19T09:58:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/beniculturali\/2020\/06\/19\/adeguamento-liturgico-della-cattedrale-sara-una-gara-damore-video"},"modified":"2020-06-30T12:16:23","modified_gmt":"2020-06-30T10:16:23","slug":"adeguamento-liturgico-della-cattedrale-sara-una-gara-damore-video","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/beniculturali\/2020\/06\/19\/adeguamento-liturgico-della-cattedrale-sara-una-gara-damore-video\/","title":{"rendered":"Adeguamento liturgico della Cattedrale, sar\u00e0 una \u00abgara d&#8217;amore\u00bb (VIDEO e FOTO)"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/beniculturali\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/767?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/beniculturali\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/beniculturali\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/767?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/beniculturali\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p>&#8220;Spazi per celebrare: adeguamento liturgico della Cattedrale&#8221;: questo il titolo del documentato convegno svoltosi nella serata di gioved\u00ec 18 giugno nella Cattedrale di Cremona e trasmesso in diretta sui canali web della Diocesi. Una serata che ha fatto il punto sulla prossima sfida che attende la comunit\u00e0 cremonese: la rielaborazione dell\u2019area presbiterale del plurisecolare tempio e che porter\u00e0 a una definitiva sistemazione dell\u2019altare, dell\u2019ambone e della cattedra del Vescovo, da anni affidati a strutture mobili divenute sempre pi\u00f9 inadeguate. Da qui la preziosa opportunit\u00e0 offerta dal bando pubblicato nel 2018 dalla Conferenza episcopale italiana e alla quale la Diocesi cremonese ha partecipato con entusiasmo e speranza.<!--more--><\/p>\n<p>Dopo il saluto di <strong>Gabriele Barucca<\/strong>, della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova, il convegno \u00e8 iniziato con\u00a0un breve filmato, tratto dal documentario \u201cGli affreschi della Navata Maggiore\u201d con il professor Antonio Paolucci, cui \u00e8 seguita la relazione di <span style=\"font-size: 1rem;\"><strong>don Andrea Foglia<\/strong>, esperto di storia della chiesa locale e gi\u00e0 responsabile dell\u2019Archivio storico diocesano. A lui il compito di riassumere la corposa cronologia della Cattedrale. \u00abNon \u00e8 certo facile compiere una opera di ricostruzione storica \u2013 ha premesso il sacerdote \u2013. Un primo dato certo ha tuttavia una forte valenza simbolica: la Cattedrale attuale insiste sull\u2019area che tra la fine del quarto e gli inizi del quinto secolo era occupata dal cosiddetto gruppo episcopale, un complesso articolato in due edifici paralleli: uno pi\u00f9 grande, dedicato a santa Maria e utilizzato per le celebrazioni festive con il popolo, e uno pi\u00f9 piccolo, dedicato a Santo Stefano e utilizzato probabilmente dal vescovo per l\u2019officiatura feriale. Al centro, verso est, sorgeva il Battistero\u00bb. \u00abQuando a partire dal 1107 fu costruita l\u2019attuale Cattedrale \u2013 ha significativamente evidenziato don Foglia \u2013 il presbiterio fu realizzato in corrispondenza con antico battistero: l\u2019area dove era iniziata la prima irradiazione cristiana in citt\u00e0, insomma, \u00e8 venuta a trovarsi nel cuore del nuovo edificio, in stretto rapporto con i nuovi spazi delle celebrazioni liturgiche\u00bb.<\/span><\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 adeguare?\u00bb, si \u00e8 interrogato <strong>don Daniele Piazzi<\/strong>, responsabile dell\u2019ufficio liturgico diocesano, nelle prime battute del suo intervento, anch&#8217;esso introdotto da un filmato. \u00abLa motivazione che sta alla base del cambiamento \u00e8 molto profonda: la riflessione ecclesiale degli ultimi due secoli ha infatti maturato pensieri antichi che si erano persi ma non annullati. Occorre ritornare alla radice stessa del popolo di Dio, all\u2019assemblea, mai uguale a se stessa nel tempo, ma sempre uguale nelle convocazioni domenicali\u00bb. \u00abIl primo spazio che abitiamo \u00e8 il nostro corpo messo vicino a quello degli altri e accorgiamo in questi momenti di distanziamento sociale quanto ci manchi fare spazio insieme \u2013 ha proseguito \u2013. La nostra radice \u00e8 il Battesimo e occorre che quello che la Teologia ha riscoperto diventi la spiritualit\u00e0 di tutti: il momento pi\u00f9 grande di un amore pi\u00f9 grande che ci mette insieme \u00e8 quando veniamo lavati, partecipiamo a un pasto comune\u00bb. \u00abPer questo gli spazi dell\u2019Eucarestia non possono essere gli spazi del solo prete: occorre che questo sacerdozio battesimale quasi esploda anche nelle dimensioni degli spazi che abita \u2013 ha concluso don Piazzi \u2013. Queste mura hanno segnato la presenza cristiana nella storia della nostra citt\u00e0 e della nostra diocesi: quando qui ci riuniamo con il nostro Vescovo, nella molteplicit\u00e0 dei servizi, ci ritagliamo questo spazio e costruiamo questa comunit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Tra gli interventi anche il collegamento video con <strong>don Valerio Pennasso<\/strong>, direttore nazionale per i Beni culturali ed artistici, e l&#8217;edilizia e culto. \u00abA gennaio dello scorso anno &#8211; ha ricordato il sacerdote &#8211; diverse diocesi italiane si sono imbarcate in questa avventura che non \u00e8 una questione solamente legata all&#8217;adeguamento architettonico o semplice riqualificazione di ambienti, ma va a toccare i momenti importanti della vita della comunit\u00e0 ecclesiale, un bene particolarmente importante per la nostra vita di Fede\u00bb. \u00abRiappropriarsi del significato delle azioni e dei gesti per entrare in Cattedrale \u00e8 indispensabile per far in modo che la Cattedrale esca e si raccordi con la citt\u00e0 e con tutte le sue espressioni culturali &#8211; ha proseguito \u2013. Oggi non possiamo essere vicini tra di noi per il distanziamento sociale imposto dall&#8217;emergenza sanitaria e questo fa apprezzare di pi\u00f9 la necessit\u00e0 che le nostre chiese diventino casa nostra\u00bb. \u00abQuando ci ritroveremo come prima nelle nostre chiese, &#8211; ha concluso \u2013 tornare ad essere vicini ci far\u00e0 gustare come \u00e8 bello essere popolo di Dio\u00bb.<br \/>\nL\u2019evento, articolato in pi\u00f9 momenti, \u00e8 stato aperto<\/p>\n<p>Ha quindi preso la parola <strong>don Gianluca Gaiardi<\/strong>, incaricato diocesano per i Beni culturali ecclesiastici, anche ha voluto affidare a una curiosit\u00e0 storica l\u2019esordio del suo intervento. \u00abNon \u00e8 sempre stato facile formulare bandi affidare lavori e appaltare opere: lo sapevano bene i canonici quando, nel 1483, dovettero difendere un artista dalla denuncia presentata da antagonisti che sollevavano dubbi sulla legittimit\u00e0 dell\u2019affidamento dell\u2019incarico\u00bb. Si apr\u00ec cos\u00ec una lunga polemica, che si risolse pi\u00f9 tardi in modo positivo \u2013 con la conferma della scelta dei canonici \u2013 ma che mise alla luce rivalit\u00e0 e divisioni, invidie e incomprensioni che solo la magnificenza di quanto realizzato \u00e8 riuscita a far superare. \u00abSulla scorta del passato dobbiamo fare tesoro della bellezza, \u2013 ha precisato don Gianluca \u2013 conservarne la memoria, valorizzare e cercare di far vivere la nostra Cattedrale scrigno di opere d\u2019arte, ma ancora oggi cuore della vita liturgica cittadina e diocesana\u00bb.<\/p>\n<p>Don Gaiardi ha poi fatto il punto su questioni di pi\u00f9 squisito carattere tecnico: la Diocesi cremonese ha partecipato al bando che la Cei ha promosso nel dicembre del 2018, ricevendo l\u2019interesse di ben 63 diocesi italiane. Solo quindici diocesi \u2013 tra cui Cremona \u2013 sono tuttavia passate alla seconda fase del complesso iter burocratico, presentando la manifestazione di interesse e un preliminare studio di fattibilit\u00e0. Nel maggio del 2019 la proposta cremonese \u00e8 stata dichiarata ammissibile, assieme a quella di altre cinque diocesi e da l\u00ec \u00e8 partito un percorso di approfondimento sempre pi\u00f9 intenso. \u00abAd oggi stiamo lavorando per i punti fondamentali della fattibilit\u00e0 \u2013 ha proseguito don Gaiardi \u2013. Il coinvolgimento della comunit\u00e0 \u00e8 necessario perch\u00e9 il cammino possa essere il pi\u00f9 sinodale possibile\u00bb. \u00c8 stimato in circa un anno il tempo per la realizzazione di tutte le tappe dell\u2019iter amministrativo: la Cei si \u00e8 impegnata a contribuire con una somma di 300mila euro, pari al 75 per cento del costo del progetto. \u00abLe esperienze vissute mostrano come adeguare architettonicamente una Cattedrale significa toccare la carne viva della Chiesa e accedere al cuore della sua vita \u2013 ha concluso \u2013. \u00c8 molto pi\u00f9 che adeguamento di uno spazio celebrativo, significa eseguire una operazione di spessore culturale ed artistico per poterci accostare al Corpo e al Sangue di Cristo\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSe qualcuno pensasse che \u00e8 colpa del vescovo venuto da lontano questa ennesima voglia di cambiamento, si sappia che da tempo queste strutture sono in attesa di verifica e trasformazione in qualcosa di definitivo\u00bb, ha tenuto scherzosamente a precisare il <strong>vescovo Antonio Napolioni<\/strong> nel suo indirizzo di saluto che ha chiuso il convegno. \u00abGli scalini dell\u2019ambone e della cattedra realizzati in compensato e polistirolo sono scricchiolanti e testimoniano l\u2019urgenza di compiutezza\u00bb. Una situazione provvisoria che non pu\u00f2 proseguire a lungo e che si trasforma in \u00abuna gara d\u2019amore per la Cattedrale\u00bb. \u00abLo dico da figlio di questa Cattedrale \u2013 ha proseguito il vescovo \u2013 che per me \u00e8 grembo materno e dove il 30 gennaio 2016 ho ricevuto ordinazione episcopale\u00bb. \u00abIl mio compito \u2013 ha concluso \u2013 sar\u00e0 di accompagnare le fasi di questo processo ma anche di vigilare perch\u00e9 questa \u201cmamma\u201d non venga sfigurata, in continuit\u00e0 con la straordinaria bellezza che ci \u00e8 stata consegnata e che deve oggi attestare l\u2019amore dei suoi figli del ventunesimo secolo\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/s-photogallery\/18-06-2020-convegno-spazi-per-celebrare-adeguamento-liturgico-della-cattedrale-cattedrale-di-cremona\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Photogallery della serata<\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/wFBBeyP4iG8\" width=\"826\" height=\"465\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Spazi per celebrare: adeguamento liturgico della Cattedrale&#8221;: questo il titolo del documentato convegno svoltosi nella serata di gioved\u00ec 18 giugno nella Cattedrale di Cremona e trasmesso in diretta sui canali web della Diocesi. 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