{"id":137,"date":"2015-12-04T10:11:23","date_gmt":"2015-12-04T09:11:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/beniculturali\/?page_id=137"},"modified":"2019-03-08T10:05:13","modified_gmt":"2019-03-08T09:05:13","slug":"richieste-di-contributi-cei-8x1000","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/beniculturali\/richieste-di-contributi-cei-8x1000\/","title":{"rendered":"Norme per le richieste di contributi CEI 8&#215;1000"},"content":{"rendered":"<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-page pdfprnt-top-right\"><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/beniculturali\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/137?print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/beniculturali\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/pdf.png\" alt=\"image_pdf\" title=\"Visualizza PDF\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/beniculturali\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/137?print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.diocesidicremona.it\/beniculturali\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div><p style=\"text-align: justify;\">A partire dall\u2019anno 2010, L\u2019Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici della CEI ha stabilito che le domande di contributo dell\u20198&#215;1000 debbano essere presentate dall\u2019Ufficio diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici. Inoltre, sempre dallo stesso anno, \u00e8 diventato obbligatorio inviare la domanda di contributi on line, sfruttando la rete intranet ed il sistema informatico WeBce. Ogni tipo di richiesta (archivi, biblioteche musei; impianti di sicurezza; restauro edifici di culto; restauro organi) necessita di una serie di elaborati specifici da correlare.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><u>SCHEDE B: IMPIANTI DI SICUREZZA<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La richiesta di contributo per questo tipo di finalit\u00e0 pu\u00f2 essere fatta per edifici di culto e pertinenze di valore storico artistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>documentazione tecnica<\/strong> da presentare riguarda:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Preventivo di spesa, comprensivo di installazione e di IVA, contenente l\u2019indicazione di tipo, marca, modello, prezzi unitari, quantit\u00e0 dei materiali da impiegare.<\/li>\n<li>La planimetria della chiesa e\/o pertinenze con l\u2019indicazione del posizionamento delle varie parti del sistema.<\/li>\n<li>La visura camerale della ditta installatrice con valore di <em>certificazione ex legge 46\/90 e\/o 37\/08<\/em> (lettera b). E\u2019 obbligatoria e non pu\u00f2 essere sostituita da un\u2019autocertificazione. Il certificato di conformit\u00e0 deve essere quello standard e non una semplice dichiarazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Documentazione riguardante l\u2019utilizzo dell\u2019ultimo contributo assegnato:<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Le fatture devono recare in oggetto il titolo dell\u2019edificio presso il quale \u00e8 stato istallato l\u2019impianto e devono essere intestate all\u2019ente destinatario del contributo e\/o proprietario dell\u2019immobile e riportare il dettaglio dei componenti utilizzati. La data del documento deve essere successiva al 30 novembre dell\u2019anno in cui viene presentata richiesta e antecedente il 30 novembre dell\u2019anno successivo. Bisogna inoltre allegare copia del bonifico di pagamento.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><em>Si richiede infine il certificato di conformit\u00e0, dove vengono riportarti in modo preciso la denominazione dell\u2019edificio nel quale \u00e8 stato collocato l\u2019impianto e il suo indirizzo esatto<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><u>SCHEDE C: ARCHIVI, BIBLIOTECHE, MUSEI<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Le richieste di contributo per ogni singolo Istituto culturale possono avere un importo di spesa massimo di \u20ac 13.000,00. La presenza di rendicontazioni o di richieste ritenute dal Comitato CEI solo parzialmente accettabili determina il ricalcolo del contributo sulla base della documentazione allegata in modo corretto.<\/p>\n<p>Di conseguenza \u00e8 necessario che <strong>i preventivi<\/strong> riportino:<\/p>\n<ul>\n<li>l\u2019intestazione della ditta o dell\u2019operatore che offre il preventivo;<\/li>\n<li>l&#8217;indicazione dell&#8217;Istituto a cui \u00e8 offerto il preventivo (Biblioteca, Museo, Archivio);<\/li>\n<li>le voci dettagliate per cui si offre il preventivo;<\/li>\n<li>la firma del responsabile e il timbro della ditta che offre il preventivo;<\/li>\n<li>la data del preventivo prevista dalla normativa CEI (dal 1 dicembre dell&#8217;anno precedente la richiesta al 30 novembre dell&#8217;anno successivo).<\/li>\n<\/ul>\n<p>La presenza di documentazione errata o di scarsa qualit\u00e0, anche riguardante il corredo fotografico, le planimetrie, i regolamenti e\/o gli statuti ed altre informazioni legate alla consistenza dei documenti presenti nei singoli istituti, costituisce motivo di esclusione dai contributi.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda <strong>la rendicontazione <\/strong>\u00e8 necessario segnalare che<strong>:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><em>la non corrispondenza del Rendiconto Analitico alla Destinazione Specifica del contributo presentato e autorizzato<\/em> l\u2019anno precedente rende impossibile la concessione dei fondi;<\/li>\n<li>La rendicontazione analitica deve obbligatoriamente essere corredata in allegato da fattura attestante il lavoro eseguito come da preventivo ed il pagamento relativo;<\/li>\n<li>E\u2019 necessario che la fattura presenti le seguenti caratteristiche:\n<ul>\n<li>deve essere prodotta dalla ditta o della persona che ha eseguito il lavoro e pertanto riportare il numero di partita IVA o il Codice Fiscale;<\/li>\n<li>deve avere come destinatario l&#8217;Istituto culturale (Biblioteca, Archivio, Museo). Nel caso fosse destinata alla Diocesi, deve apparire chiaro che il lavoro eseguito o ci\u00f2 che \u00e8 stato acquistato \u00e8 destinato all&#8217;Istituto specifico (Biblioteca, Museo, Archivio);<\/li>\n<li>deve avere una datazione prevista dalla normativa CEI (successiva al 30 novembre dell\u2019anno in cui viene presentata richiesta e antecedente il 30 novembre dell\u2019anno successivo);<\/li>\n<li>deve riportare in dettaglio i beni acquistati o il lavoro eseguito.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Inoltre, secondo le disposizioni della CEI, <strong>si fa presente che<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>I fondi possono essere utilizzati per la realizzazione di restauri (per i quali bisogna presentare in fase di richiesta il progetto a firma di un restauratore accreditato, mentre l\u2019autorizzazione della competente soprintendenza va allegata in fase di rendiconto), per le spese di funzionamento (al massimo il 20% del totale del contributo richiesto), per l\u2019acquisto di attrezzature, per la realizzazione di inventari informatizzati (CEI BIb-CEI Ar; non \u00e8 ammessa la richiesta se vengono usati altri programmi) e per l\u2019acquisto di materiale librario nelle Biblioteche.<\/li>\n<li>L\u2019utilizzo di tali fondi <em>non pu\u00f2 essere fatto, in ogni caso, per il sostegno di professionisti che abbiano rapporti di lavoro a tempo indeterminato<\/em> con l\u2019istituto culturale o con l\u2019ente ecclesiastico responsabile dello stesso.<\/li>\n<li>Non \u00e8 possibile inserire nella destinazione e nel rendiconto le spese sostenute per la partecipazione ai corsi promossi dall\u2019Ufficio Nazionale per la catalogazione informatizzata dei beni librari e archivistici. E\u2019 esclusa dalla contribuzione la formazione di base del personale addetto all\u2019istituto culturale.<\/li>\n<li>L\u2019acquisto di riviste rientra tra le spese ordinarie di una biblioteca che effettua un regolare servizio di apertura agli utenti e pertanto attraverso l\u20198&#215;1000 non pu\u00f2 essere sostenuto. L\u2019acquisto significativo di libri si giustifica solo se l\u2019istituto culturale svolge un effettivo ed efficace servizio.<\/li>\n<li>Per poter richiedere i fondi, gli orari minimi di apertura settimanale per ogni singolo istituto sono i seguenti:\n<ul>\n<li>Archivio diocesano\/ecclesiastico = almeno 12 ore;<\/li>\n<li>Biblioteca diocesana\/ecclesiastica = almeno 14 ore;<\/li>\n<li>Museo diocesano = almeno 16 ore;<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Non \u00e8 possibile richiedere contributi per istituti che sono aperti saltuariamente o solo su appuntamento. Deve essere garantito un orario di apertura minimo in giorni prestabiliti.<\/em><\/p>\n<p>A questo proposito, si fa presente che all\u2019interno della documentazione fotografica devono essere presentate le immagini dell\u2019ingresso dell\u2019immobile che ospita l\u2019istituto e dell\u2019ingresso degli spazi dedicati. Su quest\u2019ultimo devono comparire gli orari di apertura che sono stati indicati nella scheda anagrafica dell\u2019Istituto stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><u>SCHEDE E: RESTAURO EDICIFI DI CULTO E PERTINENZE<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Le richieste di contributi per i restauri di edifici di culto e\/o per le loro pertinenze sono le pi\u00f9 complesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzi tutto la richiesta di contributi \u00e8 subordinata all\u2019ottenimento del nulla osta dalla competente soprintendenza, la quale solitamente esprime un giudizio entro 120 dalla data di presentazione del progetto. Si fa presente che se nell\u2019autorizzazione sono presenti prescrizioni e\/o richieste di integrazione, \u00e8 necessario provvedere quanto prima. La documentazione integrativa viene valutata dal Delegato, che ne attesta la conformit\u00e0, e viene inoltrata nuovamente alla Soprintendenza per l\u2019ottenimento dell\u2019autorizzazione definitiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per poter inviare la richiesta di contributi 8&#215;1000 <strong>\u00e8 necessario presentare all\u2019Ufficio il seguente materiale<\/strong> sotto forma di files pdf su CD con le relative caratteristiche indicate tra parentesi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Copia dell\u2019incarico formale (Incarico.pdf \u2013massimo 3MB). L\u2019incarico deve essere firmato anche dal Parroco e deve riportare l\u2019importo dei lavori e delle spese tecniche dei professionisti.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Relazione storico-artistica (Relazione Storica.pdf \u2013 massimo 3 MB)<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Relazione tecnico illustrativa del progetto (RelazioneTecnicaProgetto.pdf \u2013 massimo 10 MB)<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Tavole di rilievo architettonico con stato di fatto e stato futuro (TavoleRilievo.pdf \u2013 massimo 20MB). Si fa presente che tale file deve essere comprensivo di <em>tutte<\/em> le tavole di progetto.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Conformazione dello spazio liturgico (Spazioliturgico_rilievo.pdf 3MB). Anche se non sono previsti interventi di adeguamento liturgico oppure anche se il restauro riguarda le pertinenze dell\u2019edificio, <em>\u00e8 comunque necessario presentare questo rilievo<\/em>. Bisogna segnalare nella planimetria della chiesa la sede, l\u2019altare e l\u2019ambone ed inserire le relative fotografie.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Computo metrico estimativo (Comupto.xml-massimo 3 MB). Viene realizzato mediante <em>il software gratuito PriMus di Acca <\/em>e\u00a0deve riguardare solo l\u2019importo dei lavori, IVA esclusa.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Computo metrico estimativo (Computo.pdf &#8211; massimo 3MB)<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Documentazione fotografica (Foto001.jpg\/ Foto002.jpg etc.- m0assimo 1 MB ciascuna). Gli scatti devono essere salvati uno ad uno secondo la modalit\u00e0 indicata in parentesi. Si fa presente che devono essere presentate almeno 12 foto suddivise in 4 scatti d\u2019insieme, 4 scatti per gli esterni, 4 scatti per gli interni. Nelle 4 immagini degli esterni deve essere compresa la foto della facciata, mentre nelle 4 riprese degli interni devono comparire le foto di controfacciata, presbiterio e zona absidale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 inoltre necessario che i progettisti firmino anche altri moduli, che vengono generati direttamente dal sistema WeBce al momento dell\u2019inserimento della richiesta. Tali moduli verranno inoltrati agli interessati direttamente dall\u2019Ufficio Beni Culturali.<\/p>\n<p>Nel caso il progetto fosse diviso in <strong>lotti<\/strong> e la richiesta di contributi riguardasse uno di essi, \u00e8 infine necessario predisporre:<\/p>\n<ul>\n<li>Computo metrico estimativo generale dei lavori (Computo_metrico_completo.pdf \u2013 massimo 3 MB)<\/li>\n<li>Relazione tecnico-illustrativa del progetto generale (Relazione_tecnica_intero_progetto.pdf \u2013 massimo 3MB)<\/li>\n<li>Verbale della riunione del CDAE (Verbale_CDAE.pdf \u2013 massimo 3MB)<\/li>\n<li>Verbale di riunione del collegio dei consultori (Verbale_collegio_consultori.pdf \u2013 massimo 3MB)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Una volta ricevuto dall\u2019Ufficio Nazionale il Decreto di ammissione al contributo, si pu\u00f2 procedere con <strong>l\u2019inizio dei lavori<\/strong>; solo per lavori urgenti, riconosciuti da Mons. Vescovo mediante una comunicazione ufficiale inviata all\u2019Ufficio Nazionale, si pu\u00f2 procedere immediatamente dopo l\u2019invio della richiesta.<\/p>\n<p><strong>Per poter riscuotere la prima met\u00e0 del contributo<\/strong>, bisogna presentare all\u2019Ufficio Beni Culturali su copia cartacea e in file la seguente documentazione:<\/p>\n<ul>\n<li>La dichiarazione di inizio lavori (iniziolavori.pdf) con le firme del Direttore dei Lavori, dell\u2019Ordinario Diocesano e dell\u2019Incaricato Regionale;<\/li>\n<li>La concessione comunale (concessionecomunale.pdf)<\/li>\n<li>I contratti d\u2019appalto (contrattiappalto.pdf)<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale documentazione non sostituisce quella da inviare, secondo le normali procedure, alla competente soprintendenza.<strong> L\u2019apertura dei lavori finanziati deve essere inviata all\u2019Ufficio Nazionale entro e non oltre otto mesi dalla data riportata sul Decreto. <\/strong>Quando questa giunge all\u2019Ufficio Nazionale per la verifica<strong>, <\/strong>La CEI spedisce tramite rete Intranet un messaggio con cui si avverte che \u00e8 stato effettuato il bonifico relativo alla prima rata (pari al 50% della somma totale del contributo). L\u2019importo viene poi accreditato alle Parrocchie direttamente dall\u2019Ufficio Ragioneria della Curia: l\u2019\u2019avviso \u00e8 dato dall\u2019Ufficio Beni Culturali. <strong>Infine si fa presente che sul cantiere la cartellonistica deve indicare che i lavori sono eseguiti mediante fondi CEI (inserire dicitura \u201cIntervento eseguito con contributi\u00a08 x\u00a01000 della Conferenza Episcopale Italiana\u201d).<\/strong><\/p>\n<p><strong>La seconda rata del contributo \u00e8 legata alla conclusione dei lavori<\/strong>. Di conseguenza \u00e8 necessario presentare all\u2019Ufficio Beni Culturali su copia cartacea e in file la seguente documentazione:<\/p>\n<ul>\n<li>Certificato di regolare esecuzione (regolareesecuzione.pdf) con le firme del Direttore Lavori, dell\u2019Ordinario Diocesano e dell\u2019Incaricato Regionale;<\/li>\n<li>Computo metrico consuntivo (computoconsuntivo.xml)<\/li>\n<li>Viene realizzato mediante il software gratuito PriMus di Acca.<\/li>\n<li>Computo metrico consuntivo (computoconsuntivo.pdf)<\/li>\n<li>Documentazione fotografica (01.jpg\/02.jpg etc. \u2013 massimo 1MB l\u2019una)<\/li>\n<li>Devono documentare l\u2019esito dei restauri a lavori conclusi e la presenza della cartellonistica che indica che il lavoro \u00e8 stato realizzato mediante fondi CEI.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Infine il Delegato Regionale redige il verbale di visita, che viene aggiunto automaticamente dall\u2019ufficio al resto dei documenti presentati dai tecnici.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><u>Censimento chiese<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Nel 2010 l\u2019Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici ha stabilito che per ogni restauro finanziato da contributi CEI \u00e8 necessario realizzare il \u201cCensimento Chiese\u201d per la chiesa parrocchiale di riferimento per la richiesta di contributo.<\/p>\n<p>La compilazione avviene on line ed \u00e8 a carico dell\u2019Ufficio diocesano, al quale gli incaricati della Parrocchia devono consegnare la relazione con i seguenti dati:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Localizzazione geografica con indicazione esatta dell\u2019indirizzo della chiesa. Si faccia attenzione a non riportare l\u2019indirizzo della casa parrocchiale o del parroco poich\u00e9 potrebbero insorgere problemi nella georeferenziazione, che \u00e8 a carico dell\u2019Ufficio e realizzata mediante i sistemi CEI.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Localizzazione catastale con indicazione del comune, foglio e particelle. Inoltre deve essere riportata la denominazione della propriet\u00e0 esattamente come appare sulle visure catastali.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Definizione culturale: in questa sezione \u00e8 necessario indicare le diverse fasi di costruzione della chiesa. Ad ognuna di esse va semplicemente collegato il nome di un architetto, se documentato, con le relative notizie biografiche, oppure l\u2019indicazione delle maestranze che hanno lavorato e loro provenienza. (Es. costruzione campanile: maestranze cremonesi; erezione facciata: Arch. )<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Notizie storiche: si tratta della raccolta delle notizie legate alla costruzione dell\u2019edificio e alla storia della Parrocchia. In questo caso gli interventi architettonici devono essere descritti in maniera dettagliata (al contrario di quanto indicato in definizione culturale, dove vengono semplicemente elencati) e devono essere inseriti gli estremi cronologici, i nomi dei Parroci coinvolti, i committenti e tutte le altre informazioni correlate. Ogni notizia deve essere descritta in maniera divulgativa.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Descrizione: in realt\u00e0 in questa sezione devono essere inserite pi\u00f9 descrizioni e di varia tipologia. La prima deve essere una descrizione divulgativa dell\u2019edificio, che spiega come si presenta la chiesa sia all\u2019esterno che all\u2019interno. E\u2019 necessario poi inserire altre descrizioni pi\u00f9 specifiche e tecniche che riguardano uno ad uno i seguenti elementi: pavimentazioni, pianta, struttura, coperture, elementi decorativi.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Adeguamento liturgico: in questo campo \u00e8 necessario inserire le informazioni relative a cattedra\/sede, altare ed ambone. Per ognuno di essi va indicato se si tratta di un intervento strutturale o aggiunta di semplice arredo mobile. Deve essere presente almeno il decennio della realizzazione e la descrizione materica e storico-artistica di ogni elemento.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Impianti: descrizione dell\u2019impianto elettrico, impianto di riscaldamento, impianto antiintrusione e antincendio con le relative certificazioni. Va indicato inoltre se vi sono barriere architettoniche.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca di tutto ci\u00f2 che riguarda le denominazioni della chiesa e gli aspetti amministrativi e giuridici \u00e8 a carico dell\u2019ufficio Beni Culturali. Inoltre \u00e8 necessario allegare 4 foto (facciata, controfacciata, zona absidale, presbiterio) in alta e bassa risoluzione. Prima di procedere con la loro realizzazione \u00e8 opportuno rapportarsi con l\u2019Ufficio per capire se la strumentazione utilizzata ed i software di rielaborazione delle immagini sono adeguati agli standard richiesti dalla CEI.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><u>SCHEDE F: RESTAURO ORGANI<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Si ricorda che dall\u2019anno 2015, il contributo assegnabile per questa finalit\u00e0 pu\u00f2 arrivare fino al 40% della spesa e che annualmente le diocesi hanno possibilit\u00e0 di presentare fino a\u00a02 progetti.<\/p>\n<p>L\u2019autorizzazione della Soprintendenza deve riguardare il progetto che si presenta per la richiesta di contributo e deve riportare una data non superiore a cinque anni rispetto alla presentazione della domanda di contributo.<\/p>\n<p>La documentazione <strong>da presentare per la richiesta<\/strong> \u00e8 cos\u00ec articolata:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Relazione tecnico-illustrativa del progetto (RelazioneTecnicaProgetto.pdf \u2013 massimo 3 MB)<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Relazione sullo stato di fatto (Relazione StatoDiFatto.pdf \u2013 massimo 3MB)<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Descrizione tecnica dello strumento e relazione storica (DescrizioneStrumento.pdf \u2013 massimo 3 MB)<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Autorizzazione da parte della Soprintendenza (NullaOstaSoprintendenza. pdf \u2013 massimo 3 MB)<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Preventivo di spesa analitico (PreventivoOrgano.xml e PreventivoOrgano.pdf \u2013massimo 3 MB l\u2019uno). Devono presentare il dettaglio dei prezzi per il restauro delle singole parti, (canne, somieri, mantici etc.) comprensivi di manodopera, materiali e trasporto. Sono da escludere le voci non pertinenti il restauro dello strumento, quali il restauro della cassa, della cantoria, la fornitura, riparazione o manutenzione dell\u2019elettroventilatore, le spese riguardanti l\u2019impianto elettrico e la fornitura o la ricostruzione di parti dello strumento.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Il preventivo di spesa, redatto e sottoscritto dalla ditta, deve avere una datazione non superiore a due anni dalla presentazione della richiesta di contributo.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Documentazione fotografica (Foto001.jpg; foto002.jpg et.- massimo 1 MB l\u2019una)<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si invita a fornire almeno 12 scatti con le relative didascalie. E\u2019 necessario inserire nella documentazione fotografica, insieme alle immagini relative allo strumento organario, alcune fotografie riguardanti l\u2019interno della chiesa che permettano di individuare lo spazio architettonico nel quale l\u2019organo \u00e8 collocato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019inizio lavori <\/strong>viene effettuato presentando alla CEI la debita dichiarazione firmata dalla ditta (Iniziolavori.pdf).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La documentazione di fine lavori<\/strong> prevede la dichiarazione di regolare esecuzione del lavoro da parte della ditta (Regolareesecuzione.pdf), la copia delle fatture riguardante tutto il lavoro con i relativi pagamenti (Fatture.pdf), la documentazione fotografica di fine lavori (Foto001.jpg; foto002.jpg et.- massimo 1 MB l\u2019una) con le relative didascalie, la scheda di catalogo. Infine il Delegato Regionale redige il verbale di visita, che viene aggiunto automaticamente dall\u2019ufficio al resto dei documenti presentati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A partire dall\u2019anno 2010, L\u2019Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici della CEI ha stabilito che le domande di contributo dell\u20198&#215;1000 debbano essere presentate dall\u2019Ufficio diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici. 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