Online i materiali informativi e i moduli relativi agli atti di amministrazione straordinaria

Il Settore amministrativo della Curia vescovile di Cremona mette a disposizione delle Parrocchie, in particolare dei Consigli per gli affari economici, i materiali relativi agli atti di amministrazione straordinaria presentati nel corso delle serate formative delle scorse settimane nelle cinque zone pastorali.




C’era una volta… Carlo Visconti, preposito di Sant’Omobono. Giovedì pomeriggio incontro in sala Puerari

Giovedì 5 dicembre, alle 16.30 presso la sala Puerari del museo civico Ala Ponzone di Cremona (presso Palazzo Affaitati, in via Ugolani Dati 4) si terrà l’incontro “C’era una volta… Carlo Visconti, preposito di Sant’Omobono”, durante il quale, oltre a presentare il recente restauro del ritratto di Carlo Visconti, si illustrerà, sullo sfondo della Cremona settecentesca e con la lettura di stralci curiosi della sua Cronaca, la figura di questo ecclesiastico, munifico mecenate nel XVIII secolo della chiesa del santo patrono. Interverranno Annalisa Rebecchi (restauratrice), Sonia Tassini (co-curatrice mostra). Letture di Beppe Ruggeri.

L’incontro è un evento collaterale della mostra “Immagini e voci del XVIII secolo. La chiesa dei Ss. Egidio ed Omobono” visitabile sino al 5 gennaio presso il Museo civico di Storia Naturale. La mostra è stata organizzata dall’Anisa (Associazione nazionale insegnati di storia dell’arte) e dal Gruppo fotografico Adafa in collaborazione con il Comune e la Diocesi di Cremona e Cultura partecipata 2019.

 

Presentata la mostra fotografica e documentaria sulla chiesa di S. Omobono (audio e video)




Dalla U.S. Cremonese una donazione per il restauro di una tela della Cattedrale

Il restauro del dipinto raffigurante “Apparizione a Caravaggio della Madonna di Santa Maria del Fonte”, di proprietà della Cattedrale di Cremona e attribuito alla bottega del Massarotti (v. scheda e immagine allegata), sarà restaurato grazie a una donazione dell’U.S. Cremonese.

Don Gianluca Gaiardi, incaricato diocesano per i Beni culturali ecclesiastici, ha ricevuto dalle mani del capitano grigiorosso Claiton Dos Santos e del portiere Nicola Ravaglia, l’assegno di 5.406 euro corrispondente al ricavato dell’asta benefica delle maglie in edizione speciale realizzate – per il terzo anno consecutivo – dalla società grigiorossa in occasione del Christmas Match.

Quest’anno, in accordo con la proprietà, l’U.S. Cremonese ha scelto di destinare la somma ottenuta dalla vendita delle divise indossate dai calciatori durante la gara casalinga disputata lo scorso 22 dicembre allo stadio Zini contro il Carpi, all’Ufficio dei Beni culturali ecclesiastici della diocesi.

Tale contributo finanzierà dunque il restauro del dipinto della “Apparizione a Caravaggio della Madonna di Santa Maria del Fonte”. La tela, donata dai missionari Saveriani al momento di lasciare la sede di via Bonomelli e oggi esposta nel transetto sud del Duomo, è l’unica opera di proprietà della Cattedrale che raffigura la co-patrona della diocesi e sarà destinata all’erigendo Museo Diocesano.

I lavori di restauro, affidati allo Studio Manara di Cremona, inizieranno una volta ottenuta l’autorizzazione da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona Lodi e Mantova.

“A nome del vescovo e della Diocesi – commenta don Gialuca Gaiardi – esprimo il mio ringraziamento per la bella idea che lega la passione al calcio con l’arte e al patrimonio culturale locale, veicolata dalla solidarietà. Questo dimostra che lo sport fa veramente bene”.

Un ringraziamento che si estende a tutti coloro che hanno preso parte all’asta benefica dimostrando attaccamento alla Cremonese e sensibilità verso la finalità dell’iniziativa, un gesto di attenzione verso il patrimonio storico, artistico e religioso locale che rappresenta una delle tante azioni a sostegno del territorio messe in atto anche durante questa stagione agonistica dalla società grigiorossa.

 

La scheda dell’opera

  • Soggetto: Apparizione a Caravaggio della Madonna di S. Maria del Fonte
  • Dimensioni: cm. 170 x 130 circa
  • Autore: A. Massarotti e/o bottega
  • Epoca: XVIII secolo
  • Collocazione: dal 2015 Cattedrale di Cremona, controfacciata del transetto sud



Su Cremona 1 puntata dedicata al Seminario Vescovile

Il Seminario, luogo della formazione per i sacerdoti ma anche di edificio ricco di storia e contenitore di opere d’arte, è protagonista della puntata di questa settimana di «Gioielli sotto casa», la trasmissione di Cremona1 dedicata alla scoperta delle bellezze da ammirare a Cremona e nel territorio.

Guarda qui la puntata

Il conduttore Piero Brazzale è accompagnato nella tour dell’edificio di via Milano da don Gianluca Gaiardi, incaricato diocesano per i Beni culturali e dalle responsabili della biblioteca Roberta Aglio e Monica Feraboli. La trasmissione, andata in onda per la prima volta giovedì 21 marzo, sarà trasmessa in replica anche domenica alle 18.30 su Cremona1, sul canale 211 del digitale terrestre.

 




Lunedì la presentazione del restauro della Fuga in Egitto del Museo Berenziano

Nel pomeriggio di lunedì 18 febbraio, alle ore 16.30, presso il Seminario Vescovile di Cremona, si terrà la presentazione del restauro della Fuga in Egitto del Museo Berenziano. Si tratta del secondo appuntamento della rassegna “Dentro al dipinto 2019” che, con cadenza mensile, propone i risultati degli interventi effettuati durante la scorsa estate dal laboratorio Manara-Perni su una serie di opere dell’Istituzione cremonese, grazie ai contributi dell’8 per mille CEI.

Protagonisti della chiacchierata saranno i restauratori che se ne sono presi cura, Luciana Manara ed Enrico Perni, Monica Feraboli (Biblioteca del Seminario Vescovile di Cremona) e don Gianluca Gaiardi, direttore dell’Ufficio Diocesano per i beni Culturali che sottolineerà l’importanza del patrimonio culturale ecclesiastico come testimonianza di storia e di fede, e della rilevanza della sua conservazione e del restauro, alla base dello studio e della valorizzazione dei beni culturali.

Il dipinto di medie dimensioni, ad olio su tavola, è derivato da una stampa realizzata da Giovanni Battista Castiglione, detto il Grechetto. Già attribuito alla mano di Biagio Pollicey da don Pietro Bonometti alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, in base alla firma sul retro dell’opera, reca la data “1687”. Non ancora rintracciato nei repertori degli artisti del secolo XVII, il nome dell’autore è in tutto e per tutto un enigma da dipanare. Grazie ad un fortuito riscontro con una tela di grandi dimensioni esposta in occasione della mostra, dal titolo “Fato e destino. Tra mito e contemporaneità” tenutasi nello scorso autunno, e appartenente allo stesso Complesso Museale di Palazzo Ducale di Mantova, ci si auspica che sia possibile iniziare un nuovo cammino di identificazione e di ricerca di più ampio respiro. Di notevole interesse anche la cornice dorata a grandi foglie, probabilmente ascrivibile alla stessa epoca della realizzazione della Fuga o di poco successiva.

Al di là del singolo dipinto, durante l’incontro di lunedì pomeriggio, si parlerà di restauro come preziosa fonte d’informazione per il lavoro delle professionalità impiegate nel processo di identificazione, descrizione e tutela dei beni culturali.

La Fuga in Egitto sarà presa in esame secondo diversi criteri, da quello meramente tecnico dei materiali utilizzati per la sua creazione e composizione a quello del soggetto religioso ritratto, per arrivare all’aspetto intrigante della ricerca storico-archivistica. Sarà possibile osservare l’opera dal vivo e conoscere, attraverso immagini e macro fotografie, le diverse fasi dell’intervento di pulitura che ha portato a una rilettura dei colori e della figurazione. Saranno illustrati gli elementi di analisi contenutistica e comparativa, attraverso i quali può essere possibile identificare e descrivere un’opera, in termini di precisione e univocità.

Restauro dunque come operazione culturale in un’ottica multidisciplinare. Nel corso dei mesi si susseguiranno infatti specialisti diversi che proporranno letture volte a mettere in luce la peculiarità delle numerose opere restaurate grazie al progetto finanziato dalla CEI.

Già Roberto Longhi, in una conferenza tenuta a Parigi nel 1956, aveva rivolto la sua attenzione sul rapporto tra stato di conservazione delle opere d’arte e la loro corretta interpretazione. Paragonando il restauro alla pratica filologica voleva che l’attenzione fosse concentrata sugli oggetti d’arte, sulle loro storie, sulla loro capacità di adattarsi allo scorrere del tempo e di rispondere, di volta in volta, a funzioni e ruoli diversi, ribadendo infine come le conoscenze storico-artistiche e il ruolo, ancora oggi, fondamentale “dell’occhio del conoscitore” non possono essere disgiunte dalla stratificata costituzione materiale delle opere, divenute così documenti.

Locandina




Su Cremona 1 puntata dedicata al Museo Verticale del Torrazzo

Il Torrazzo, con il suo nuovo Museo Verticale dedicato alla storia e alla misurazione del tempo, è protagonista della puntata di questa settimana di «Gioielli sotto casa», la trasmissione di Cremona1 dedicata alla scoperta delle bellezze da ammirare a pochi chilometri da Cremona.

Guarda qui la puntata

Il conduttore Piero Brazzale è accompagnato nella salita al monumento da don Giancluca Gaiardi, incaricato diocesano per i Beni culturali. La trasmissione, andata in onda per la prima volta giovedì 21 febbraio, sarà trasmessa in replica anche domenica alle 18.30 sul canale 211 del digitale terrestre.

 




Recuperati quattro ex voto dei santuari di Caravaggio e Ariadello

Nella giornata di giovedì 23 maggio, presso il Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale di Milano, con sede nella Villa Reale di Monza, i militari dell’Arma hanno riconsegnato a don Gianluca Gaiardi, incaricato diocesano per i beni culturali ecclesiastici, quattro ex voto rubati dai santuari S. Maria del Fonte presso Caravaggio e di Ariadello, nel Soresinese, in un decennio a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso.

Gli ex voto sono stati recuperati dai carabinieri a seguito di un’operazione iniziata nel 2015. Le indagini erano iniziate casualmente: un carabiniere di Monza, anni fa, aveva notato a Milano una locandina che presentava un’esposizione privata di ex voto. L’intuito che ci potesse essere dietro qualche traffico illecito ha portato a scoprire che un collezionista milanese, prima della morte, aveva donato un ingente quantitativo di ex voto a due musei in Lombardia e Piemonte. Non è stato possibile appurare le modalità con cui il misterioso collezionista era entrato in possesso di cotanti ex voto.

Indagine e sequestro sui generis: non si tratta di opere d’arte, di oggetti d’oro o d’argento, di preziosi in senso lato, bensì di tavole di legno grezze, di piccole dimensioni, con scene di prove o disgrazie da cui il fedele era scampato invocando l’aiuto della Vergine, raffigurate con i tratti dell’arte popolare. Quadri e quadretti poi lasciati ai santuari a memoria perenne, come segno di riconoscenza per la grazia ricevuta.

Da parte delle Diocesi il grazie al lavoro silenzioso ed efficace dei carabinieri per il ritrovamento degli ex voto perduti, in quanto si salvano tracce preziose di una storia di fede, del vissuto del popolo di Dio.




Il “Ritratto virile” del Museo Berenziano protagonista di “Dentro il dipinto”

Doppio appuntamento della rassegna “Dentro al dipinto 2019” per la presentazione del restauro del Ritratto virile del Museo Berenziano, il cui intervento, come tutti quelli presentati fino ad ora, è stato possibile grazie ai contributi dell’8 per mille CEI e portato a termine dal laboratorio Manara-Perni.

Lunedì 25 marzo 2019, alle ore 16.30, presso il Seminario Vescovile di Cremona, con i restauratori che se ne sono presi cura, Luciana Manara ed Enrico Perni, si parlerà proprio delle interessanti operazioni di pulitura, consolidamento e reintelatura dell’opera che presentava una pellicola pittorica poco leggibile a causa dell’ossidazione della vernice protettiva.

L’appuntamento sarà introdotto come di consueto da don Gianluca Gaiardi, direttore dell’Ufficio Diocesano per i beni Culturali che, assieme a Filippo Piazza, funzionario della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova, sottolineerà il lavoro sinergico svolto nella tutela del patrimonio artistico ecclesiastico e il confronto che si avvia durante gli interventi di restauro tra tutte le figure coinvolte: restauratori, istituzioni proprietarie dei beni, architetti, storici dell’arte. Un iter che rappresenta un significativo momento di approfondimento e conoscenza; restauro inteso dunque come operazione culturale in un’ottica multidisciplinare.

Lunedì 8 aprile, alle ore 16.30, sempre presso il Seminario Vescovile di Cremona, protagonista della chiacchierata sarà ancora il Ritratto virile le cui notevoli qualità stilistiche, emerse a seguito delle operazioni di restauro, meritano ulteriori approfondimenti storico artistici. Toccherà a Valerio Guazzoni (storico dell’arte e docente) contestualizzare il dipinto nell’ambito della produzione ritrattistica cremonese del XVI secolo, che vede, nell’anziano effigiato uno dei dipinti più interessanti.

Il Ritratto virile fu presentato per la prima volta alla fine degli anni ’80 da Don Pietro Bonometti che, pur avvicinandolo ai modi del pittore bolognese Bartolomeo Passerotti, già rilevava “una vena di arguto naturalismo lombardo” che poneva il lo stile del dipinto in parallelo ai modi figurativi di Moroni, Parmigianino e Campi. Ed è proprio all’area cremonese e ad una tipologia ritrattistica ben consolidata a partire dalla metà del XVI secolo che rimanda l’impostazione generale della composizione, con l’effigiato seduto di tre quarti su un alto scranno, in un ambiente circostante scarno e buio, appena ravvivato da due oggetti: un libro e una clessidra.

Se già prima dell’intervento di restauro era possibile trovare il confronto più diretto per quest’opera nel Ritratto di gentiluomo del Museo Civico di Cremona, già attribuito a Cristoforo Magnani, il ripristino della piena leggibilità ha restituito un’opera di qualità eccezionale che andrà accuratamente studiata ed inserita nella produzione pittorica cittadina del secondo Cinquecento. Resta per ora sconosciuto il soggetto effigiato, evidentemente di alto lignaggio, un dottore, forse legato alla legge come sembrerebbe indicare l’abbigliamento: una veste nera da cui emergono, candidi, la gorgiera, la camicia, i polsini delle maniche, un caratteristico copricapo e un mantello foderato di pelliccia.




“De Caelo et Mundo”: venerdì 4 ottobre in Cattedrale lo spettacolo che racconta Gherardo da Cremona

Il 4 ottobre a Toledo si svolge la cerimonia di consegna del V premio internazionale della traduzione Gherardo da Cremona. La sera stessa nella Cattedrale di Cremona lo spettacolo “De Caelo et Mundo” celebra la figura di Gerardus cremonensis.

“De caelo et mundo – sulla rotta di Gherardo da Cremona” racconta la vita di Gherardo e il suo ruolo di grande intellettuale cosmopolita che ha contribuito alla rinascita culturale dell’occidente europeo nel XII secolo.

Musica, narrazione e drammatizzazione in fluido dialogo tra loro creano la struttura di De caelo et mundo permettendo agli spettatori di incontrare Gherardo, la sua città, il suo lavoro attraverso anche la testimonianza storica di chi lo ha avuto come maestro.

Gherardo nasce a Cremona nel 1114 circa e nella città lombarda si forma alla scuola della Cattedrale sviluppando, accanto alle materie teologiche e filosofiche, un grande interesse per le discipline scientifiche. Trasferitosi a Toledo, dove è ricordato anche come canonico della Cattedrale locale, approfondisce la conoscenza della lingua greca e araba diventando così non solo studioso e magister ma anche traduttore in latino di numerosi testi provenienti da oriente.

De caelo et mundo, titolo che riprende uno dei principali trattati di Aristotele tradotto da Gherardo, è uno spettacolo ideato da Achille Meazzi degli Aksak Project, Massimiliano Pegorini attore e Tommaso Giorgi dell’Associazione Culturale CrArT – Cremona Arte e Turismo.

 

DE CAELO ET MUNDO

Sulla rotta di Gherardo da Cremona

 

musiche originali: Achille Meazzi e Barocco in jazz

testi originali: Tommaso Giorgi e Massimiliano Pegorini

 

Locandina

Venerdì 4 ottobre, ore 21.00

Cattedrale di Santa Maria Assunta

Piazza del Comune

Cremona

Interpreti:

Tommaso Giorgi | narratore

Massimiliano Pegorini | attore

Aksak Prokect:

Achille Meazzi | liuti popolari e corde

Nicola Mantovani | sassofoni

Nico Catacchio | contrabbasso

Eduardo A. Meazzi | percussioni

Eliana Piazzi | sikus e harmonium

Barocco in jazz:

Gianni Satta | tromba e flicorno

Maurizio Piantelli | tiorba e liuto

 

Ingresso libero (sarà possibile lasciare un’offerta per le attività della Cattedrale).

In collaborazione con la Diocesi di Cremona

Media Partner: www.riflessimagazine.it

Con il sostegno di: Studio Archidue, Lavanderia La Perfecta, Impresa funebre Pietra, Mondini architetto, Beltrami architettura e Ingegneria s.r.l

 

 




Don Gaiardi dopo l’incendio di Notre Dame: «Le nostre cattedrali richiedono una cura costante»

All’indomani dell’incendio che ha distrutto parte della Cattedrale di Notre Dame a Parigi in tutto il mondo ci si interroga sul livello di sicurezza  e sulla prevenzione che riguarda i grandi edifici storici. Un fronte su cui è particolarmente attivo, in diocesi, l’Ufficio per i Beni ecclesiastici, responsabile della cura e della custodia di tutto il patrimonio dell’edilizia religiosa sul territorio.

Il tema – urgente e delicato – è stato affrontato dall’incaricato don Gianluca Gaiardi che, intervistato sul quotidiano La Provincia di Cremona, ha parlato in particolare della Cattedrale, il più importante tra gli edifici diocesani: «Come tutte le cattedrali – ha spiegato – e i monumenti artistici, anche il Duomo di Cremona è sempre monitorato». Un’attenzione costante richiesta dalla fragilità dei materiali utilizzati per la costruzione di questi edifici antichi, spesso non ignifugo, che non può essere sostituito. Quel che si può fare – continua l’incaricato dell’Ufficio dei Beni Culturali –  è «migliorarne il consolidamento strutturale nei casi di azioni sismiche» e «adeguare gli impianti elettrici».

Una particolare cura – aggiunge don Gaiardi – è richiesta in occasione dell’apertura di cantieri che, a causa della presenza di numerosi operai e di macchinari da lavoro, richiedono un «piano di sicurezza più scrupoloso».

L’auspicio è dunque quello di poter programmare una manutenzione ordinaria degli edifici per ridurre gli interventi di restauro eccezionali attraverso un piano di controlli sistematici.